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Coinvolti circa 200 ragazzi, tre istituti a indirizzo chimico della nostra provincia, uno di Castellana Grotte e nove imprese: l’obiettivo del progetto di Confindustria quello di rafforzare la relazione tra i due mondi, colmando l’attuale gap

Bergamo. In chimica, i legami covalenti sono legami nei quali due atomi mettono in comune delle coppie di elettroni. Non è un caso, dunque, che quell’immagine sia finita per rappresentare il raccordo che deve esistere ed essere sempre più stretto tra la scuola e il mondo del lavoro, dando il nome all’innovativa e inedita iniziativa che ha visto coinvolti Confindustria, con i gruppi merceologici dei Chimici e delle Materie Plastiche e Gomma, l’Università di Bergamo, i tre istituti a indirizzo chimico della nostra provincia (Natta di Bergamo, Marconi di Dalmine e Archimede di Treviglio) e l’Istituto Erba di Castellana Grotte, in provincia di Bari, gemellato col Natta.

Nato con l’obiettivo di rafforzare la relazione tra scuola e imprese, il progetto si articola in tre anni, accompagnando circa 200 ragazzi dalla terza alla quinta con la coprogettazione di unità didattiche integrate nei curricula scolastici: durante l’anno si sono quindi alternati interventi in aula, visite aziendali e attività di laboratorio, tra le aziende chimiche Alfaparf Milano, Farmol, Flamma Group e Iterchimica e le plastiche/gomma Cesap,Italian Cable Compagny, Oldrati Guarnizioni Industriali, Radici Novacips e Tecnogomma International Group.

Aziende che sono sempre più consapevoli di quanto le nuove competenze in ambito chimico e materiali polimerici siano fondamentali per attuare i processi innovativi, dallo sviluppo di nuovi prodotti all’economia circolare e alla transizione ecologica, mentre al tempo stesso le scuole puntano a una formazione che sia sempre più allineata con i bisogni del territorio.

“Ci stiamo impegnando molto per dedicare le nostre energia a fare sinergia tra scuola e lavoro, anche tramite progetti molto appassionanti – spiega Marco Manzoni, vicepresidente con delega all’Education di Confindustria Bergamo – I ragazzi fanno delle progettualità, si conoscono, sperimentano e così possiamo dare una conoscenza applicata che il mondo delle imprese richiede sempre di più. Credo che anche la aziende si debbano mettere in discussione per essere più attrattive verso i giovani. Dobbiamo intercettare le nuove dinamiche, comprenderle e poi condividere con la generazione che arriva: non c’è futuro senza un apporto generazionale fresco e anche con strumenti innovativi. Il dialogo è possibile solo se entrambe le parti hanno voglia di ascoltarsi e trovare le idee migliori per innovare l’organizzazione. Se tante aziende vengono dal boom economico degli anni Sessanta, non è così scontato e certo che ci saranno altri 60 anni di futuro d’azienda. Se non mettendosi in discussione e creare la cosiddetta ‘business continuity’ utile per il nostro territori e i mercati che le aziende servono nel mondo”.

Una grandissima opportunità anche per i ragazzi, che martedì nell’Auditorium di Confindustria Bergamo al Kilometro Rosso hanno presentato il risultato dei loro lavori: un deodorante formato aerosol con diverse classi di propellenti, prodotti High Tech per la realizzazione di asfalti a maggior durata e riciclabili, preparazione di un principio attivo per farmaci contro l’alopecia o la preparazione di uno shampoo per capelli. E ancora: bioplastiche green o una plastica che idrata

“È così che i ragazzi si conoscono – conclude Manzoni -. Facendo viene la passione. La passione la si comprende, la si respira e si fa propria solo facendo, con la sperimentazione di questo progetto ci si appassiona e si può generare valore. E ricchezza di conoscenze e competenze: su questo noi ci scommettiamo. Le nuove generazioni hanno tanta potenzialità, dipende anche un po’ da noi vedere il bicchiere mezzo pieno. Perché c’è”.

Dalla scuola all’impresa e ritorno, come una palestra che allena le conoscenze, trasformando la teoria in pratica.

“Con ‘Legami Covalenti’ abbiamo fatto un ulteriore salto di qualità realizzando un progetto di collaborazione ‘di filiera’, grazie al quale la chimica viene affrontata anche nei suoi tanti ambiti applicativi, toccando inoltre i temi legati all’economia circolare – sottolinea Mariella Giannattasio, presidente del Gruppo Chimici di Confindustria Bergamo -. Un modello che avrà ricadute positive sull’innovazione didattica e sull’apprendimento delle imprese. La nostra provincia, a livello di Chimica, è seconda a livello nazionale dopo Milano per fatturato, con circa 7 miliardi di euro. I prodotti chimici sono destinati per il 73% all’industria e la gomma-plastica è il principale comparto. Siamo fortemente consapevoli della necessità di supportare un’eccellenza del territorio e da sempre lavoriamo fianco a fianco con la scuola a tutti i livelli”

“Il progetto Legami Covalenti ha attivato un tavolo di coprogettazione virtuoso tra le imprese della filiera chimica e materiali e delle scuole tecniche di riferimento nel territorio bergamasco. Il settore dei Polimeri, declinato in Materie Plastiche e Gomma, a Bergamo è di primaria importanza e coinvolge oltre 12.000 addetti e rappresenta a livello nazionale circa l’8% del fatturato e dell’export del settore – aggiunge Silvio Dorati, presidente del Gruppo Materie Plastiche e Gomma di Confindustria Bergamo. Sono molto contento che una progettualità così innovativa sia nata proprio nella nostra provincia, ma non sono sorpreso: la collaborazione tra scuola e impresa a Bergamo è consolidata e la nostra Associazione è in prima fila con numerose iniziative ‘di frontiera’. Con ‘Legami Covalenti’ abbiamo alzato ulteriormente l’asticella: non sono soltanto i ragazzi ad apprendere, ma anche i docenti e le imprese”.