Il nuovo Pgt taglia 1,1 milioni di metri cubi, amplia il Parco dei Colli e ridisegna i luoghi di culto
Il documento racconta la città dei prossimi dieci anni, punta sull’abitare sostenibile e definisce le regole per la costruzione di nuovi supermercati di media struttura: si potranno realizzare a 250 metri dalle fermate del tram e a 500 metri da quelle del treno
Bergamo. Mobilità, sostenibilità, riqualificazione, riduzione del consumo di suolo, politiche della casa e della famiglia, del commercio e tutela del verde. C’è tutto questo nel nuovo Piano di Governo del Territorio, un documento che arriva dopo dieci anni dall’adozione dell’ultimo e che mira a gettare le basi, concrete, per un nuova futuro alla città. Una Bergamo accessibile, questo il mantra scelto dall’amministrazione Gori che, nelle figure del sindaco e dell’assessore Francesco Valesini, hanno deciso di sposare una linea praticamente rivoluzionaria per consentire al territorio di trovare una chiave di lettura nuova e, contestualmente, consolidare molte delle scelte fatte in questi anni. Il tutto con una particolare attenzione rivolta alla valorizzazione dei quartieri in termini di welfare, promuovendo un taglio netto all’edificabilità delle aree libere, ripensando al commercio e legandolo alla facoltà di accesso alle infrastrutture, destinando un ruolo di prim’ordine nella socialità e nella vita collettiva alle scuole e ridisegnando la possibilità di realizzare nuovi luoghi di culto. Come? tagliando 1 milione e 150mila di metri cubi di edificabilità,poco meno di 400 mila metri quadri, e ampliando il Parco dei Colli tanto da garantirgli una superficie complessiva pari a quasi la metà di quella dell’intera città.
Un piano che prevede 131 lavorati, la cui operazione di deposito formale è avvenuta nella giornata di martedì 16 maggio, per dare luogo alla Vas, il primo atto di procedura di adozione di un documento che verrà portato in sede di discussione, in consiglio comunale, in un arco temporale compreso tra luglio e massimo settembre. Con questo testo si rende pubblico il piano, a cui è preceduta una delibera di dicembre 2020 in Giunta.
La visione
Così il sindaco Giorgio Gori: “Si tratta di un lavoro che ha mobilitato molti professionisti e che per la vita della città rappresenta un passaggio fondamentale. Non si pone certo in termine di variazione rispetto a quello approvato dalla Giunta Tentorio, piuttosto è nuovo e proietta la visione che vogliamo dare alla città nei prossimi anni, con un orizzonte sui 10 anni. Si tratta di un documento politico che dà conto di una visione complessiva che sta dentro la visione urbanistica. Il punto di partenza è la lettura della dinamica demografica che non siamo in grado di orientare che ci dicono che la nostra città va verso una dinamica di invecchiamento che può essere mitigata con l’attrattiva, incentivando politiche a sostegno dei giovani. Tutti concetti coerenti con questo concetto. La volontà è riqualificare la città, densificarla, consumando meno suolo possibile.
Tra le azioni più significative il taglio di 1 milione e centomila metri cubi, l’investimento sulla qualità dell’ambiente come requisito di sostenibilità, per contenere le emissioni e pensando allo stesso come vero elemento a favore della qualità della vita per i cittadini. Incrementare Parco dei Colli di 3,5 milioni di metri quadrati e collegare le varie aree verde che compongono il compendio del Parco dei Colli con una cintura verde praticabile di 300mila metri quadri attraverso la compensazione urbanistica è una della mission del piano.
Città accessibile grazie alla ricerca di risorse per il trasporto sostenibile, una dotazione di infrastrutture che non esisteva: scelta di attrattività e di sostenibile. Si tratta di una trasformazione urbana che si concentra su queste linee di forza con le stesse – continua il sindaco -, che entrano a pieno titolo a segnare il piano con dorsali della rigenerazione. Interventi significativi anche in termini di comunità e collettività. E che tiene conto del fatto che la dimensione relazione va incoraggiata, fortificando le polarità di quartiere, nei quali esistono luoghi che certificano appieno la cultura dell’incontro. Abbiamo mappato questi luoghi pubblici e useremo la trasformazione per rafforzare la dimensione. Si tratta di esigenze che emergeranno e sulle quali lavoreremo. I luoghi dell’incontro vanno poi di passo con l’welfare urbano e quindi anche l’uso delle strutture, ad esempio quelle scolastiche, che possono diventare il luogo di comunità vissuta.
