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Taxi a Bergamo, solo 5 nuove licenze in 8 anni: “Troppe chiamate, così impossibile soddisfarle”

I tassisti chiedono maggiore collaborazione dal trasporto pubblico locale e hanno messo una pezza integrando esterni dai comuni limitrofi e dal milanese. Il Comune a novembre ha chiesto 40 nuove licenze alla Regione e ancora attende una risposta

Bergamo. Centoventimila abitanti, più di un milione di presenze turistiche, un aeroporto a cinque chilometri di distanza prossimo a toccare il record di 15 milioni di passeggeri trasportati in un anno: i numeri attuali della città di Bergamo raccontano di una realtà in forte crescita, con il turismo che in 8 anni ha registrato un aumento di flussi del 70%, ma di pari passo nello stesso periodo il numero di licenze dei taxi autorizzati si è stabilito a quota 41, con le ultime 5 licenze assegnate nell’estate 2021.

Una situazione ormai insostenibile, ancor di più nell’anno di Capitale della Cultura, ma di certo non un caso isolato nel panorama nazionale. Da settimane governo e associazioni di categoria cercano una soluzione ma, per ora, le proposte presentate al Mimit dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini e da quello delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso non hanno convinto associazioni di categoria e amministratori locali.

L’esecutivo, in una nota, ha fatto sapere di essere alla ricerca di una soluzione organica improntata all’efficienza e trasparenza a beneficio del cittadino, all’equità per i tassisti e al rispetto delle regole del mercato che, tradotte, sono state sintetizzate ad esempio nella possibilità per i Comuni di rilasciare una licenza aggiuntiva per ogni titolare che ne faccia richiesta o licenze aggiuntive provvisorie. I due ministri hanno anche annunciato di voler introdurre agevolazioni maggiorate per l’acquisto di vetture elettriche o ibride in sostituzione del proprio taxi o finalizzate all’acquisizione di nuove licenze.

La posizione del Comune di Bergamo

Come ricordato, negli ultimi otto anni nel Comune di Bergamo sono state rilasciate solo 5 nuove licenze, tutte elettriche, nell’estate 2021. Prima ancora altre 5, nel 2015, quando l’amministrazione Gori, insediatasi da poco, aveva attivato quelle rimaste in sospeso dalla gestione precedente.

Nel frattempo, però, il panorama cittadino è completamente mutato: lo scalo di Orio al Serio ha consolidato la propria posizione al terzo posto tra gli aeroporti italiani, attirando sempre più compagnie e, di conseguenza, ampliando la mappa delle destinazione, andando ad attrarre un bacino d’utenza cresciuto fino ai 15 milioni di utenti che (molto probabilmente) al 31 dicembre saranno transitati dal Caravaggio.

A trarne beneficio, lato presenze, è stata senza dubbio la città: vuoi per una sosta mordi e fuggi o per un soggiorno più lungo, il fatto di trovarsi a pochi minuti dal terminal ha reso Bergamo ancor più appetibile e meritevole di una visita.

Ma sono stati spesso gli stessi turisti a notare come in certe fasce orari e periodi dell’anno trovare un taxi disponibile, per tratte urbane o per la spola città-aeroporto, fosse sempre più complicato.

Motivo per cui a novembre Palazzo Frizzoni ha bussato alle porte di Regione Lombardia, chiedendo l’attivazione di 40 nuove licenze che avrebbero dunque raddoppiato la capacità del servizio, andando a potenziare un servizio pubblico che dovrebbe essere complementare al trasporto pubblico locale. Una richiesta che, per ora, non è ancora stata accolta. Due le motivazioni: la prima è che di mezzo ci sono state le elezioni regionali che inevitabilmente hanno rallentato qualsiasi procedimento amministrativo; la seconda è che il Pirellone ha disposto uno studio che possa mappare le esigenze specifiche di ogni territorio e i cui risultati ancora non sono arrivati.

Nonostante i solleciti, dal Pirellone ancora tutto tace e un altro stop imprevisto il Comune di Bergamo se l’è visto imporre anche da Roma, dove è bloccato al Ministero dei Trasporti il rilascio delle licenze NCC che erano state ottenute dalla Provincia nel 2018, superando il ricorso dei tassisti: nei cassetti di Palazzo Frizzoni ci sono già i nomi degli aggiudicatari del concorso che era stato bandito. Tutto ancora congelato.

taxi bergamo

Qui taxi

Ma i diretti interessati come vivono questa situazione?

