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L’avvocato di Corona per il giovane Alessandro Patelli, condannato a 21 anni per l’omicidio di via Novelli

Il legale Ivano Chiesa: “Ha reagito, al massimo si può parlare di eccesso colposo in legittima difesa”. Per i giudici fu l’imputato a provocare la vittima prima di accoltellarla. Appello fissato il 22 settembre

Bergamo. “Ho accettato di difendere Alessandro Patelli perché non penso sia un omicida, ma un ragazzo spaventato che forse ha reagito eccessivamente”.

A parlare è Ivano Chiesa, il nuovo legale del giovane condannato a 21 anni di carcere lo scorso 18 novembre per avere ucciso a coltellate il 34enne Marwen Tayari davanti alla moglie e alle figlie di 12 e 2 anni. Il dramma si era consumatol’8 agosto 2021 in via Novelli a Bergamo, dietro alla stazione.

Quel giorno Patelli era uscito di casa per raggiungere in Vespa il campo di famiglia a Trescore Balneario. Tajari, la compagna Eleonora Turco e le due bambine erano seduti sui gradini davanti al portone di casa del ragazzo. Stavano riposando dopo aver fatto un giro in centro a Bergamo.

Patelli, 20 anni, aveva già raggiunto il garage, quando si è accorto di avere lasciato il casco in casa. Nell’imboccare il portone d’ingresso dello stabile aveva urtato la figlia più grande della coppia e Tayari lo aveva ripreso. Dopo un breve diverbio il giovane era salito in casa, si era infilato le cuffie della musica, aveva messo il casco ed era uscito di nuovo.

Secondo l’accusa, quando era sceso in strada con il casco integrale in testa impugnava già un coltello a farfalla e con quello aveva affrontato Tajari. Secondo la difesa, lo avrebbe estratto in un secondo momento per tenere a distanza il tunisino.

Secondo la versione resa dalla moglie e dalla figlia 12enne della vittima, Patelli si rivolse a Tayari con il coltello già nella mano destra dicendo “vieni qui se hai gli attributi” (utilizzando un termine ben più colorito). Tayari invece decise di non arretrare. Mostrò le cicatrici che aveva sul petto e sulla pancia, rassicurando il giovane di non voler fargli del male. Per essere credibile poggiò a terra anche la bottiglia di birra che stava bevendo, una potenziale arma contundente. Poi, nel giro di pochi istanti, successe l’irreparabile.

Secondo l’avvocato Chiesa (di Milano, noto alle cronache per assistere tra gli altri Fabrizio Corona) la sentenza per omicidio volontario andrebbe quantomeno riformulata. “Ho letto le carte e penso che sia sbagliata. C’è stata colluttazione, ma si sono dimenticati che è stata la vittima ad atterrare il mio assistito. Lui ha reagito, forse in maniera eccessiva ma ha reagito – tiene a sottolineare -. Al massimo si può parlare di un eccesso colposo in legittima difesa”.

Ivano Chiesa è subentrato al collega bergamasco Enrico Pelillo, che ha assistito Patelli fino alla condanna in primo grado. Il nuovo legale ha presentato appello, fissato per il 22 settembre: “Parliamo di un bambino. Un ragazzo angosciato che non volevo uccidere nessuno – ribadisce -. Ciò che è successo è andato oltre il prevedibile e il previsto”.

Secondo i giudici della Corte il ventenne non uccise per legittima difesa: venne rimproverato dalla vittima, ma fu lui a provocarla prima di accoltellarla a morte, creando lui stesso i presupposti di una situazione potenzialmente pericolosa.