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Assemblea congiunta, nell’esclusiva cornice del Teatro Donizetti, per la Piccola Industria e il Gruppo Giovani di Confindustria Bergamo: una stretta vicinanza che vuole essere contaminazione positiva per affrontare le grandi sfide del presente e del futuro

“Pmi e Giovani. Crescere, un obiettivo comune”: un imperativo, più che il titolo dell’assemblea congiunta tra la Piccola Industria e il Gruppo Giovani di Confindustria Bergamo.

Perché in un mondo economico che continua a lavorare in un contesto costellato di criticità, la collaborazione e la contaminazione positiva tra due realtà forti del nostro territorio, quella delle piccole e medie imprese e dell’imprenditoria giovanile, dimensioni che spesso coincidono, oltre a essere un intreccio virtuoso è diventata questione di sopravvivenza.

“Contatto e vicinanza”, come ha sottolineato in apertura la presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati. Elementi fondamentali per affrontare “il cambiamento epocale in corso”, come ha evidenziato il numero uno della Piccola, Oscar Panseri.

Riuniti per l’occasione nell’esclusiva e meravigliosa cornice del Teatro Donizetti, i due gruppi hanno messo sul tavolo della discussione le maggiori difficoltà del presente e del futuro, ma anche possibili soluzioni per riuscire a garantirsi competitività e crescita.

Tra tutti il tema del costo dell’energia, che nonostante sia un po’ sparito dai radar della discussione pubblica in seguito allo stabilizzarsi del prezzo del gas continua a essere una minaccia concreta. Lo ha ribadito Giovanni Baroni, presidente nazionale della Piccola Industria, che nel corso del suo intervento ha messo tutti in guardia: “Non ci siamo lasciati tutto alle spalle, i costi rimarranno alti ancora per molto. Anche la transizione energetica ha un costo, quello delle nuove reti, che inevitabilmente finisce in bolletta. Purtroppo a pagarne le conseguenze maggiori sono soprattutto le Pmi, che rallentano dal lato degli investimenti anche a causa dell’aumento dei tassi e della difficoltà di accesso al credito”.

Baroni non ha risparmiato da critiche l’operato del governo, in particolare riguardo le decisioni prese in ambito Pnrr che mettono a rischio, a suo dire, la realizzazione di progetti con conseguente perdita di denaro. E ancora: servono uffici dedicati per sostenere le imprese, si poteva fare meglio con il Decreto Lavoro.

Bergamo prova a rispondere alla crisi facendo squadra. Da sempre.

“In Confindustria la collaborazione tra i due gruppi è da sempre forte – sottolinea Panseri – Si parte sempre dai Giovani, poi si passa alla Piccola e si, spero, anche ai grandi. Siamo in una fase di cambiamento epocale e la contaminazione a partire dai giovani, che sono più open-minded di noi, è necessaria per affrontare le sfide delle aziende del futuro, trasversali a qualsiasi dimensione e settore. La sostenibilità è il tema sul quale dobbiamo lavorare, condividendo le best practice di ogni azienda. Oggi tutto si traduce con ESG: la sostenibilità in ogni ambito”.

Conferma Matteo Vavassori, presidente dei Giovani di Confindustria Bergamo: “Noi come giovani abbiamo l’obbligo e il dovere di lavorare sui temi del presente che avranno un impatto sul futuro, suggerendo da subito le strategie a più ampio impatto nelle nostre aziende: temi quali le risorse umane o l’inclusione femminile in posizioni manageriali. Chiaramente il tutto deve rientrare all’interno del concetto di competitività dell’impresa”.

Vavassori bacchetta un po’ i suoi “coetanei”. “Ormai la prima cosa che chiedono a un colloquio è la possibilità del telelavoro. Un suicidio professionale, perché si rischia di non riuscire a cogliere i valori dell’azienda.