Acerbis, 50 anni di passione e innovazione: e festeggia regalandosi un Guinness World Record
A bordo di una Honda Monkey con un serbatoio maggiorato progettato dall’azienda si copriranno i 4.358 chilometri che dividono Albino da Capo Nord, senza alcuna sosta per il rifornimento
Se oggi esiste la Acerbis come la conosciamo noi, azienda con sede ad Albino leader nella produzione di materie plastiche, abbigliamento e accessori, il merito può essere attribuito a un “bidello”.
Lo stesso che poco più di 50 anni fa chiuse la porta in faccia a Franco Acerbis, un giovane in cerca della sua strada che avrebbe voluto iscriversi a un corso di fotografia.
“Non c’è posto – gli disse – E nemmeno a quello di odontotecnico. Ti rimangono elettrauto e materie plastiche”.
Materie plastiche.
Un nome mai sentito, ma che accese una lampadina e lo affascinò a tal punto che fu proprio lui a convincere altri 3 studenti a scegliere quel corso, riuscendo così ad arrivare al numero minimo per farlo partire.
Lo stesso entusiasmo, a esattamente 50 anni da quell’1 giugno 1973 al quale risale la fondazione dell’azienda, Franco Acerbis lo conserva ancora oggi: coinvolgente e travolgente nel raccontare ogni singolo aneddoto, anche il più piccolo, legato alla storia aziendale.
Una storia fatta di semplicità, di scelte, di tanti “no”. Fatta di coraggio, quello che ti fa osare senza la paura di sbagliare. Ma soprattutto fatta di passione e di valori.
Gli stessi che gli hanno permesso di macinare numeri e risultati: 450 dipendenti in tutto il mondo, quattro sedi tra Italia, Stati Uniti, Repubblica Ceca e Gran Bretagna, vendite in più di 100 Paesi, il 75% di export, 97 milioni di fatturato nel 2021-2022 con il 6% destinato a ricerca e sviluppo.
Da distributore ufficiale di Preston Petty in Europa, Acerbis si distingue nel mondo del fuoristrada: è qui che avrà l’intuizione del “metal replacement”, con accessori in vetroresina che iniziano pian piano a sostituire i componenti originali.
È la prima di una lunga serie di innovazioni: si parte da parafanghi e paramani, poi si passa ai serbatoi e ai fari quadrati, con l’impiego di polimeri non convenzionali. Nell’ultimo decennio del secolo scorso è la volta dell’abbigliamento e delle protezioni, con caschi stivali e la linea calcio che fanno il loro esordio nel nuovo millennio. Gli ingressi più recenti nella famiglia Acerbis sono Mountain Bike e Padel ma, c’è da scommettersi, non resteranno gli ultimi.
“Abbiamo sempre avuto grande fiducia nelle persone che lavorano per noi. E grande rispetto – sottolinea Franco Acerbis – Senza di loro non ci sarebbe niente. La nostra rimane un’azienda familiare e così continuiamo a gestirla: ci sono mio figlio Guido, l’amministratore delegato, e mia figlia Michela, che si occupa della comunicazione. Ammetto di non sapere bene cosa sia la plastica, ma so cosa sono gli uomini e il loro valore. La nostra storia lo dice chiaramente: per il futuro dobbiamo continuare nello stesso modo con cui siamo arrivati fino a qui, creandoci obiettivi non perseguiti da altri, cercando nuove strade e non avere paura di sbagliare. In questo modo raramente ci si annoia, indipendentemente dai risultati. La nostra deve essere una crescita continua e sostenibile: si cresce dicendo sì alle cose giuste, ma una ditta la formi con i no. È un valore enorme, perché significa che hai capacità, coscienza, selezione. Come nella vita”.
Per Acerbis il cambio generazionale è già in atto da tempo: Guido è diventato amministratore delegato giovanissimo, a 33 anni, un’altra scelta coraggiosa che ha dato ragione a papà Franco. È stato lui, più volte, a dire di no a chi bussava alla porta della sede di Albino per intavolare una trattativa per l’acquisizione.
“Vogliamo rendere il nostro marchio accessibile a tutti – sottolinea Guido Acerbis – Sul mercato siamo con tre divisioni, motorsport, sport e mountain bike, alle quali se ne aggiungono altre due dedicate alla progettazione e ingenierizzazione, la OEM Roto e la OEM Iniezione. Siamo leader di mercato dei serbatoi in plastica per moto fascia premium”.
Design e progettazione, in questo senso, sono l’eccellenza aziendale. Ne è dimostrazione il lungo lavoro fatto per arrivare al regalo che Acerbis si è voluta fare per celebrare il 50esimo anniversario: usando la tecnologia rotazionale, è stata in grado di costruire un serbatoio maggiorato che permetta di coprire la distanza da Albino a Capo Nord con un solo pieno, ottenendo così un Guinness World Record come la maggior distanza percorsa da un veicolo a combustione interna senza fare rifornimento.
La partenza è fissata per il 10 giugno, a bordo di una Honda Monkey: passando per Brennero, Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia verrà coperta la distanza di 4.358 chilometri che già varranno il primato ma, secondo i calcoli di Acerbis, si potrà fare ancora meglio.
Un viaggio, un’esperienza, un sogno: per Acerbis un nuovo punto di partenza.







