Turismo, il ministro Santanché a Bergamo: “Bisogna alzare l’asticella e avere una visione imprenditoriale”
L’assessore regionale al Turismo Barbara Mazzali: “Bisogna creare un vero e proprio brand Lombardia”
Bergamo. Una nuova visione del turismo: “bisogna alzare l’asticella, il turismo va affrontato con una visione imprenditoriale”. Questa è la prospettiva delineata del ministro del Turismo Daniela Santanché intervenuta al convengo “Le direttrici strategiche del turismo” all’Università di Bergamo nella mattinata di lunedì (15 maggio). “Dobbiamo imparare a mettere a reddito le opportunità che ci offre la nostra nazione, che sono tantissime e che per lungo tempo non sono state sfruttate. Perché andare sulla Torre di Pisa costa meno che andare sulla Torre Eiffel?”.
D’accordo con il ministro l’assessore regionale al Turismo Barbara Mazzali: “Bisogna creare un vero e proprio brand Lombardia, che si riconosca e sia attraente anche all’estero”.
“I dati ci fanno capire che siamo davanti ad un’opportunità importante: nei primi 3 mesi del 2023 c’è stato un aumento del 21% rispetto al 2019. Questi risultati devono diventare strutturali”, continua Santanché. “Una nuova frontiera è il turismo di lusso e non dobbiamo avere paura di dirlo. Perché secondo le leggi economiche è l’alto che fa crescere il basso, quindi può essere una risorsa economica per tutto il Paese”.
Questi obiettivi sono contenuti nel Piano strategico del turismo 2023-2027 presentato dal professore Angelo de Gregorio: “Il turismo va visto oggi come industria e, in quanto tale, necessita di una programmazione economica pluriennale”. Tra i pilastri del nuovo approccio c’è una governance partecipata con le regioni e la sostenibilità che non dev’essere solo ambientale ma anche culturale e sociale. “Il comparto turistico dev’essere gestito in modo centralizzato e coordinato. Per la stesura di questo piano quinquennale abbiamo riflettuto sulle diverse tipologie di turismo e sui settori che coinvolge, dal benessere ai trasporti, alle strutture ricettive e le abbiamo analizzate secondo una logica di pianificazione e monitoraggio” aggiunge De Gregorio.
L’architetto Filippo Simonetti, membro del Tavolo di governance territoriale Bergamo 2030, sottolinea “l’importanza dello sviluppo dei sistemi montani per aumentare l’attività turistica in questi luoghi, in particolare nelle Orobie”. Tra i progetti presentati per incentivare il turismo montano spicca Sportumanza, un’iniziativa di alcuni studenti dell’Università di Bergamo che vuole coniugare la cultura agrosilvopastorale del territorio bergamasco con lo sport. L’evento si terrà dal primo al 4 giugno e prevede diverse attività sportive come arrampicata, orienteering che si svolgeranno nell’alta Val Seriana, tra Clusone e Castione della Presolana e ha l’obiettivo di promuovere i caratteri identitari del territorio. Per maggiori informazioni è possibile visitare il loro sito.
“Il turista vuole stare in mezzo alla natura, è l’autenticità dell’esperienza che conta, si parla oggi di turismo lento e glamping, campeggio di lusso” commenta Santanché.
Durante il convegno si è anche parlato della campagna Open to Meraviglia promossa dal ministero del Turismo e il ministro ha precisato che “si è voluto puntare sulle grandi città perché si tratta di una propaganda rivolta all’estero e i turisti stranieri non conoscono i piccoli borghi ma sono più attirati dalle mete classiche”. L’assessore Mazzali ha aggiunto che “è compito piuttosto della regione indirizzare i flussi turistici a livello provinciale e locale”.
L’Università degli Studi di Bergamo è in prima linea sulla tematica del turismo offrendo diversi corsi di studio transdisciplinari e con vocazione internazionale che preparano alle professioni del settore turistico, dalla triennale al dottorato. “L’attività formativa dell’Università non deve essere fine a se stessa, ma deve produrre valore pubblico, in linea con l’obiettivo della Terza Missione” concludono la professoressa Bani e la professoressa Burini.






