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Omicidio di Fara, la mamma e il fratello di Romina: “Se i nostri nipoti vorranno incontrare il padre sarà una loro scelta”
La Corte d'assise entra in aula per pronunciare la sentenza a carico di Carlo Fumagalli

Sono la nonna Sofia Venarina e lo zio Luca Vento a prendersi cura di Vanessa, 17 anni e Lorenzo, 12 anni, accolti in casa in seguito all’omicidio della donna e all’arresto di Carlo Fumagalli

Fara Gera d’Adda. Appena usciti dall’aula si sono abbracciati stretti, trattenendo a mala pena le lacrime. Sofia Venarina e Luca Vento, mamma e fratello di Romina, la 44enne annegata nel fiume Adda dal compagno il 19 aprile 2022, chiedevano giustizia, non vendetta. E con la condanna a 22 anni di reclusione per Carlo Fumagalli, padre dei loro nipoti, pensano di averla ottenuta.

È su Vanessa e Lorenzo, figli di Romina e Carlo, che lo zio e la nonna sono concentrati al momento. Si occupano insieme dei due ragazzi, di 17 e 12 anni, da quando la loro madre è morta e il loro papà e finito in prigione come autore del delitto.

Per il momento nessuno dei due chiede di voler vedere il papà: “Non ne parlano – dice la nonna -, non affrontiamo l’argomento in casa. Loro sono sereni, pur con tutto ciò che hanno vissuto, sono seguiti. Questa è la nostra nuova vita, il nostro impegno è crescere i figli di Romina. Vanessa e Lorenzo si meritano il meglio”.

Luca Vento e Sofia Venarina non vogliono entrare nel merito del rapporto tra Carlo Fumagalli e i suoi due figli. “Se, quando saranno adulti e quando il padre avrà scontato la sua pena, i ragazzi vorranno recuperare il legame con lui spetterà a loro deciderlo – dichiara Luca -. Noi non possiamo fare nulla, né ora né in futuro. Avranno la libertà di scegliere, cercherò di farli crescere nel rispetto e nell’educazione, come siamo cresciuti io e mia sorella nella nostra famiglia. Qualsiasi decisione prenderanno quando saranno maggiorenni sarà una loro scelta. A noi interessa solo che la loro sia una vita serena”.

“Noi abbiamo chiesto giustizia per Romina, una ragazza dedita al lavoro e alla famiglia – continua la mamma -. Se è arrivata a quel punto è perché teneva molto alla famiglia. Purtroppo i femminicidi sono tutti uguali. Quando la ragazza ha alzato la testa a lui non è stato bene. È questo ciò che succede sempre in questi casi”.

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