In tutto questo l’esperienza del portato dell’anno della Cultura è significativo, nella sua funzione di sviluppo e di crescita collettiva. Lo sarà valorizzando le zone periferiche e smistando i flussi turistici. I principi del progetto sono dunque attrattività, sostenibilità e inclusività. Mi preme sottolineare infatti che le direzioni sono state fatte anche partendo dalla problematica legata alla frammentazione del nucleo familiare. Dirimente il tema della casa, che vale per gli studenti come per le famiglie, come il concetto di housing”.

Rispetto a questo tema, Stefano Zenoni, assessore all’Ambiente: “Abbiamo negli anni scorsi concretizzato l’inclusione del Plis, ora succede col Parco dei Colli che aumenterà per circa un terzo del suo volume, raggiungendo quasi la metà dell’intero territorio cittadino. Una tutela dell’area libera, un freno importante su quelle urbanizzabili”.
Il documento
Il testo arriva anche in un contesto di partecipazione, con 27 incontri fatti a cui ne seguiranno 5 pubblici nel mese di maggio, volti a far conoscere ai cittadini il contenuto e accompagnarli all’adozione delle nuove linee guida. La città che si trasforma su se stessa: “Il piano non si chiede di prefigurare degli scenari ma di rendere più organico il lavoro, su specifici interventi urbanistici – così Francesco Valesini, assessore alla Riqualificazione -. la novità più sostanziale è la riduzione 1 milione e 100mila metri cubi: la Giunta Tentorio arrivò ad un taglio di 800mila metri cubi. Una riduzione come la nostra non c’è mai stata e che avviene in un momento storico diverso dal 2010, segnato da una grande crisi. Oggi la condizione è differente, il settore immobiliare è in totale fermento. E la scelta che portiamo avanti interroga la responsabilità politica ed è è mossa da una consapevolezza di forte coscienza ambientale. Si tratta di una decisione non indolore , anche dal punto di vista economico. Cancellare tutti gli ambiti di trasformazione della città su aree libere, che ha come conseguenza quasi 1 milione di metri quadrati di aree che vengono restituite come aree verdi”.
Sono 41 gli ambiti di trasformazione presenti al momento e il nuovo Pgt ne lascia solo 3, quelli che hanno la valenza strategica e l’indotto più importante. Gli altri saranno trasferiti nel Piano delle Regole. Vengono inoltre individuati tre incidi di grado di trasformabilità, nei quali le aree sono assoggettate ad un indice di calcolo differente rispetto a quanto fatto fino ad ora: si riconosce infatti un dato base, del valore di 0,3 al metro per metro quadro, fino ad un massimo di 0,6. Cambia dunque il meccanismo che diventa incrementale, a favore dei ritorni, con il primo scalino che è quello che consente di costruire la linea verde. A salire con la presenza di una serie di incentivi che vengono tornati all’amministrazione, come ad esempio progetti di spiccata qualità ambientale, servizi aggiuntivi, aumenti dell’area libera o, ancora, la possibilità di realizzare opere pubbliche concordate con l’amministrazione. Un cambio che riguarda anche i capitoli di spesa, ovvero un’articolazione dei ritorni degli oneri, di contributi, tra i quali quello legato al finanziamento di una scelta importante legata al sostegno dell’abitare sociale.
I tre ambiti che rimarranno saranno quelli di Porta Sud, ex Gres e ex Reggiani e corrispondono a tre polarità.
Riduzione del consumo del suolo nei 3 ambiti
Il nuovo Pgt prevede dunque una riduzione complessiva delle stesse per una percentuale pari al 36,5%, ovvero 170.982 metri quadrati.
Infrastrutture e spazio pubblico
Il capitolo individua la dorsale del riuso e della rigenerazione che convive tra la funzione di servizio al cittadino e l’incentivazione delle politiche del commercio, soprattutto quelle di media dimensione. Il piano consente una selezione per evitarne la calata a pioggia: potranno essere insediate, nel perimetro del Duc, nei luoghi dei nodi strutturali a 250 metri dalle fermate delle tramvie esistenti o BRT da realizzare e a 500 metrida quelli delle ferroviarie. Una scelta dirimente che favorisce uno spartiacque per la costruzione.
