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Italvolley sorde terza all’Europeo, llaria Galbusera: “In questo bronzo c’è tutto il mio percorso”
Ilaria Galbusera con il bronzo al collo

La bergamasca ha condotto da capitano la squadra al terzo posto: “Andrò avanti fino al 2025, l’ho promesso al gruppo”

Quattro argenti tra Europei (2011), Olimpiadi (2017, 2022) e Mondiali (2022), un oro agli Europei (2019) e da sabato (22 luglio) anche un bronzo agli Europei. Ilaria Galbusera si mette al collo l’ennesima medaglia di una carriera straordinaria: la capitana della Nazionale Italiana Pallavolo Sorde ha condotto la sua squadra al terzo gradino del podio, dietro l’Ucraina e i padroni di casa della Turchia.

“Tutto sommato, è andata molto bene”, commenta la trentaduenne bergamasca, originaria di Sorisole, da oltre un decennio protagonista con la maglia azzurra. E sarà così anche in futuro. Perché il successo contro la Polonia non è certo stata l’ultima apparizione azzurra di Ilaria Galbusera.

Torna soddisfatta o pensa che anche la finale fosse alla portata?

“Torno soddisfatta, avendo compiuto un’impresa importante con una squadra molto giovane e con poca esperienza, visto che quattro veterane titolari sono state sostituite, pertanto non si può che essere orgogliosi, con questa base che promette bene per i prossimi due anni”

Da capitano cosa ha detto alle sue compagne a fine torneo?

“Che sono orgogliosa di questa medaglia, con tutti gli alti e bassi che abbiamo avuto, le discussioni, la fatica a riemergere, le incomprensioni. È stato un traguardo sudato, ma ce lo siamo meritate. È l’inizio di un percorso, tutte insieme, che ci porterà in due anni a toglierci tante soddisfazioni. C’è ancora tanto potenziale da tirare fuori e sicuramente abbiamo ancora tanto lavoro da fare”.

Tra voi e la finale si è messa in mezza ancora la Turchia, come alle Olimpiadi all’ultimo atto.

“In verità mi ha sorpreso molto come sia stata fermata dall’Ucraina con una disfatta e un 3-0. Questo ferma l’egemonia turca e fa ben sperare per il futuro: aturalmente c’è da lavorare molto per colmare quel gap, seppur piccolo, per stare al loro livello”.

Ilaria Galbusera

Parla ancora al plurale perché si vede ancora a lungo con la maglia azzurra?

“Sì, ho promesso che accompagnerò la squadra ai mondiali a Okinawa nel 2024 e chiuderò la carriera nel 2025 alle Deaflympics a Tokyo. Naturalmente il tutto salvo imprevisti di qualsiasi natura”.

Quale è il momento di questo europeo che si porterà nel cuore?

“Sono davvero tanti, è difficile sceglierne uno. Di sicuro è la medaglia tanto sudata, ma meritata”.

Quando guarda questa medaglia a cosa pensa?

“A tutto il percorso, ai 15 anni trascorsi in Nazionale e a dove sono arrivata oggi”.

Un altro traguardo: Ilaria Galbusera si sente il simbolo di un movimento sportivo?

“No, per quanto sia dentro da tanti anni. Sono solo felice di poter continuare a dare il mio contributo al movimento e di riconfermare i risultati degli ultimi anni, segno che stiamo facendo un percorso davvero ottimo”

Come ha visto cambiare la percezione del movimento in questi anni?

“Il movimento è cresciuto grazie anche all’appoggio del Comitato Italiano Paralimpico. In qualità di capitano desidero ringraziare il CIP e la Federazione Sport Sordi Italia per l’importante traguardo, che insieme hanno raggiunto, con il club deaflympics. È un traguardo che consolida il sacrificio di tutti questi anni e un nuovo punto di partenza per tutti gli atleti sordi con la FSSI per i prossimi anni”.

Quali sono i prossimi punti da sviluppare a livello burocratico (e tecnico) per migliorare ancora?

“A questo purtroppo non so rispondere. So che la Federazione si sta attivando per attuare il decreto dei 45 giorni di permesso sportivo, per non utilizzare le nostre ferie per giocare”.

Quindi per giocare l’europeo ha dovuto chiedere le ferie al lavoro.

“Esattamente, è così da 15 anni. Raduni compresi. Praticamente la pallavolo è la vacanza dal mio lavoro in banca”.