La protesta
|Mucca di Bossico, la Lega Anti Vivisezione: “Tolleranza zero, prodotti traumi psicologici”
La richiesta alle autorità “di non essere tolleranti rispetto ad un evento che ha certamente prodotto traumi psicologici all’animale, oltre ad essere estremamente diseducativo per i presenti, alcuni dei quali bambini”
“Siamo davvero così a corto di stimoli da doverci inventare simili modalità di divertimento? Siamo davvero così lontani dal poter percepire un animale come essere senziente?” Inizia così la lettera della Lega Anti Vivisezione riguardo l’episodio di Bossico, in cui una mucca veniva trascinata di forza all’interno di un locale.
“A giudicare dall’episodio di Bossico la risposta parrebbe affermativa. Infilare con la forza una mucca in un bar è solo l’ultima manifestazione della totale mancanza di rispetto perpetrata verso quelle specie animali etichettate “da reddito” e che finiscono nei piatti della maggior parte di noi. L’oggettivazione di questi esseri senzienti è disarmante”.
“Infierire con palese insensibilità su un bovino spaventato, per il solo intento di divertirsi facendolo entrare in un bar ed il sarcasmo di postare il gesto ripreso con video sui social non può essere qualificato come semplice “bravata”, come scritto da alcune testate giornalistiche. E non serve essere animalisti per comprendere che non c’è nulla di divertente, basta non essere crudeli”.
“I bovini sono mammiferi destinati dall’uomo alla produzione di latte e carne. Le mucche, in particolare, nell’arco della loro breve vita (5-6 anni prima della macellazione) conoscono solo la stalla e, quando va bene, una piccola area all’aperto nella quale è concesso loro di deambulare tra i liquami propri e degli altri “capi” presenti. Inseminate artificialmente ogni 13-14 mesi, le mucche subiscono ricorsivamente il trauma della separazione dal piccolo che, se maschio sarà macellato a poche settimane di vita, se femmina, comincerà un’altra breve esistenza, sfruttata per produrre latte. L’unica esperienza interspecifica di una mucca è quella con il proprio allevatore, per mungitura, inseminazione artificiale, o anche per pratiche come la decornazione, o l’applicazione di anelli antisucchio che impediscono ai vitelli di attaccarsi alle mammelle della madre o l’applicazione di un anello nasale che funge da gancio da traino. Trascinare in un bar un animale che, sfruttato in allevamento, è già vessato da quotidiane attività che esulano completamente dalle proprie caratteristiche etologiche, significa essere ulteriori artefici dell’oggettivazione sistemica cui il comparto zootecnico ci ha abituati riguardo tali animali”.
“Il video diffuso da Bergamonews mostra una mucca impaurita per strada, immobile e terrorizzata all’interno del locale. L’usanza di allevare e uccidere animali per fini alimentari (non necessari, come la scienza della nutrizione ha ampiamente dimostrato) non deve essere l’alibi per sottoporre gli animali a qualunque “bravata” venga in mente ai loro (presunti) proprietari, gli stessi che poi si fregiano di rispettare il benessere animale”.
“L’analisi di diversi numerosi casi offre un elenco tristemente ampio di animali, vittime innocenti nella piena disponibilità di persone che li usano per qualsivoglia penoso motivo. E anche questo penoso episodio nel bar di Bossico evidenzia l’attitudine fantasiosa degli esseri umani nel maltrattare quelli che sono, a tutti gli effetti, “esseri senzienti” (art. 13 TFUE). LAV segnalerà l’accaduto alle Autorità competenti e chiederà controlli sullo stato dell’animale presso l’allevamento a cui appartiene. Alle stesse Autorità si richiede di non essere tolleranti rispetto ad un evento che ha certamente prodotto traumi psicologici all’animale, oltre ad essere estremamente diseducativo per i presenti, alcuni dei quali bambini”.