“Importanza di sviluppo della rete pubblica con quello urbanistico – racconta Stefano Zenoni, assessore alla Mobilità. Le tavole che mostrano la connessione con le opere, con il vantaggio di arrivare all’adozione del piano con molte di queste già in fase di cantiere, peraltro in tempi certi. Queste infrastrutture hanno una previsione di visione raccontato in passato, attraverso il POP e il BiciPlan: una serie di riflessioni che oggi vengono così accolte e raccolte nel Pgt. Il tutto in una logica di accessibilità anche in termini di mobilità, con un’attenzione particolare alla vita di quartiere intesa in tutta la sua interezza e con un invito a riflettere su una serie di temi legati ad essi”.
Valorizzazione dell’ambiente
Il Parco delle Piane Agricole e la Cintura Verde fanno sì che nel nuovo Pgt si prospetti un metodo nuovo per incamerare le aree e con tempi più rapidi. L’operazione è volta ad un ampliamento di oltre 3 milioni e con una superficie complessiva di oltre 19 milioni di metri quadri. Da qui la volontà, chiara, dell’amministrazione di riqualificare le aree esistenti, senza dunque passare da ulteriori consumi di suolo.
Welfare urbano
Il Pgt passa anche da una serie di azioni volte a migliorare la città pubblica, partendo sempre da una ricognizione dei servizi esistenti, elencandoli attraverso un catalogo e facendo, poi, due affondi sul tema della casa e su quello della scuola. Con la novità di legare la divisione dei servizi in due grossi capitoli: uno alla persona e uno alla costruzione della rete ecologica e alla Cintura Verde.
“Il 20% del suolo pubblico locale sarà destinato all’edilizia sociale – continua Valesini -. Sulle politiche della casa c’è una grande attenzione soprattutto perché la città soffre di una grande polarizzazione, per via della dimensione degli alloggi, per i canoni bassi degli affitti pubblici e per la mancanza di un comparto terzo destinato al canone concordato sul quale Bergamo ha scelto di puntare. Il tema vero è dedicato alle aree più trasformabili, quelle su cui si andrà ad investire. Ci sarà l’obbligo di destinare il 20% all’edilizia sociale, di cui l’8% in proprietà convenzionata, ovvero il messo in vendita, e il 12% in locazione accessibile, ovvero la parte in affitto. Gli investitori potranno comunque continuare a monetizzare, sostenendo così il fondo comunale per l’Abitare. Il tutto con voci di spesa vincolate”.
Ergo, se si vuole costruire, una parte degli oneri finirà nelle casse comunali per alimentare il fondo, la cui partita economica entrerà in Bilancio. La spinta è ottenere dalla trasformazione privata un fondo a carico dell’amministrazione comunale per incentivare le politiche dedicate alle famiglie giovani, agli studenti, ai nuclei in difficoltà. Un nuovo patto con la parte privata che passerà dal 10 si passa al 20%.
La Città Educante
La scuola, per le sue stesse caratteristiche e funzioni, viene messa al centro del piano. 35 gli ambiti su cui si costruiranno dei progetti per consolidare la presenza delle scuole rispetto rispetto ai margini di potenziamento degli spazi interni ed esterni che saranno resi a servizio della comunità, della cittadinanza quando, ovviamente, non adibiti a specifiche competenze.
Cultura come motore di sviluppo
Si prefigge la valorizzazione del patrimonio esistente, la costruzione di circuiti di cultural trade rispetto alla Cintura Verde e l’individuazione di una serie di percorsi e di tracciati.
Piano delle Attrezzature Religiose
Una manifestazione d’interesse, quella proposta circa un mese e mezzo fa, per mettere a disposizione aree a favore della costruzione di luoghi di culto, di qualsivoglia specie. Delle cinque proposte arrivate in Comune, una è stata scartata perché su area libera mentre restano le altre 4 che riguardano Borgo Palazzo, Celadina, San Tomaso e Campagnola. Il piano definisce così la possibilità di adibirne un fabbricato.






