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Percorsi per gestire la rabbia

La dottoressa Elena Bongarzone analizza alcuni semplici accorgimenti per aiutare i bambini a gestire la frustrazione.

Ogni giorno ci troviamo a dover regolare le nostre azioni, le nostre emozioni e le nostre parole per non dire cose che non vorremo, per non mettere in atto azioni non adatte al contesto e non funzionali per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Vero?

Se ci pensiamo bene, questo controllo è continuo e costante nelle nostre vite ma a volte non riusciamo a “stopparci in tempo” e quindi? Urliamo, sgridiamo o insultiamo utilizzando parole poco carine e offensive, diciamo parolacce o ce ne andiamo in “malo modo” sbattendo porte e camminando in modo agitato. Èimportante, quindi, ammettere che questo accade a tutti noi e che a volte è inevitabile. A volte, soprattutto nei periodi in cui siamo più stressati, perdiamo il controllo.

Dopo questa nostra presa d’atto cosa possiamo comunicare ai bambini che hanno difficoltà di autocontrollo? Che li capiamo. Che capiamo la loro fatica, soprattutto se ciò è dovuto ad una loro caratteristica interna o alla presenza di un disturbo, come il Disturbo da Deficit di Attenzione e di Iperattività/Impulsività o come il Disturbo Oppositivo Provocatorio.

Ma cosa possiamo fare per aiutarli? Possiamo, inizialmente, metterci nei loro panni. Un primo passo potrebbe essere quello di farli sentire capiti e condividere con loro quanta fatica facciamo anche noi per controllarci. Dopo aver condiviso questa fatica possiamo inserire un momento di “ma a te cosa serve dire certe parole? Tipo io le uso quando mi succede questa cosa o quando mi sento così…” per poi passare a un momento di speranza, di condivisione di strategie e di supporto: “sai che io ho provato a volte a storpiarle? Ho trasformato le parolacce in qualcosa di divertente, come: vaff… è diventato vaffarla”.

Perché questi passaggi sono importanti? Perché dobbiamo prima di tutto pensare e sapere che la rabbia non è solo negativa, non va cancellata, è normale provarla. Inoltre, dobbiamo anche ammettere che cancellare l’utilizzo di parolacce nei momenti di rabbia, frustrazione, tristezza non è facile dall’oggi al domani, tuttavia possiamo fare qualcosa per migliorarci. Queste riflessioni ci servono per:

  1. Permettere ai bambini di sapere che il genitore/insegnante lo capisce e che anche lui ha le sue stesse fatiche
  2. Modificare le parolacce permette ai bambini di divertirsi, “abbassa la rabbia” e quindi apre uno spazio di possibile cambiamento
  3. Far percepire a se stessi che la parolaccia nei momenti di rabbia non è poi così utile, se non accompagnata da un tentativo di cambiamento positivo

I passaggi descritti in queste poche righe sono una piccola parte di tutte le strategie che si possono utilizzare e creare. Nel Training Ferea 6-12 anni è di fondamentale importanza tenere in considerazione tutti questi aspetti, creando un lavoro di equipe in cui i componenti, bambino, clinico, genitore e insegnante si interfaccino e condividano continuamente osservazioni, emozioni, riflessioni e cambiamenti.

Dott.ssa ElenaBongarzone – Centro per l’Età Evolutiva