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Il treno per Orio, il ParcoFiera e il barone tedesco: ma il futuro di Bergamo non passa dai cittadini

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Comitato di quartiere di Boccaleone

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Comitato di quartiere di Boccaleone.

In questi giorni noi cittadini leggiamo dalla stampa la diatriba tra gli amministratori del comune di Bergamo e nientedimeno che un Barone tedesco, che si duole del mancato buon fine dei propri ingenti investimenti in un campo della nostra Boccaleone. Noi che qui a Boccaleone abitiamo ormai non ci stupiamo più di nulla.

Siamo e rimaniamo terra di confine il cui verde non si vede l’ora di utilizzare a nostra totale insaputa. Così è stato del resto per il progetto di RFI di una linea ferroviaria tra lo scalo di Orio e Bergamo, progetto approvato con il gradimento della Regione Lombardia e dell’Amministrazione cittadina a maggior vantaggio di un’ulteriore espansione aeroportuale, prospettiva certo non troppo ecologica, per realizzare la quale si è sacrificato un intero quartiere che sarà diviso da un muro di otto metri, con una viabilità verosimilmente congestionato.

In proposito è ormai da due anni ci siamo abituati ad ascoltare il mantra di Sindaco e Assessore Regionale: “Il treno per Orio ha la priorità e non si può fermare”. 
L’opera, ritenuta strategica per le Olimpiadi 2026, epoca entro la quale secondo cronoprogramma non sarà sicuramente pronta, ha ormai un appaltatore per 113 milioni di euro: tale D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni General di Avellino.

Nulla hanno potuto quasi tre anni di interlocuzioni di noi cittadini con lo Stato, con Comune, Provincia, Regione, Ministero, con tre interrogazioni parlamentari e nessuna risposta, con quattro odg al Comune di Bergamo tutti cassati senza la volontà di ricucire il territorio sacrificato. Ed in effetti noi cittadini ci siamo messi in gioco dall’inizio, abbiamo vanamente chiesto l’esame di alternative tecnicamente fattibili, e tutte cassate. Silenzi assordanti pesano sui modi e tempi di realizzazione del progetto, e sui disagi che coinvolgeranno la periferia est della città per anni quando, all’improvviso, si aprirà il cantiere e Bergamo verrà travolta dalla realizzazione del progetto del treno per Orio.

Ma ritorniamo al concetto di non consumare suolo, tanto decantato nel nuovo PGT di Bergamo e che è il tema del dibattito di questi giorni sull’area di proprietà degli investitori tedeschi.
Ricordiamo che è stato il comune di Bergamo a chiedere ad RFI, per non coprire lo skiline di Città Alta di portare il treno a raso proprio sulla proprietà dove sarebbe dovuto sorgere il Green Eye del Barone, e di deviare necessariamente anche via Lunga, sempre nello stesso campo. Noi per non consumare suolo, insieme a Italia Nostra e Legambiente, avevamo sostenuto che se fosse stato necessario costruire una tratta ferroviaria (era stata proposta da molti una metropolitana leggera, mai presa in considerazione), avevamo proposto e predisposto altri progetti meno impattanti: per esempio abbassare la ferrovia poteva evitare la costruzione di nuove strade e di nuovo consumo di suolo. Ma la soluzione non è stata accettata, perché il treno doveva passare sotto uno scolmatore di pochi metri (siamo in Italia dove si vuole costruire un ponte sullo stretto e RFI non riesce a sottopassare uno scolmatore!).

Ci viene normale chiederci, ma se il comune è da sempre interessato a non consumare suolo, perché non ha sostenuto i cittadini nel chiedere a Regione, RFI e Ministero un progetto di qualità che salvaguardasse quest’area? Se vuole salvaguardare l’area del Parco Fiera, dalla “speculazione” degli investitori tedeschi, perché veramente vuole mantenere la cintura verde, per creare un corridoio ecologico da Astino a Valmarina e proteggere un territorio indicato dagli storici come l’area dei Corpi Santi e delle Delizie (era la corona delle ville su cui si poggiavano le “antiche dipendenze” di Città Alta), non ha fatto niente per salvare questa zona con il brutto progetto del treno per Orio? Perché non ha aiutato i suoi cittadini a trovare una soluzione veramente sostenibile, anche in virtù delle 17.000 firme raccolte con la petizione sottoscritta da altri comitati, Legambiente e Italia Nostra?

Ogni commento è superfluo.
O meglio.

