San Pellegrino, altro raid no vax: dopo la morte del campione Acquaroli scritte choc sul cimitero
Sporta denuncia contro ignoti ai carabinieri. Il Comune: “Chiediamoci dove stiamo andando…”
San Pellegrino Terme. Un altro sfregio, l’ennesimo. Dopo i cimiteri di Nembro, Bergamo e Bolgare, anche quello di San Pellegrino Terme è finito nel mirino del più becero fanatismo no vax.
Le immagini sono state pubblicate dalla pagina Facebook del Comune: nella notte tra mercoledì 25 e giovedì 26 maggio l’ingresso del cimitero è stato deturpato da enormi scritte in vernice rosse, quelle che ormai contraddistinguono l’azione del gruppo ViVi, il gruppo di estremisti no vax che sembra continuare imperterrito nella sua missione, anche perché le telecamere (sempre che ci siano e che funzionino) non sembrano finora essersi rivelate granché efficaci per dare un nome e un volto a questi vandali. Solo in un occasione, lo scorso dicembre, sono stati individuati tre dei presunti autori delle scritte comparse sui muri dell’Università di Bergamo, in via dei Caniana.
In questo caso, è stato tirato in ballo anche il povero Dario Acquaroli, il campione di mountain bike di San Pellegrino trovato morto a 48 anni a seguito di un malore, il giorno di Pasqua di quest’anno, collegando la sua scomparsa al vaccino. Lo stesso tragico destino era toccato al padre, colpito da un malore alla stessa età. L’unico commento sensato, forse, è proprio quello del Comune di San Pellegrino, che a corredo delle foto ha scritto soltanto “Chiediamoci dove stiamo andando….”. Sporta denuncia contro ignoti ai carabinieri.






