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Vilminore, truffa dei medicinali da 1800 euro a confezione: la farmacista patteggia 2 anni

La donna falsificava le ricette riportando costosi farmaci destinati a trapiantati di fegato, ottenendo un indebito rimborso di oltre 800mila euro

Vilminore di Scalve. Ha patteggiato due anni per truffa, E.P., la farmacista di 46 anni che fino alla fine di marzo del 2021 gestiva il punto vendita di Vilminore di Scalve. La donna falsificava le ricette mediche riportando su di esse costosi farmaci destinati esclusivamente a trapiantati di fegato, con spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ottenendo, in poco più di un anno, un indebito rimborso di oltre 800mila euro.

Nell’udienza preliminare a suo carico, che si è tenuta giovedì 6 luglio, scegliendo il patteggiamento la farmacista ha ammesso gli addebiti ed ha ottenuto una riduzione di un terzo della pena.

Nella sua farmacia, nel marzo 2021, erano state sequestrate diverse confezioni del costoso farmaco – lo Zutectra, che ha un prezzo di 1840 euro a confezione – mal conservate e senza fustella, alcune delle quali nel cestino dei rifiuti. C’erano anche confezioni di Igantibe e Immunohbs, che costano 540 euro cadauno, e diverse ricette “ritoccate” dalla stessa imputata.

Nei giorni precedenti all’arresto, che hanno visto la donna finire ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del pm Paolo Mandurino, la sua utenza telefonica era stata messa sotto intercettazione. Nelle conversazioni con la madre di lei e con il figlio, la farmacista aveva dichiarato: “Io ho falsificato queste ricette, semplicemente ho fatto questo giochetto che va avanti da un po’ per aumentare il fatturato della farmacia”.

L’indagine era partita da una segnalazione di un’azienda farmaceutica che aveva notato un anomalo incremento delle vendite dei particolari medicinali da parte della farmacia di Vilminore. Tra gennaio e agosto 2020 la dottoressa aveva richiesto il pagamento di 312 confezioni, l’anno prima nessuna. Nello stesso periodo il resto delle farmacie di tutta la provincia di Bergamo ne aveva vendute 110.

La concessione del punto vendita di Vilminore le era stata revocata, ma la farmacia era comunque rimasta aperta per volere di Ats, che aveva garantito il servizio affidandola ad un’altra professionista. In seguito alla sentenza a E.P. è stata tolta la licenza. Parte dei beni che erano stati posti sotto sequestro preventivo, in totale circa 800mila euro, sono stati restituiti perché riconducibili ad altre persone.