Appuntamento giovedì 15 giugno allo Spazio Polaresco
Bergamo. In Bergamasca sono molteplici le iniziative, soprattutto del Terzo Settore, contro lo spreco alimentare. Meritevoli attività che spesso poco si conoscono. È da questa considerazione che il Distretto dell’Economia Sociale e Solidale della Bergamasca (DESS) promuove una serie di incontri culturali e informativi, aperti a tutti, per puntare i fari su un problema che – al di là delle implicazioni etiche – contribuisce negativamente sui cambiamenti climatici.
Ma cosa possono fare i cittadini? Basta davvero l’attività di recupero e ridistribuzione delle eccedenze o ci sono scelte più profonde e radicali che si possono attuare? Queste le domande da cui partirà il dialogo con Fabio Ciconte, giornalista, direttore dell’Associazione Terra!, esperto della filiera agroalimentare e autore di numerosi libri sul tema, tra cui “L’ipocrisia dell’abbondanza”, edito da Laterza, appena pubblicato. L’iniziativa, ad ingresso gratuito, sarà allo Spazio Polaresco di Bergamo, giovedì 15 giugno alle 20.45. La conversazione, moderata dalla giornalista Simonetta Rinaldi di InfoSostenibile, prenderà spunto dai dati bergamaschi e da una panoramica locale sulla lotta allo spreco con Raffaele Avagliano della Dispensa Sociale.
“Come Dess Bergamo ci proponiamo di fornire occasioni e strumenti per aumentare la consapevolezza sul tema del vero valore del cibo, a 360 gradi. Per mettere a fuoco il “troppo”, cui siamo tanto abituati da non vederlo più, il conseguente incredibile spreco e quanto questo ci coinvolga tutti, nel presente e nel futuro. Un incontro di dialogo ed approfondimento come questo nasce per evidenziare le complessità e le contraddizioni del nostro sistema su tale argomento, ma anche e soprattutto quello che invece si può fare, e funziona” spiega Laura Norbis, vicepresidente del Distretto dell’Economia Sociale e Solidale.
IL LIBRO
Crisi climatica, guerra in Ucraina, speculazioni finanziarie spingono al rialzo i costi degli alimenti. È finita davvero l’epoca dell’abbondanza? Oppure è finita l’illusione del cibo a basso costo? Ne “L’ipocrisia dell’abbondanza” di Ciconte si parte proprio dalla “tempesta perfetta” che ha colpito tutta la filiera agroalimentare per arrivare ad un nuovo punto di osservazione: non più quello del consumatore solitario, ma quello di un cittadino, una cittadina, che fa parte di una collettività che prende parola per i propri diritti, per rivendicare l’urgenza di accedere a un cibo di qualità, sostenibile e equo per tutti.


