Andrea Moltrasio: “Percorrendo il Cammino di Santiago nei giorni scorsi, definito nel 1987 Itinerario Culturale Europeo, ci si sente veramente europei”
“Si riconoscerà che in un mondo di clamori e di furiosa violenza, di minacce terroristiche che si sommano a secolari antagonismi, la costruzione europea è il solo successo pacifico di ampie proporzioni”.
Questa frase di Jacques Delors mi è spesso venuta in mente percorrendo il Cammino di Santiago nei giorni scorsi, definito nel 1987 Itinerario Culturale Europeo. Camminando ci si sente veramente europei e cercherò di spiegarne il perché.
La prima ragione è la storia di San Giacomo, apostolo, quando la salma fu portata a Santiago, al di là dei particolari e della verità storica, creò sicuramente una forte identità politica nel momento della “Reconquista”, perché le urne, come direbbe il Foscolo, “fanno bella e santa la terra che le ricetta”. L’Europa deve costruire un maggior senso di appartenenza, anche costruendo simboli, perché le comunità ne hanno bisogno.
La seconda ragione è che il Cammino è un percorso volontario, così come lo è stata la costruzione dell’unione Europea nel secondo dopoguerra. Non ci sono stati atti di forza o soprusi né tanto meno invasioni o aggressioni. Non è obbligatorio aderire all’Unione. La Brexit dimostra che si può uscire (il Regno Unito se ne è già pentito di certo).
La terza è che tutti nel cammino vanno nella stessa direzione, la meta è chiara. Sarebbe bello che tutti i popoli europei capissero l’importanza di questa attitudine.
La quarta ragione sta nella fantastica stratificazione storica della costruzione di chiese dall’alto profilo di spiritualità e lavorazioni agricole che segnano la fatica dell’uomo: uno scenario che fa il paesaggio europeo inevitabilmente diverso, ricco di storie di uomini e di lavoro, di solidarietà e fatica, di cultura e passione.
La quinta e ultima è il senso di uguaglianza, valore della rivoluzione francese, ma anche della cultura cristiana e liberale, attenta alla parità delle opportunità. E’ vero ci sono differenze tra chi lo percorre nei vari modi ( a piedi, con o senza zaino, tutto il percorso o una parte, in bicicletta o a cavallo) ma le differenze non sono quelle che la nostra società sta praticando, davvero eccessive. Anche i rapporti tra i viandanti sono sempre cortesi e rispettosi.
Insomma l’Europa che ci piace, Buen Camino Europa.
*Andrea Moltrasio, Industriale, già presidente di Confindustria Bergamo e del Consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca



