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Moda, sulle passerelle sfila anche la tecnologia

Nella settimana della “haute couture” di Parigi sono state sperimentate nuove tecniche, cambiamenti nella manipolazioni del tessuto e sfilate in luoghi inimmaginabili

Il mondo della moda cambia in continuazione. I nuovi “trend” hanno vita breve e gli stilisti devono essere pronti ad adattare i loro marchi ai gusti del momento, in una perenne evoluzione dello stile.

L’alta moda non fa eccezione, visto che nella settimana della “haute couture” di Parigi sono state sperimentate nuove tecniche, cambiamenti nella manipolazioni del tessuto e sfilate in luoghi inimmaginabili.

Dopo l’apertura della settimana – affidata come da tradizione alla formidabile sfilata di Schiapparelli – il 9 luglio è stato il turno di Dolce & Gabbana ad Alberobello (Puglia), dove la bellezza degli abiti si è mossa di pari passo alla bellezza del luogo, ora patrimonio Unesco dell’umanità.

I due stilisti hanno dato vita a una collezione volta a celebrare l’artigianalità del luogo; prendendo ispirazione dall’architettura, dai colori, dai paesaggi e dai prodotti di Alberobello, esaltando la sensualità tipica del brand. Ma la vera rivoluzione si è materializzata nel cuore Parigi, a Rue George V, nella storica boutique di Balenciaga che ha ospitato l’ultima sfilata e ora riaprirà per l’esposizione della nuova collezione di alta moda.

Nulla è stato lasciato al caso: la fusione tra tecniche nuove e classiche ha creato il giusto contrasto, senza esagerare nello sfarzo. Balenciaga ha creato 59 capi e – seppur usando nuove tecniche – non ha abbandonato il suo stile iconico, riconoscibile dai cappotti oversized, dalle capigliature articolate e dalla prevalenza di colori scuri; anche se la perla di questa collezione è l’abito segnato con il numero 59: un’armatura argentea di resina completamente stampata in 3D realizzata anche con l’uso di intelligenze artificiali.

A proposito di sistemi di intelligenza artificiale, si stanno espandendo in moltissimi campi lavorativi. Moda compresa. Un progetto con AI che spicca è la copertina del numero di maggio di “Vogue Italia” che raffigura la supermodella Bella Hadid davanti a uno sfondo grafico digitale. La fotografa Carlijn Jacobs ha trasportato il suo pensiero creativo nel programma di intelligenza artificiale, trasformando le sue idee in codici volti ad ottenere un risultato completamente nuovo e mai visto prima.

Ovviamente non è stato un lavoro semplice. Dopo una serie di difficoltà, il team di Vogue è riuscito a convogliare la grafica digitale con la fotografia completando il lavoro come lo immaginavano. Jacobs ha usato per questo progetto il sistema DALL-E che crea autonomamente immagini e disegni seguendo parole o frasi inserite come indicazioni nel programma.

Prima della settima dell’alta moda c’è stato anche l’evento di Pitti Uomo, con cui ha collaborato Fendi in veste di special guest. Il marchio romano ha aperto le porte al pubblico della sua nuova Fendi Factory nella campagna Toscana a Capannuccia. La collezione menswear creata dalla Ceo Silvia Venturini Fendi ha celebrato le radici italiane del brand e il legame speciale con la città di Firenze, dove quasi un secolo fa la nonna della direttrice creativa, Adele Fendi, si trasferì dalla Capitale per apprendere i segreti della pelletteria.

Al termine della sfilata, Venturini ha concesso il giusto tributo a coloro che gli abiti li hanno preparati e realizzati per il grande evento. Sulla passerella, hanno così sfilato i sarti, gli artigiani e i lavoratori della fabbrica. Per un finale da applausi.