Logo

Temi del giorno:

Angelo Panza, il saluto nel ‘suo’ Palamonti: “La compagna di cordata fuori pericolo, ma sotto choc”

La camera ardente nella sede del Cai, mentre arrivano aggiornamenti sulle condizioni della 46enne che era con lui: “Mia zia ha riportato molte fratture, ma è lucida – dice Giada Giupponi, consigliera comunale a Sorisole -. Ha visto Angelo cadere sotto i suoi occhi, sente il peso di quanto accaduto”

Sorisole. “Sente il peso di questa morte. Conosceva Angelo da tempo e lo ha visto cadere sotto i suoi occhi. È sotto choc, è comprensibile”. Giada Giupponi, 47 anni, consigliera comunale a Sorisole, è nipote della compagna di cordata di Angelo Panza, l’istruttore di montagna morto lunedì mattina (19 giugno) precipitato per 400 metri mentre era in marcia verso la vetta del Lyskamm, nel massiccio del Monte Rosa, a circa 4.400 metri di quota.

“La cosa più importante è che mia zia sia lucida – confida -. Le sue condizioni sono gravi a causa delle fratture riportate, ma stabili”. Dai medici dell’ospedale di Aosta, dove la 46enne di Ponteranica è stata ricoverata in Rianimazione, filtra dunque ottimismo. “Se possiamo dire che è fuori pericolo? Sì”, riporta Giada Giupponi, in contatto con la famiglia.

Sulla dinamica dell’incidente, la consigliera dice di non sapere granché. “E comunque non ne abbiamo parlato con la zia – precisa -. Per elaborare quanto successo le servirà tempo, a livello psicologico è troppo presto”.

Amici e colleghi, intanto, continuano a ricordare Panza, 67 anni. La data del funerale non è ancora stata fissata, ma avanza l’ipotesi di allestire la camera ardente al Palamonti, la sede polivalente della Sezione di Bergamo del Cai. La decisione definitiva spetterà alla famiglia, ma non sembrano esserci grossi dubbi.

“È stato l’innovatore della Scuola Centrale di Scialpinismo. Tanti di noi, me compreso, devono dirgli grazie perché era un vulcano di idee, di proposte, di suggerimenti, di entusiasmo e passione”. Queste le parole che Giovanni Maria Grassi, direttore della Scuola Centrale di Scialpinismo del Cai, dedica all’amico scomparso. “Aveva deciso di dare le dimissioni – racconta – proprio per lasciare ai giovani lo spazio per entrare nella scuola e portare avanti idee più fresche. Era consapevole del suo ruolo, del suo tempo e del suo momento”. Grassi sottolinea anche l’attenzione di Panza per la sicurezza: “È stato tra i primi a portare avanti il discorso dell’Artva, della tecnica di sondaggio, della tecnica di scavo… Era un riferimento per tutti noi”.

“Angelo era sempre pronto a dare un consiglio, a dare un aiuto. È stato un grande appassionato di montagna e un grande uomo perché ha sempre avuto a cuore la vita e le sorti del nostro sodalizio – aggiunge il vicedirettore Paolo Taroni -. Pur avendo fatto cose egregie in montagna, è sempre stato molto prudente. Quello della sicurezza in ambiente innevato era un argomento che aveva molto a cuore: lo reputo uno dei maggiori esperti del mondo Cai su questo tema”.

Panza e la compagna di cordata procedevano con piccozza e ramponi lungo il percorso della traversata sul versante italiano del Monte Rosa, quando qualcosa è andato storto. Per l’uomo, originario di Sedrina ma residente a Sorisole, non c’è stato nulla da fare. “La montagna, proprio come il mare, ogni tanto chiede all’uomo un tributo, una sorta di dazio da pagare per la bellezza che ci regala quotidianamente – commenta il sindaco Stefano Vivi -. Questa volta è toccato ad un esperto come Panza, ma sono davvero tanti i compaesani che hanno perso la vita in circostanze simili”. Tra gli ultimi il giovane Matteo Carminati, 25 anni, morto lo scorso agosto sulle vette di Ardesio. E il 51enne Aldo Sciammetta, allenatore della Sorisolese, morto a settembre durante un’escursione in Valbrembana prima di una partita.