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Ascom Confcommercio Bergamo in assemblea: “La città che cambia. Innovazione, economia e socialità”

Il presidente Giovanni Zambonelli: “Il tasso di indebitamento ha superato la soglia per imprese legate al turismo montano, i locali da ballo ed abbigliamento calzature”

Bergamo. Si è svolta lunedì (29 maggio) la 78esima assemblea generale di Ascom Confcommercio Bergamo, con il tema “la città che cambia. Innovazione economia e socialità”. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sul terziario, che nella nostra provincia è un settore di punta, e per evidenziare i principali problemi da risolvere.

“In questi tre anni le imprese del terziario bergamasco hanno cercato di reagire e di mettere in campo quanto necessario per restare vive e competitive in un mercato che in poco tempo è profondamente cambiato. Le aziende del terziario orobico sono ancora fortemente indebitate e il tasso di indebitamento ha superato la soglia per molte imprese, in particolare quelle legate al turismo montano, i locali da ballo ed abbigliamento calzature”, afferma Giovanni Zambonelli, presidente di Ascom Confcommercio Bergamo. “Ci auguriamo che Bergamo Capitale della cultura sia la spinta per garantire flussi in costante crescita anche nei prossimi anni, a patto però di trovare un equilibrio tra funzione residenziale e turistica”.

Il presidente di Ascom ha sottolineato come il tema di quest’anno sia particolarmente importante in quanto “uno dei punti centrali della nostra società e dimensione esistenziale per Confcommercio” e ha inoltre presentato il progetto CITIES, un’occasione per la confederazione di rafforzare il proprio posizionamento nel dibattito sulle città, sulla pianificazione e sulla rigenerazione.

Tra le autorità presenti è intervenuto anche Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “Nonostante i dati delle presenze rispetto agli scorsi anni siano positivi, ci sono diversi punti da considerare, a partire dal conflitto nelle zone di maggior pregio turistico, tra residenza e affitti brevi. È un problema che abbiamo portato all’attenzione del governo ed è necessario avere gli strumenti necessari per arginare il problema e scongiurare lo snaturamento dei luoghi. Un altro aspetto da considerare è la difficoltà a trasferire il turismo sulle valli dove è in aumento lo spopolamento in particolare modo a causa della mancanza di lavoro nei territori montani”.

“La città e il territorio sono luoghi strategici per scongiurare la desertificazione commerciale che sta togliendo qualità ai nostri borghi, attraverso la sua ascesa silenziosa. Sarà necessario riscoprire il ruolo del commercio, diventando gli interpreti materiali di una rigenerazione non solo urbana ma soprattutto umana” ha aggiunto Carlo Sangalli, presidente Confcommercio Imprese per l’Italia.

“Il nostro impegno sarà quello di diffondere il turismo che, nonostante sia un fattore positivo nella nostra regione, viene spesso sottovalutato anche dagli stessi lombardi e circoscritto a poche zone, ma che va sfruttato per promuovere tutto il territorio”, commenta Claudia Terzi, assessore regionale Infrastrutture e opere pubbliche. La presenza del terzo aeroporto d’Italia a Bergamo è strategica anche in vista di eventi importanti come le Olimpiadi invernali 2026. Inoltre sarà fondamentale la creazione di nuove infrastrutture per facilitare la mobilità e la manutenzione di quelle già esistenti.

“Dobbiamo consolidare i risultati positivi che Bergamo capitale della cultura ha già ottenuto; grazie al tavolo Bergamo 2030, che coordina associazioni ed enti, lavoreremo per valorizzare tutte le zone e aree che non hanno avuto riscontri positivi dalla capitale. Verranno messi in campo dei nuovi progetti e delle iniziative per rendere la Fiera un polo turistico del territorio accrescendo inoltre il nostro tessuto imprenditoriale”, dichiara CarloMazzoleni, presidente della Camera di Commercio di Bergamo.

Sul tema cardine dell’assemblea sono intervenuti anche Paolo Testa, responsabile settore urbanistica e rigenerazione urbana di Confcommercio Imprese per l’Italia, e LucaTamini, professore di Urbanistica al Politecnico di Milano.

“Bisogna riportare all’attenzione dell’opinione pubblica che le città sono costituite dalle imprese che nelle città agisco; le città e l’attività economica hanno uno stretto legame. La città negli ultimi anni ha subito un cambiamento radicale a causa della pandemia, della crisi economica a livello sia urbanistico che di stili di vita – evidenzia Paolo Testa – Confcommercio, che ha da poco sottoscritto di nuovo il protocollo con ANCI con tema la rigenerazione, aprirà anche una rete di collaborazione con tutti gli enti che hanno a cuore lo sviluppo della città. I cambiamenti in atto sono profondi, ma va rivendicato il ruolo di protagonismo civico dei negozi. Il co-housing e le comunità energetiche saranno alcune delle proposte future, nel rispetto degli equilibri tra residenti e turismo di massa, cercando dunque di rendere conciliabili i servizi per gli uni e gli altri”.

“I distretti del commercio saranno chiamati ad assumere un ruolo sempre più importante; sono scelti nelle politiche pubbliche perché sono un contesto governabile su cui prendere decisioni. Serve sempre un occhio esterno per osservare dinamiche locali, perché si rischia molto spesso di perdere il quadro d’unione. Bergamo si distingue perché oltre a essere uno tra i pochi esempi di distretto d’eccellenza lo è anche in fatto di governance, basti pensare al regolamento di Città Alta e al nuovo PGT, dove vengono posti dei limiti sugli insediamenti della logistica. Serviranno delle soluzioni ai problemi urgenti, a partire dalla gestione e dall’eventuale trasformazione di spazi sfitti, che sarà il tema centrale dei prossimi anni”, conclude Luca Tamini, professore di Urbanistica al Politecnico di Milano.