Ci piace ricordare ulteriori scelte dell’Amministrazione non proprio coerenti con l’attenzione al non consumo di suolo.
Ad esempio il brutto progetto del Parking Fara che ha distrutto una collina, la lottizzazione del Parco Ovest2, area del paleoalveo del Morla, zona di particolare interesse naturalistico, come avevano dichiarato comitati e Legambiente.
Tornando nei luoghi del quartiere di Boccaleone ci piacerebbe sapere il motivo per il quale sia indispensabile sviluppare tutta la zona di “Porta Sud”, area al momento verde pochissimo urbanizzata, tranne che per qualche binario verso Brescia e altri binari morti.
Ci piacerebbe anche sapere perché l’area dello scalo ferroviario viene indicata nel nuovo PGT “Ambito di trasformazione”, con grandi volumetrie che vengono destinate alla zona.
Perché consumare quel suolo? Non si può mantenere più verde possibile in centro a Bergamo pensando a un grande parco?
Perché concentrare ancora uffici, residenze, commercio? Ci piacerebbe sapere se è stato fatto un serio piano del traffico in quell’area di via Gavazzeni, si è pensato dove si muoveranno le persone se non si farà un sistema metropolitano efficiente? (ad oggi il sistema metropolitano decantato in tutti i piani è fermo al palo).

Pensiamo non serva un mago per capire che il traffico che richiamerà “Porta Sud” sarà sopportato da via Isabello e Rovelli in uscita e Rosa e Rovelli in entrata, strade ad oggi già trafficate, quindi è facile dedurre che, aumenterà sicuramente inquinamento acustico e atmosferico.
Ed ancora: altre aree sempre nel perimetro di Boccaleone, ex Fervet e mercato ortofrutticolo, indicato dal PGT come “Ambito di elevato grado di trasformabilità”, cosa succederà? A noi cittadini non pare sia concesso saperlo, se non a cose fatte da qualche articolo on line.
Tanto premesso, sconfortati a sufficienza noi cittadini di Boccaleone chiediamo all’Amministrazione comunale, quali progetti interesseranno il quartiere di Boccaleone nei prossimi anni e quando e come verranno realizzate piccole opere come :
• la passerella sopra la ferrovia all’altezza di quella esistente,
• il sottopasso in progetto al passaggio a livello di via Recastello,
• il nuovo percorso stradale alternativo a via Lunga e il collegamento stradale con via Verne

Chiediamo in particolare:
• perché si espropriano  giardini privati per costruire una nuova, inutile pista ciclabile dove esiste già e che distruggerà un’area verde curata per quarant’anni,
• perché obbligare le persone ad accedere in auto (200) ai condomini Giambelli solo a senso unico da via Rosa con uscita solo su via Recastello, non è stata fatta una seria valutazione dell’impatto del traffico che ciò causerà su via Recastello, via Rosa, via Gasparini, via Rovelli.

Vogliamo sapere:
• quando e quali saranno i tempi della messa in opera del progetto e come si svilupperà la costruzione del tracciato ferroviario e se il raddoppio verso Brescia per 700 metri verrà realizzato con un unico cantiere,
• come verrà modificata la viabilità in entrata e in uscita dalla città, considerando che lungo via Isabello insistono tre scuole (nido, d’infanzia ed elementare) e una scuola elementare in via Rovelli,
• quali compensazioni sono previste per il quartiere di Boccaleone,
• se ci sarà la costruzione di una comunità energetiche a favore del quartiere.

Tutte queste domande le abbiamo già poste verbalmente e per scritto agli amministratori, ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta scritta, solo promesse. Forse riusciremo ad ottenere solo poche cose chieste, fattibili di buon senso e poco onerose, e nel tempo il territorio dovrà farsi carico di interventi pesanti, come previsti nel PGT, con grande consumo di suolo.

Ricordiamoci tutti, visti i recenti studi e allarmi ambientali, che troviamo controverso utilizzare il progetto del treno, un mezzo pubblico definito “sostenibile” per servire un sistema di trasporto poco sostenibile come l’aereo; è discutibile voler ingrandire un aeroporto che ormai è in città, con mire espansionistiche illimitate.
Troviamo controverso NON consumare suolo in alcune zone in altre continuare a consumarlo.  Ricordiamoci che l’aria la respiriamo tutti, anche chi sta sui colli, e se è inquinata non si salva nessuno. La saggezza dei cittadini spesso supera la tracotanza di alcuni politici.

Attenzione: il territorio è fragile, e va maneggiato con cura.

Comitato di Quartiere di Boccaleone