Ad avere una panoramica esaustiva è sicuramente Massimo Cocchiara, presidente di Co.Ta.Be, il Consorzio Artigiani Tassisti Bergamaschi che risponde alle chiamate come Radio Taxi Bergamo, i taxi ufficiali del Comune di Bergamo.

“Sulle manovre politiche posso dire che non è una bella situazione – sottolinea – Dare l’opportunità ai Comuni di chiedere il 20% in più delle licenze per noi sarebbe una valle di lacrime. Noi avevamo chiesto di bilanciare la situazione del trasporto pubblico, in tutte le città, perché le problematiche sono comuni: anche qui la sera ci sono poche corse dei pullman e del tram. Non vediamo questi sistemi come antagonisti, ma complementari: è l’offerta in generale che manca, poi sarà il cittadino o il turista a scegliere il suo mezzo preferito”.

Consapevole anche dei profondi cambiamenti che il turismo bergamasco ha incontrato negli ultimi anni, Cocchiara analizza la situazione attuale, riconoscendo di fatto l’insufficienza dell’attuale forza lavoro per soddisfare tutte le richieste: “Oltre alle 41 licenze sulla città di Bergamo abbiamo integrato l’offerta con una ventina di taxi esterni facenti capo a Orio, Seriate, Grassobbio o all’area del Milanese che vengono qui a lavorare in particolare sull’aeroporto, arrivando a circa 61-62. Abbiamo anche creato un’applicazione per favorire la rapidità di intervento”.

Sulle difficoltà oggettive che il servizio taxi a Bergamo sta attraversando, il presidente di Co.Ta.Be circoscrive esattamente le fasce orarie: “Le criticità maggiori si registrano al mattino, dalle 7.30 in poi, quando arrivano i treni dei lavoratori in stazione, poi il pomeriggio dalle 17 e poi in orario serale, soprattutto d’estate quando con la diminuzione delle corse dei bus e del tram per noi diventa davvero delirante”.

Altro polo attrattivo dell’attività, oltre a piazzale Marconi, è ovviamente l’aeroporto di Orio al Serio: “In passato non esisteva che mancasse un taxi in aeroporto – ricorda – Oggi invece arriva una miriade di voli, tanti a poca distanza uno dall’altro, e l’offerta dei pullman non è adeguata al numero di utenti. Credo che con un maggiore sostegno da quel punto di vista anche il nostro lavoro sarebbe più agile. In tutta onestà a noi rendono molto di più le corse urbane: più frequenti e con piccole distanze da coprire. In aeroporto col passare degli anni le difficoltà sono aumentate: coda in ingresso, coda in uscita. Tutto tempo che perdiamo e che il cliente paga: i prezzi minimi li stabilisce la Regione e ad esempio se da Bergamo a Milano sono almeno 122 euro, per fare dalla città all’aeroporto parliamo di 15,40 euro. Ma se ci fermiamo in coda perché i varchi dello scalo sono congestionati i costi possono arrivare anche a 40-50. Per questo avevamo anche chiesto a Sacbo di poter sfruttare l’ingresso da Seriate, anche pagando”.

Con il riconoscimento di Bergamo Capitale della Cultura il lavoro è aumentato: “Sì, è vero, ci sono più richieste, soprattutto il weekend e da stranieri. Ci sono momenti in cui non riusciamo a evadere le corse, per questo chiediamo sempre più attività anche del trasporto pubblico per poter lavorare meglio tutti insieme”.

Problema annoso e irrisolto è infine quello degli abusivi: “Una storia infinita – chiosa Cocchiara – Da mesi siamo tornati a chiedere un’attiva collaborazione tra le Polizie Locali di Bergamo, Orio, Seriate, Grassobbio e Azzano San Paolo per contrastare sostanzialmente due fenomeni. Il primo è l’esercizio abusivo della professione da parte di chi dovrebbe lavorare su noleggio attendendo in rimessa e non adescando clienti per strada: in aeroporto, soprattutto tra le 22.30 e le 3 del mattino è una giungla. Ma dall’altro lato chiediamo una vigilanza anche nei confronti di quei tassisti furbetti che screditano la categoria chiedendo tariffe inadeguate”.