Presentata la tappa aeroportuale del percorso artistico costruito dall’Accademia Carrara sul territorio bergamasco
Orio al Serio. Un intenso dialogo tra fotografia e pittura con le Orobie poste come soggetto dominante.
Nella terza tappa del percorso artistico costruito dall’Accademia Carrara sul territorio, le opere del fotografo-alpinista Naoki Ishikawa e del paesaggista ottocentesco Costantino Rosa comunicano tra di loro in un connubio di tradizione e modernità.
Dalla stretta collaborazione con la sezione bergamasca del CAI e con l’aeroporto di Orio al Serio nasce Vette di Luce Spin-Off, un progetto espositivo originato dal desiderio di portare le montagne orobiche direttamente nella HelloSky Lounge dello scalo di Orio, luogo di transito per milioni di turisti.
“In collaborazione con l’Accademia Carrara l’aeroporto di Orio investe nuovamente nella cultura del territorio – commenta Giovanni Sanga, presidente Sacbo -. Momenti come questo hanno un valore storico-identitario significativo per il nostro scalo e in questo caso anche per me personalmente, avendo lavorato per molti anni in Val Cavallina, rappresentata in numerose fotografie”.
Nell’area Vip dell’aeroporto sono infatti esposti fino al 21 gennaio 2024 dodici dipinti ad olio del pittore nativo di Bergamo e sei fotografie dell’artista giapponese, apprezzato in tutto il mondo per la sua capacità di interpretare il fascino delle vette in chiave contemporanea.
“Questo evento ci ha messo di fronte ad una sfida: uscire dai nostri tradizionali confini e abbracciare un modo diverso di fare arte, la fotografia – afferma Giampietro Bonaldi, direttore generale di Accademia Carrara -. Il mezzo fotografico ci ha permesso di uscire dal museo e portare l’arte direttamente sul territorio abbracciando le nostre montagne”.
Per la prima volta in occasione di questo progetto Ishikawa (Tokyo, 1977) ha lavorato in prima persona sulle Alpi, con tre soggiorni nel nostro territorio in cui ha avuto la possibilità di scoprire le valli bergamasche scattando fotografie inedite dei luoghi simbolo in particolare di Bergamo e della Val Cavallina. Il fotografo-alpinista sta conquistando in questi giorni il dodicesimo ottomila metri della sua carriera e in sinergia con l’Accademia ha analizzato il rapporto uomo-natura all’interno del paesaggio montano.
“La mostra ha rappresentato per noi un argomento di riflessione: un’attenzione particolare è stata dedicata ai territori di provincia che vivono di una bellissima luce propria – conclude Maria Cristina Rodeschini, direttrice dell’Accademia Carrara -. In Accademia possediamo 61 oli di Costantino Rosa tutti dipinti sulle Orobie, in ogni sua valle: il suo lavoro è straordinario e la sua attitudine alla documentazione causa meraviglia nell’0sservatore”.
Della carriera di Costantino Rosa (Bergamo, 1803-1878), anch’egli viaggiatore, sono appunto note le raffigurazioni del paesaggio montano, in cui egli era abilmente in grado di affiancare alla documentazione topografica la prerogativa tipicamente romantica legata alla rappresentazione del sublime.
L’esposizione delle opere dei due artisti prosegue all’interno delle sale dell’Accademia Carrara e negli altri quattro luoghi sede del cosiddetto ‘museo diffuso della montagna’: Fra.Mar a Pedrengo (06/07 – 03/09/2023), il Castello di Malpaga (13/07-24/09/2023), il Resort Belmont a Foppolo (06/08-26/08/2023) e il Museo Etnografico di Schilpario (03/08-27/08/2023).