La Primaria
|Alla scuola Rosa suona l’ultima campanella: dopo 60 anni verrà abbattuta
Riaprirà in una nuova veste nel giro di due anni, sarà mantenuta la palestra. Le classi nel frattempo saranno dirottate tra i plessi Camozzi e Papa Giovanni XXIII
Bergamo. Giovedì 8 giugno alle 12.30 alla scuola elementare GabrieleRosa di via Marzabotto suonerà l’ultima campanella. Poi, per un paio d’anni, gli alunni verranno redistribuiti nelle scuole dei dintorni prima di poter tornare per l’anno scolastico 2025/26 in un edificio rinnovato, moderno e funzionale alle esigenze didattiche che richiede il giorno d’oggi e che la struttura in uso dal 1963 non può più rispettare.
Una rinascita necessaria, dopo sessant’anni di onorato servizio al quartiere di ConcaFiorita. La scuola era nata in un contesto di boom economico e demografico, costruita nel giro di poco tempo per tenere il passo della rinascita di una zona che dopo la guerra era perlopiù agricola, prima che negli anni ’50 diventasse residenziale, abitata da famiglie giovani con parecchi figli.
L’elevato numero di bambini ha reso una necessità la realizzazione dell’istituto che fu intitolato a Gabriele Rosa, primo provveditore agli studi del regno d’Italia a Bergamo. Un anno dopo, nel 1964, ha aperto la vicina scuola media Camozzi, dall’altro lato della strada, per garantire tutto il percorso scolastico.
Oggi sono circa 170 i bambini che frequentano il plesso, costruito per ospitare circa duecento alunni. All’inizio era più piccola rispetto ad ora: ha subito due interventi di sistemazione, il primo a fine anni ’60 con l’aggiunta di quattro aule e nel 1998, oltre ad una ristrutturazione generale, l’aggiunta della palestra, intitolata a Celestino Fava, ventiduenne calabrese vittima della ‘ndrangheta.
Per l’epoca si trattava di un edificio molto moderno, costruito con soluzioni architettoniche innovative, come ad esempio il fatto che tutte le aule avessero un’uscita sul cortile o che ciascuna avesse un bagno all’interno dello spazio di pertinenza, con finestre sia sul cortile che sul corridoio, di modo da avere luce da entrambe le parti e piani di copertura inclinati.
Dettagli che oggi, però, la rendono obsoleta, oltre ad avere una struttura portante non più sicura. In più la scuola era stata pensata per essere composta solo da aule per classi, mentre invece le esigenze didattiche odierne impongono spazi differenti.
L’introduzione negli anni novanta della scuola anche al pomeriggio ha sollevato anche il problema dello spazio per la mensa, non essendoci la predisposizione per la cucina: anche al momento il cibo per il pranzo viene fornito da società esterne e i bambini mangiano a turno, mancando una sala adatta.
Verrà mantenuta la palestra, costruita venticinque anni fa e riconfigurabile secondo le normative attuali. Fino al 1998 l’ora di educazione fisica si svolgeva in una stanza seminterrata che veniva chiamata “palestrina”, spazio stretto e totalmente inadatto alla ginnastica, tanto che si svolgevano soltanto esercizi sul posto. Questo chiaramente nei mesi invernali, poiché in primavera si poteva sfruttare il cortile esterno.
Chi ha frequentato l’istituto, ci ha lavorato o ha iscritto i figli nel corso dei decenni la ricorda come una scuola tradizionale, apprezzata nel quartiere perché aveva la fama preparare gli studenti alla scuola media. L’abbattimento è stato deciso perché di fatto non sarebbe conveniente una ristrutturazione anche a livello di costi: in più si avrebbe un edificio più piccolo, ma non sufficiente.
La nuova versione permetterà di avere una struttura al passo coi tempi. Moderna, con aule adatte alla scuola di oggi. Tra due anni suonerà la prima, nuova campanella. Intanto, domenica 11 giugno genitori, alunni e personale scolastico terranno una festa per salutare una struttura che ha fatto la storia del quartiere, ospitando migliaia di bambini.


