Verso le amministrative 2024
|Lega, Ribolla: “Senza Gori ci prenderemo l’area di centro. Noi uniti, loro no”
L’ex parlamentare del Carroccio lancia i suoi nella conquista di Palazzo Frizzoni: “Tanti gli errori fatti dall’attuale amministrazione. Mal gestita la mobilità e il commercio, ma anche il Pgt”
Bergamo. Ha le idee chiare Alberto Ribolla. Giovane commercialista, ex coordinatore provinciale del movimento giovanile, ex deputato, consigliere comunale, fresco di nomina a Presidente del Collegio sindacale di Sacbo, con un ruolo importante di marca politica in Trenitalia, con la tessera della Lega in tasca fin da ragazzo. Precisamente da 23 anni. Competente e preparato, dedito allo studio prima di arrivare agli appuntamenti in aula, qualunque essa sia. E si vede.
Ora, finita l’esperienza romana, guarda al futuro del suo partito da vicino. Dalla sua città.
E mentre racconta di ricevere almeno una decina di telefonate e di mail al giorno dai cittadini, si prepara a dare battaglia per la corsa alle elezioni del 2024. A cominciare dall’aula consiliare dove, a suon di ordini del giorno, fa le pulci all’amministrazione, soprattutto quando si parla di Bilancio, la sua materia non solo nella vita, ma anche nei palazzi romani.
Gli ultimi in ordine temporale quelli che presenterà nella due giorni di oggi (lunedì 24 luglio) e martedì 25, gli ultimi prima della pausa estiva: il primo in cui chiederà di destinare i fondi residui del Programma Rinascimento a un bando specifico per i negozi di vicinato della Città di Bergamo come contributo agli investimenti e il secondo in cui chiede una regolamentazione differente e meno stringente della sosta temporanea dei veicoli.
La partita è aperta e, a detta sua, i presupposti ci sono tutti.
“Il vento è cambiato – racconta Ribolla –, e il sentore che raccolgo ogni giorno è che i cittadini siano pronti a qualcosa di diverso. E poi il fatto che Gori, che pur ha svolto un buon lavoro, non si candidi più, apre un campo importante in termini di elettorato, quello del centro. Una fetta, quella del 20%, sulla quale si gioca buona parte delle elezioni. Quella buona fetta di uomini e donne che nell’ultima tornata hanno votato la Lista Gori, potrebbero ora votare altro, spostandosi magari anche dalla nostra parte.
E la Lega è pronta ad avvicinare quei cittadini che cinque anni fa hanno votato l’attuale Giunta ma che oggi non si sentono rappresentati in termini di scelte e di partecipazione. A Bergamo si vince se si conquista l’alveo della parte moderata. Per questa ragione siamo pronti a dialogare anche con quelle espressioni politiche che ne fanno esempio, come Azione e Italia Viva che, peraltro, si sono dette disponibili al dialogo”.
Una Lega che torna sul territorio, più consapevole di cinque anni fa.
“Gli sbagli del passato ci hanno insegnato a prepararci bene e per tempo. Noi corriamo con una coalizione importante, forte e compatta. Come si vede anche durante i consigli comunali, il nostro è un gruppo forte e consolidato nel tempo. La nostra forza sta proprio in questo. Con i rappresentanti di Forza Italia e Fratelli d’Italia c’è grande stima. Lavorare insieme è un piacere. Non siamo abituati né avvezzi a scontri interni alla coalizione, come invece avviene per il centrosinistra che spesso non si trova d’accordo anche sui grandi temi. Basta ascoltarne gli interventi in Consiglio Comunale o leggere i giornali per capirlo. Noi siamo uniti, loro no”.
Il centrodestra ha più volte ribadito che il nome del candidato sindaco arriverà in autunno. Prima i contenuti. Ma non crede che mai come alle amministrative il cittadino voglia sapere da chi sarà rappresentato?
