Logo

Temi del giorno:

Nuovo contratto metalmeccanici, prove di rinnovo a Bergamo: “Salario, formazione e orari le priorità”

Al polo economico-giuridico dell’Università di Bergamo i tre segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm insieme al direttore generale di Federmeccanica Confindustria, Stefano Franchi

Prove tecniche di rinnovo contrattuale nazionale, mercoledì a Bergamo. Protagonisti dell’inedita anteprima, al polo economico-giuridico dell’Università di Bergamo, i tre segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm (rispettivamente Michele De Palma, il bergamasco Roberto Benaglia e Rocco Palombella) insieme al direttore generale di Federmeccanica Confindustria, Stefano Franchi.

Lo spunto è stato offerto dalla scadenza, a fine 2024, del CCNL che dal 2021 regola le vite professionali di circa un milione e 600mila di tute blu sparse per il Paese. Il 60% circa di questi lavoratori (oltre 75mila unità) è impiegato nelle quasi 5500 imprese metalmeccaniche bergamasche, che rappresentano il 52,2% del totale delle 10mila realtà manifatturiere del territorio.

E De Palma, Benaglia e Palombella, ripetutamente ‘stuzzicati’ dalla giornalista Elvira Conca, hanno abbozzato, per macrotitoli, un’ipotesi di piattaforma rivendicativa su cui confrontarsi, già a cominciare da giugno del prossimo anno, con Federmeccanica.

Salari, orari di lavoro e formazione saranno, verosimilmente, gli aspetti qualificanti del prossimo contratto nazionale che, nelle intenzioni manifestate da entrambe le parti, “dovrà rappresentare un ulteriore passo avanti rispetto agli ultimi due siglati, rispettivamente, nel 2016 e due anni fa”.

Celebrati come “accordi di svolta” oltre che come “esperienza di maturità” (per le novità introdotte sul fronte del welfare aziendale, della partecipazione oltre che per l’introduzione del concetto di ‘ruolo’ invece di quello di ‘mansione’), ora Fiom, Fim e Uilm contano di riuscire ad introdurre nuove innovazioni in ambito formativo.

Pensando, per esempio, ad un soggetto che certifichi le competenze effettivamente acquisite durante il percorso intrapreso dai singoli lavoratori. Ma anche facendo in modo che il prossimo accordo tra parte datoriale e parte sindacale riesca ad esercitare maggiore attrazione sui giovani.

“Da studente – ha confessato Rocco Palombella – la mia prima aspirazione era quella di avere la tuta blu. Quegli anni sono passati. Andare a lavorare in fabbrica non è più l’aspirazione dei giovani, perché viene rappresentato come un lavoro mal pagato e con orari superiori ad altri. Dobbiamo rendere le fabbriche vivibili, attrattive, a misura di persona. Altrimenti gli imprenditori faranno arrivare la manodopera prima dall’Europa dell’Est e poi da paesi come il Bangladesh, e si tratterà di lavoratori mal pagati. Così facendo, verrà eluso il problema di fondo. Senza generalizzare, abbiamo tanto caporalato nel sistema industriale, e colpisce i lavoratori che svolgono attività che non sono rappresentate dal sindacato confederale”.

“Nel nostro settore – ha commentato Roberto Benaglia – il cambiamento è destinato ad accelerare, perché, soprattutto dopo la pandemia, il mondo del lavoro è stato investito da una profonda trasformazione. Oggi il nostro Governo discute del salario minimo orario, ma sono quasi 500 mila i metalmeccanici che non sono più legati alla paga oraria. Oggi molti operai non hanno più il badge e lavorano solo per risultati. Anche in questo settore mancano le competenze, che però dobbiamo sviluppare qui, nel nostro Paese. Il tema centrale oggi è, allora, quello dell’accesso alla formazione, che significa anche favorire l’apprendistato duale e l’accesso delle ragazze alle competenze STEM”.

“Inoltre – ha ammonito Michele De Palma – un contratto vive se è partecipato dalle lavoratrici e dai lavoratori. Credo sia quindi necessario fare un investimento sul ruolo delle RSU nei luoghi di lavoro. La partecipazione alle Rappresentanze unitarie chiede, alle donne e agli uomini che vi partecipano, di avere non solo le capacità professionali richieste dal loro lavoro, ma anche competenza contrattuali e la capacità di conoscere le norme contrattuali. Credo che questo impegno non sia riconosciuto dalle imprese e, in parte, anche dalle organizzazioni sindacali. Quando si fanno accordi e contratti c’è un elemento di lealtà tra le parti. Quando si rinnovano i contratti nazionali la possibilità di leggere nello stesso modo – datori di lavoro e lavoratori – le norme contrattuali nei luoghi di lavoro riduce la probabilità che forme di conflitto possano trasformarsi in contenzioso”.

