Logo

Temi del giorno:

Pgt, l’assessore Valesini: “Stop al consumo di suolo, solo aree da riqualificare”

Il bilancio ecologico del suolo, ossia la differenza tra quello consumato per la prima volta e quello sottratto all’urbanizzazione, risulta significativamente inferiore allo zero

Bergamo. Una riduzione della superficie urbanizzabile da 152 ettari a 66 ettari con una diminuzione pari a 863.644 metri quadri. La contrazione delle aree destinate alla urbanizzazione dei suoli deriva infatti dall’eliminazione di alcune scelte presenti nel piano previgente e dall’individuazione di nuove aree destinate alla funzione agricola per la salvaguardia dell’attività del settore primario e l’attuazione della cintura verde: questo il significato del concept contenuto all’interno del nuovo Pgt, ora al vaglio delle osservazioni, che mira a salvaguardare le aree rimasti verdi, esistenti, per incentivare, piuttosto, la riqualificazione di quelle ora in disuso.

Una serie di contrazioni previste e che vanno a ridisegnare le linee che erano previste nelle epoche Bruni e Tentorio: una rivisitazione in chiave moderna che tutela il bene della comunità, ovvero la componente green, e che ridisegna la città per proiettarla nel futuro. Come a rivalutare, con la macchina del tempo, l’operazione Parco dei Colli, rivoluzionaria ai tempi e forse anche non capita, ma oggi ad appannaggio della cittadinanza. Stessa operazione, ma anche a sud della città, per un centro urbano che mira a non espandersi, ma, piuttosto, a riqualificarsi.

Il Piano restituisce così una quota significativa di suolo all’attività agricola. Ne consegue un dato sostanziale: il bilancio ecologico del suolo, ossia la differenza tra suolo consumato per la prima volta e suolo sottratto all’urbanizzazione, risulta significativamente inferiore allo zero.

La sostenibilità dello sviluppo urbano è al cuore del presente PGT. La prima variabile da governare in una simile prospettiva è quella legata al consumo di suolo e dunque al termine della fase espansiva della città e al suo sviluppo per effetto di scelte di riqualificazione e rigenerazione del patrimonio esistente. Per consumo di suolo, qui inteso come risorsa non rinnovabile e bene comune da tutelare, la Legge Regionale lombarda 31/2014 intende la trasformazione di una superficie agricola da parte di uno degli strumenti in cui si articola il Piano di governo del territorio.

La norma inoltre esclude dal concetto di consumo di suolo la realizzazione di parchi urbani e territoriali, includendo invece invece la progettazione di infrastrutture sovra-comunali. Allargare l’orizzonte degli ambiti, anche andando ad inglobare siti “più deboli” in contesti dotati di qualità resilienti, i quali possono essere elementi di stimolo alla percezione delle situazioni di negatività intesi però come elementi da indirizzare verso una necessaria crescita qualitativa.

L’obiettivo “consumo di suolo pari a zero entro il 2050” e le strategie messe in campo dal nuovo PGT sono volte a ridurre il consumo di suoli liberi, privilegiando la promozione di pratiche di rigenerazione urbana e di restituzione alla superficie agricola e naturale di aree precedentemente destinate all’espansione urbana. La soglia comunale di consumo del suolo, quale somma delle previsioni contenute negli atti del PGT restituisce parte delle aree precedentemente destinate a sviluppo urbanistico a territorio aperto e verde.

“La volontà è quella di adottare un criterio di riduzione generalizzata rispetto all’edificabilità – così l’assessore alla Riqualificazione Urbana Francesco Valesini -. E lo stesso vale anche all’interno di ambiti di rigenerazione urbana e di ambiti di area libera, direi soprattutto questi. Su una superficie complessiva di quasi 40milioni del territorio, quasi la metà è infatti destinata a diventare area verde”.