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La numero uno di Ance Bergamo a tutto tondo sul momento che sta vivendo il settore, tra opportunità e criticità del mercato, senza dimenticare la priorità della formazione per poter avere personale altamente qualificato e specializzato

Dal 2017 guida con competenza ed entusiasmo i costruttori bergamaschi, attraverso anni non semplici fatti di tentativi di uscire da una crisi lunghissima, tra un susseguirsi infinito di bonus e imprevedibili variabili che insidiano il settore: ma Vanessa Pesenti, numero uno di Ance Bergamo, ha lo spirito battagliero di chi è abituato a guadagnarsi tutto e non arretra di un millimetro nelle sue convinzioni.

Le istanze delle imprese che rappresenta, infatti, le ha sempre portate ai tavoli che contano, regionali e nazionali, e continua a farlo oggi che il prezzario di riferimento non rispecchia a pieno la situazione del mercato e che il nuovo codice degli appalti da un lato è migliorativo e dall’altro non risolve invece alcune problematiche pressanti.

Perché nonostante negli ultimi due anni l’edilizia bergamasca abbia fatto segnare numeri positivi, all’orizzonte rimangono alcuni timori non esattamente marginali: le difficoltà interpretative legate al nuovo codice degli appalti, il pasticcio sui bonus edilizi con lo stop a sconto in fattura e cessione del credito hanno destabilizzato il settore, sul quale sono piovute le batoste dell’aumento dei prezzi dei materiali e le compensazioni degli extra costi.

Senza dimenticare l’ormai accertata inadeguatezza dei computi metrici delle gare, con prezzari, di nuovo, poco adeguati al reale andamento di mercato: uno sbilanciamento generale, che sta portando sempre più imprese a pensare che il gioco non valga la candela, con conseguente penuria di candidati ai bandi.

Ma anche le tempistiche, denuncia la presidente, non aiutano: troppo ristrette per poter studiare i progetti, analizzare il bando di gara e preparare l’offerta. Il tutto in un periodo molto interessante per i lavori pubblici, con le amministrazioni bergamasche che sono state molto attive e brave nell’intercettare i fondi del Pnrr.

Ma qui si apre una nuova problematica, relativa ai pagamenti: troppo poco l’anticipo del 10% garantito dal ministero, col restante 90% che arriva nelle casse della stazione appaltante, e di conseguenza anche dell’impresa, solo a fine lavori.

La presidente di Ance Bergamo si augura che, prima o poi, come da richiesta dell’associazione che rappresenta, si possa arrivare a una misura strutturale che possa finalmente far ripartire il settore. Non più a singhiozzo, trainato da un susseguirsi di bonus, ma in modo stabile.

E sarà fondamentale per affrontare al meglio l’importante sfida dettata dalla normativa case green, che impone di mettere mano rapidamente alla stragrande maggioranza del patrimonio edilizio italiano, senza dimenticare che è dalla formazione e dall’alta specializzazione che il settore può costruirsi la manodopera del presente e del futuro.