“È vero. Dal nazionale ci hanno raccomandato di presentarlo almeno sei mesi prima, proprio per lavorare al massimo e per tempo. In questo tempo continueremo a cercare la figura giusta. E se cinque anni fa l’espressione politica era stata la nostra, forti dei dati locali e nazionali, le segreterie nazionali si daranno da fare per portare delle alternative. Ciascuna realtà farà in questo modo. Ma la condivisione e la discussione sono massime. Da parte nostra non c’è nessuna preclusione. Piuttosto la volontà di fare sintesi per vincere”.
Quale sarà la ricetta per tornare ai fasti degli anni passati?
“Già da tempo ci stiamo trovando, non solo come Lega, ma anche come centrodestra. È fondamentale ripartire dal territorio, occupandoci di materie come il commercio, il Pgt, l’urbanistica in senso generale e molto altro ancora. Dal mio punto di vista l’amministrazione ha fatto molto, ma non tutto giusto. Errori grossolani, ad esempio, sono stati fatti soprattutto in termini di viabilità, mobilità e molto altro”.
Si è parlato di nomi che appartengono alla politica in senso stretto, ma anche di figure civiche, come ad esempio Remo Morzenti Pellegrini, l’ex Rettore dell’Università di Bergamo, o Giovanni Danesi, otorino primario al Papa Giovanni, o ancora Luca Tiraboschi, ex manager Mediaset.
“Se il candidato dovesse essere un politico, diciamo che li abbiamo in casa. Gallone, Jannone e Ceci sono ottime soluzioni. I primi due, poi, hanno una lunga storia politica, che in parte mi avvicina a loro. Con Alessandra Gallone ndr), ad esempio, ho condiviso anche il percorso in Parlamento e a lei mi lega anche una grande amicizia. La trovo una figura giusta per noi, soprattutto se ragioniamo pensando di andare a pescare anche in un elettorato più moderato. Ha esperienza e conoscenza del territorio, contatti con le associazioni e realtà del terzo settore, un curriculum pregresso che fa riferimento anche ai banchi della Giunta, oltre che una visione che va oltre legata anche alla sua formazione e ai ruoli che ha ricoperto. E che svolge tutt’ora.
Non dimentico, comunque, che anche Jannone, quattro volte parlamentare, grande conoscitore della città, e Ceci, vice sindaco e amministratore molto competente, sono figure di tutto rispetto. Diciamo che se la scelta fosse politica, non dobbiamo andare a cercare altrove.
Se, diversamente, si dovesse scegliere un candidato appartenente al mondo della società civile, si dovrebbe immaginare una figura di particolare rilevanza, ben inserita nel contesto cittadino, preparata e conosciuta, capace di raccogliere il consenso. L’essere riconoscibile, popolare, non è un fattore di poco conto”.
E lei? Spesso si è sentito il suo nome.
“Io ho sempre detto, e lo ribadisco, che sono a disposizione del mio partito. Lo sono stato quando mi hanno chiesto di candidarmi a Roma, pure quando si era palesata un’ipotesi di candidatura a Bergamo, lo sono ora che mi hanno affidato ruoli importanti in Sacbo e in Trenitalia”.
Il tema della donna è caro alla politica dell’oggi. Sia a destra che a sinistra. Lo è anche in questo caso?
“Diciamo che il criterio è il merito. Se poi si tratta di una donna brava e competente, meglio ancora. Ma noi non ne facciamo una questione di questo tipo”.
Se non da sindaco, se il centrodestra dovesse vincere, Alberto Ribolla avrà un ruolo di prim’ordine.
“Non ambisco a fare il candidato sindaco, ma mi piacerebbe continuare a lavorare per la mia città. Mi piace pensare di poter dare il mio contributo aiutando a rendere migliore la vita dei cittadini. La mia è una grande passione e spazia dai grandi ai piccoli temi. Possiamo fare molto e siamo pronti a metterci in gioco”.




