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Ad agosto il numero degli amici a quattro zampe che vengono abbandonati aumenta a dismisura: il “Rifugio del Cane” offre aiuto agli animali abbandonati, che attendono una nuova casa

Seriate. Sono decine di migliaia i cani che ogni anno in Italia vengono abbandonati dalle proprie famiglie, andando ad incrementare il fenomeno del randagismo, già diffusissimo a livello nazionale. I numeri raccontano di un 2022 chiuso con un totale di oltre 70mila abbandoni in tutta la penisola, secondo i dati di Legambiente: le associazioni animaliste parlano di circa due milioni di cani randagi, quasi l’80% dei quali nel Sud Italia. E il 2023 si preannuncia in crescita. Sono svariate le campagne che ogni anno vengono attuate contro l’abbandono  in favore dell’adozione degli amici a quattro zampe. Il territorio bergamasco è particolarmente sensibile al tema e in questo senso da oltre trent’anni un lavoro essenziale lo svolge il Rifugio del Cane di Seriate, in via Nullo, canile privato convenzionato con 140 comuni del territorio orobico, compresa la città di Bergamo.

È una delle cinque strutture, insieme a Colzate, Calvenzano, Grignano e Levate, presenti nel territorio bergamasco. A prendersi cura degli oltre cento animali presenti sono una cinquantina di volontari fissi, più altrettanti che occasionalmente offrono il loro contributo, ugualmente importante, alla causa. La stragrande maggioranza dei cani ospitati è priva di chip e proviene soprattutto dal lavoro dell’accalappiacani sul territorio. Una volta trovati, gli animali vengono chippati e vaccinati, ricevono tutte le cure mediche del caso. Spese interamente a carico della proprietà.

Attualmente gli “ospiti” sono un centinaio, distribuiti nei 110 recinti – a volte anche in più di uno per spazio, specialmente se si tratta di cuccioli – presenti nel Rifugio. La dimensione è varia: si passa da spazi di 20 metri quadri ad altri più piccoli. Tutti quanti hanno una cuccia, una struttura in muratura che ripara da vento, pioggia e freddo, coperte d’inverno (in alcuni casi anche lampade riscaldanti, se necessarie), piscine d’estate, ciotole con acqua e cibo, oltre che i loro giochi, dalle palline alle corde. A loro disposizione c’è un giardino in cui possono correre e giocare, ma non mancano ovviamente le lunghe passeggiate nel vicino Parco del Serio.

Cani di razza (ad esempio Jason, Border Collie di 9 anni) e meticci, di tutte le età, dai più piccoli agli anziani, aspettano una famiglia che li accolga. Tra il centinaio di ospiti la maggior parte è di taglia grande, anche se non mancano i più piccoli, specialmente tra chi è più su di età. “I cuccioli e le taglie più piccole sono le più richieste, anche perché ci sono molte restrizioni sugli affitti: tanti proprietari non vogliono inquilini con un cane grande”, spiega una volontaria. Tra gli ospiti del canile non mancano i cani di razza.

Le adozioni che si registrano annualmente al Rifugio del Cane sono intorno alle 400: per ogni animale che esce per andare da una famiglia, un altro entra a prendere il suo posto. Un ricambio continuo. Molti dei nuovi ospiti sono affetti da malattie (come Nilo, di 4 anni, che convive con un tumore e ha pochi mesi di vita), oppure hanno un carattere difficile, “situazioni difficili da gestire, che presuppongono costi che non tutti ad oggi riescono a sostenere o ne hanno la possibilità”.

Da chi è solo a chi ha famiglia, da chi ha già cani a chi non ne ha: la clientela è varia. “Cerchiamo di far adottare le persone in maniera consapevole, insegnando la gestione a tutto tondo. Facciamo incontri conoscitivi, colloqui, vogliamo dare l’amico giusto ad ogni famiglia. Alcuni cani sono docili ma non socievoli, cerchiamo di offrire anche gli strumenti a chi accoglie specialmente casi più difficili”. A permettere queste iniziative è anche la presenza nello staff di un addestratore e un’educatrice, figure tecniche professionali che collaborano coi volontari.

Essenziali per la sopravvivenza del rifugio sono anche i donatori regolari, che portano materiale, attrezzature, giochi, cibo e anche gli stessi soldi. “Vogliamo ringraziare chi ci sostiene con un sacchetto di crocchette, un gioco, un guinzaglio, delle crocchette” sottolineano le volontarie.”Siamo molto social e abbiamo un grande seguito, facciamo conoscere la nostra attività anche così”. Il messaggio è sempre lo stesso: “Adottate, non abbandonate”.