Logo

Temi del giorno:

Murale ricorda il 30enne morto in moto. La cugina: “Chi doveva testimoniare l’ha fatto”

Nei giorni scorsi la famiglia della vittima ha avanzato qualche dubbio sull’accaduto, sostenendo sulla base di alcune voci circolate quella notte che potesse essere successo altro dopo lo scontro con il pick-up

Bergamo. La scritta in bianco e nero si erge sopra lo sfondo nerazzurro che richiama i colori dell’Atalanta: “Dalla per sempre con noi”.

Il murale, apparso in questi giorni in via Broseta sul muretto dei giardini pubblici ‘Paul Harris’, è un chiaro omaggio al giovane Andrea Dall’Ara, morto proprio in quel punto lo scorso 27 maggio, dopo un tragico schianto in moto.

Secondo la ricostruzione della polizia stradale, il 50enne di Palazzago che lo ha travolto (denunciato a piede libero per omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga) è spuntato da via Rillosi con il suo pick-up. Dall’Ara, alla guida di una Honda Africa Twin, non è riuscito a evitarlo ed è finito contro la fiancata anteriore sinistra del mezzo. Aveva solo 30 anni.

Nei giorni scorsi la famiglia della vittima ha avanzato qualche dubbio sull’accaduto, sostenendo sulla base di alcune voci circolate quella notte – fino a pochi giorni fa non confermate dalle forze dell’ordine – che potesse essere successo altro dopo lo scontro. Altre presunte gravi condotte addebitate all’automobilista. Ragione che ha spinto la cugina Gaia Madaschi a pubblicare sui social un appello rivolto a chiunque avesse visto qualcosa per farsi avanti.

“Chi doveva testimoniare ha testimoniato e ovunque, a Bergamo, hanno visto il nostro appello” ha aggiornato sui social la cugina, ringraziando gli utenti per le migliaia di condivisioni. Dopo i funerali la famiglia ha anche bloccato le pratiche per la cremazione: l’intenzione è quella di chiedere che venga effettuata l’autopsia sul corpo del giovane, proprio per fugare ogni eventuale dubbio.