Sulla questione della lealtà, del rispetto degli accordi è intervenuto, con tono decisamente accomodante, anche il direttore generale di Federmeccanica: “È finito il tempo in cui si è contro qualcosa o qualcuno. I sindacati, per me non sono controparti. Piuttosto, partner con cui cercare di marciare tutti insieme nella stessa direzione. Credo nelle relazioni industriali e, dunque, nel rapporto tra persone. Noi abbiamo avuto il coraggio, con i contratti del 2016 e del 2021, di riconoscere ai lavoratori il diritto soggettivo alla formazione, per esempio con i servizi di ‘MetApprendo’. Abbiamo aggiunto tasselli anche per costruire un vero welfare aziendale, come i flexible benefits: significa cercare di capire quali sono i bisogni della singola persona e lavorare per cercare di soddisfarli”.

Con queste premesse, dunque, il prossimo contratto nazionale dei metalmeccanici non dovrebbe risultare particolarmente difficile da rinnovare.

I lavori della conferenza, inserita nella penultima giornata di Bergamo Next Level 2023, erano stati aperti dal Rettore, Sergio Cavalieri: “L’Università degli studi di Bergamo considera fondamentale la prospettiva del lifelong learning: non basta formare i giovani, ma occorre anche ragionare sulla riqualificazione delle competenze dei lavoratori. Su questo punto ritengo che l’Università possa avere un ruolo di guida, sapendo che il punto di forza del nostro Ateneo è quello di operare insieme a diversi interlocutori, da Confindustria ai Sindacati, sui temi che riguardano il futuro del mondo del lavoro”.

Seguita da un centinaio di persone, fra esponenti del mondo sindacale e studentesse e studenti dei Dipartimenti di Economia e Giurisprudenza, la conferenza organizzata da Università di Bergamo e Pro Universitate Bergomensi, nel quadro della terza edizione di Bergamo Next Level, ha poi registrato l’intervento del prof Lucio Imberti, docente di Diritto del lavoro all’Università di Bergamo, che ha introdotto la prima tavola rotonda della conferenza, sul tema ‘CCNL metalmeccanici: il rinnovamento compiuto…alla prova dell’applicazione’, durante la quale sono intervenuti i professori Arturo Maresca (Università degli Studi di Roma La Sapienza), Luciano Pero (PoliMi Graduate Scholl of Management) e Franco Scarpelli (Università degli Studi di Milano Bicocca), coordinati da Luca Nogler, dell’Università degli studi di Trento nonché co-direttore del Giornale di Diritto del lavoro e di Relazioni industriali.

“La peculiarità del nostro mercato – ha esordito Imberti – è legata alla difficoltà di reperimento della manodopera, che ci interpella su due fronti: non sappiamo come le nuove generazioni andranno a sostituire i lavoratori che andranno in pensione – considerato l’inverno demografico – e siamo di fronte un problema di mismatching tra domanda e offerta di lavoro. I dati della Provincia di Bergamo ci dicono che tra i dieci profili professionali più richiesti, diversi appartengono proprio al settore metalmeccanico (dal tornitore di metalli fino all’addetto all’assemblaggio meccanico)”.

Giovedì sera, Bergamo Next Level 2023 chiude i battenti. Quattro gli eventi in agenda: un workshop a porte chiuse (dalle 15.00 alle 17.30, ‘La transizione verso un territorio carbon neutral’) e ben tre conferenze spettacolo: ‘Forme e figure della pace’ (dalle 10.30 alle 13.00, al Teatro Sant’Andrea in via Porta Dipinta), ‘La migrazione non è un pranzo di gala: frontiere e frontiere del lavoro tra retoriche e realtà’ (dalle 18.00 alle 21 c/o Ass.ne Ink Club di via Carducci) e ‘Frontiere e conflitti’ (dalle 20.30 alle 22.30) al Teatro Sociale.

Anche gli ultimi quattro eventi di Bergamo Next Level 2023, dei ventiquattro pianificati per la terza edizione della manifestazione, saranno gratuiti e si svolgeranno in presenza, con prenotazione consigliata dal sito bergamonextlevel.it, dove è disponibile il programma completo della manifestazione.