Boom di stranieri al “rifugio delle torte”, il Capanna 2000: la lunga giornata dei gestori
Patrizia Sirtoli da oltre trent’anni gestisce il rifugio insieme al marito Attilio Rizzi e alla figlia Lucia: “Nelle giornate più limpide si vede con chiarezza la Madonnina del Duomo”
Oltre il Colle. Dalle Alpi Orobie alle città di Milano e Brescia, fino ad arrivare agli Appennini e al Monviso: è il meraviglioso panorama che può essere ammirato dalla terrazza del rifugio Capanna 2000, un gioiello posizionato nel cuore delle montagne bergamasche.
“Bergamo purtroppo è coperta dal Monte Alben – commenta la rifugista Patrizia Sirtoli, che da oltre trent’anni gestisce il rifugio insieme al marito Attilio Rizzi e, da alcuni anni, alla figlia Lucia -. Nelle giornate più limpide si vede con chiarezza anche la Madonnina del Duomo”.
Il rifugio Capanna 2000, di proprietà del Comune di Oltre il Colle e non inserito nel circuito del Cai, si trova a 1969 metri di quota e giace alla base del versante sud del Pizzo Arera (2512 metri). Durante la stagione estiva rappresenta indubbiamente una delle mete più frequentate dell’intero arco delle Orobie: questo grazie alla sua posizione panoramica tra Val Seriana e Brembana, alle deliziose torte fatte in casa servite ai tavoli del rifugio e all’incantevole Sentiero dei Fiori, un sentiero ad anello di 7 chilometri principalmente pianeggiante – 200 metri di dislivello – che arriva fino al Lago Branchino ed offre l’opportunità di osservare numerose varietà di fiori endemici.
“Non a caso, grazie alla scelta di dolci che offriamo ai visitatori, siamo noti proprio come il ‘rifugio delle torte’ – afferma Patrizia -. Sicuramente l’attrazione naturale più conosciuta della zona è il Sentiero dei Fiori, ma il territorio offre percorsi di difficoltà crescente, dal Grem all’Alben”.
“Quest’anno abbiamo registrato un grande afflusso di turisti stranieri: in particolare francesi, spagnoli e norvegesi – prosegue -. Molti prenotano un posto nelle camere del rifugio mentre altri portano la loro tenda: nelle scorse settimane una coppia, lui norvegese lei spagnola, ha provato a dormire in tenda ma hanno dovuto cercare riparo nel rifugio durante la notte perchè il vento gliel’aveva portata via”.
La novità degli ultimi anni è rappresentata dalla presenza di due Starsbox, ovvero casette in legno che si inseriscono nel contesto del glamping, una nuova forma di fare campeggio completamente immersi nella natura. Nei mesi estivi è possibile prenotare un pernottamento nelle casette che viene reso indimenticabile dalla possibilità di aprire la copertura del prefabbricato per osservare le meravigliose stellate nel silenzio della montagna.
La quotidianità estiva dei gestori del rifugio non è certamente sempre facile.
“La giornata inizia molto presto, verso le 5, e termina solamente a tarda sera – racconta Patrizia -. Noi siamo fortunati che ci troviamo relativamente vicini alla valle, altri rifugi sono ancora più complicati da raggiungere: ogni estate almeno otto ragazzi vengono a lavorare da noi e trascorrono così la loro estate. La nostra è una professione che non consente pause, il rifugista è occupato 24 ore su 24: la persona che prepara il caffè al mattino presto è la stessa che prepara la cena alla sera”.
Nonostante le grandi fatiche, sono molte anche le soddisfazioni che la vita in quota regala.
“I rapporti che ogni anno si creano nelle settimane trascorse al rifugio sono meravigliosi: i miei ragazzi li considero tutti un po’ come miei figli – prosegue-. La stagione sta proseguendo bene. Lo scorso anno, tuttavia, il tempo era migliore: i temporali stanno guastando numerose giornate ma nonostante questo la ricettività è aumentata”.
“Il maltempo delle ultime settimane ha colpito anche noi: ieri ad esempio – giovedì 16 agosto, ndr – il nostro generatore si è fulminato a causa del temporale e siamo rimasti senza corrente per diverse ore – continua -. Due settimane fa il forte vento ha distrutto la staccionata e portato via diversi tavoli. Grandine ne abbiamo vista poca, probabilmente perché a quest’altitudine lo sbalzo termico non è così marcato, nonostante a luglio abbiamo registrato 22 gradi, qualcosa di eccezionale per noi”.
“Fortunatamente nella nostra zona, un po’ grazie all’accessibilità, non avvengono spesso gravi incidenti – afferma la rifugista – Nonostante questo gli interventi del soccorso alpino e dell’elisoccorso sono frequenti per ‘piccoli’ infortuni come fratture in seguito a cadute o problemi muscolari: solamente domenica scorsa l’elicottero è dovuto intervenire in due occasioni”.
“Richieste particolari le riceviamo praticamente ogni giorno: recentemente una turista si è lamentata per l’assenza di ‘aree di sosta ombreggiate’ sul sentiero da Zambla Alta, un altro ha scritto una recensione negativa definendo l’area da qui al Pizzo Arera una ‘cava di sassi’ – rivela -. Tanta gente fatica ad accettare le difficoltà che si incontrano in montagna: di base l’esigenza dei clienti è molta, noi proviamo ad adattarci facendo il meglio”.
Il rifugio Capanna 2000 è raggiungibile da Zambla Alta – frazione di Oltre il Colle – in auto fino alla località Plassa nei mesi invernali e fino a quota 1600 metri nei mesi estivi, dove i turisti possono lasciare l’auto in un ampio parcheggio – al costo di € 4,00 – sotto i vecchi impianti di risalita. Dal parcheggio il sentiero Cai 221 porta direttamente, in meno di un’ora, al rifugio; in alternativa si può prendere anche la strada carrabile che raggiunge Capanna 2000 con un giro più ampio ma più dolce.
Il rifugio può essere tuttavia raggiunto da numerosi altri punti di partenza. I due più noti sono Valcanale in Val Seriana, passando dal rifugio Alpe Corte e dal Lago Branchino, e Roncobello in Val Brembana, lasciando la macchina alle baite Mezzeno e attraversando il Sentiero dei Fiori.
D’inverno il rifugio è aperto nel weekend per accogliere gli sportivi che praticano alpinismo.





