Processo Ubi, Bazoli e tutti gli altri assolti anche in Appello
Il pm Paolo Mandurino aveva chiesto 11 condanne
La Corte d’appello di Brescia ha confermato le assoluzioni del primo grado del processo Ubi, in cui veniva contestato il reato di ostacolo alla vigilanza nell’ambito della fusione per incorporazione tra la bresciana Banca Lombarda e Piemontese e la bergamasca Banche Popolari Unite trasformate nel 2007 in Ubi Banca.
Il pm Paolo Mandurino, che ha rappresentato l’accusa nel primo grado e anche in appello, aveva chiesto 11 condanne tra cui anche nei confronti di Giovanni Bazoli presidente emerito di Intesa Sanpaolo e fino al 2012 nel Consiglio di sorveglianza Ubi.
Bazoli è stato assolto così come accaduto in primo grado davanti al tribunale di Bergamo. Accolto anche il ricorso di Franco Polotti, condannato in primo grado a un anno e sei mesi per conflitto di interessi, e degli imputati prosciolti per intervenuta prescrizione e assolve anche loro perché il fatto non sussiste.
Soddisfatto il presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi, Andrea Moltrasio: “La procura di Bergamo ha instaurato una causa che è durata dieci anni il cui unico risultato certo è la scomparsa di una grande banca come Ubi che era al servizio della comunità. L’inchiesta ha creato grandi danni a persone perbene come me e un accanimento non è giustificato da nessuna ragione, infatti la sconfitta dell’accusa mi sembra totale. Un risultato che però non soddisfa la perdita di tutti questi anni di grande sofferenza e tutto il fango che inutilmente è stato gettato su persone che hanno sempre cercato di fare del loro meglio”.
Tra gli assolti c’è anche Armando Santus, presidente di Fondazione Banca Popolare di Bergamo: “L’assoluzione già pronunciata dal Tribunale di Bergamo è ora confermata dalla Corte d’Appello di Brescia, che rigetta un’altra volta la ricostruzione in fatto e in diritto compiuta dal pm, ponendo così fine ad una vicenda che sin dall’inizio risultava, nonostante l’impatto mediatico, del tutto infondata. Esprimo soddisfazione e apprezzamento per lo scrupolo con il quale anche i Giudici della Corte d’Appello hanno approfondito i fatti”, il suo commento.




