Logo

Temi del giorno:

Riconfermata nella Giunta Fontana con la delega precedente: “Quattro miliardi di investimenti nell’ultimo quinquennio, tremila i cantieri finiti e altrettanti in partenza”

Bergamo. È arrivata al suo terzo mandato, uno in qualità di assessore all’Ambiente e due alle Infrastrutture. “Non ho più la delega ai Trasporti, ma quella alle Opere Pubbliche”, comincia così il racconto di Claudia Terzi, volto noto della politica bergamasca, in quota Lega, ormai da più di vent’anni impegnata sul suo territorio e su quello lombardo in veste di membro della Giunta a guida Fontana. Come lei nessuno mai, si potrebbe dire. E la soddisfazione per aver centrato un obiettivo tanto importante quanto irraggiungibile è fondamentale non solo perché rappresenta una medaglia sul petto per la sua carriera, quanto perché, come sottolinea, le consente di dare continuità all’opera e di veder portare a termine molti dei progetti iniziati.

Una riconferma non solo personale ma anche del partito, con una coalizione, quella di centrodestra, trainata dal Carroccio: “L’imput che ci ha dato e che ci dà ancora il presidente Fontana, che ha affrontato una campagna elettorale a dir poco denigratoria ma che è stato confermato dai cittadini grazie al loro voto, è di continuare a lavorare pensando a farlo come se fossimo dei sindaci, ovvero costruendo un rapporto solido e diretto con il territorio. Impresa non facile, chiaramente, se si considera la portata del bacino di utenti di Regione Lombardia. Compito difficile, dunque, ma appagante. Questo significa essere sempre a disposizione, stando vicino agli enti territoriali e ai nostri comuni. Lo dimostra il piano pandemia varato in piena emergenza, con 4 miliardi varati a fondo perduto arrivati a tutti. Peraltro aumentati nel tempo”.

“È un po’ come quando fai il sindaco – spiega -. Se sei al primo mandato riesci, in cinque anni, a mettere nero su bianco molte idee, ma solo nel secondo riesci a vederle realizzate”. Se si guarda alle spalle, se guarda indietro, vede un quinquennio segnato da un lavoro complesso e faticoso, “segnato dal Covid, caratterizzato da una serie di programmazioni importanti quali quelle del Piano Lombardia dove, solo in termini di progetti di viabilità, sono stati impegnati 2 miliardi e 200 milioni di euro, trasformati in 4 miliardi di investimento. Tante opere, molte delle quali interessano Bergamo, come il rondò dell’autostrada, il ponte di Ponte Nossa, tante piste ciclabili, soprattutto nella bassa bergamasca, e tanti interventi di ristrutturazione su edifici pubblici. Il tutto non è stato semplice perché è stato fatto in un momento storico particolare, segnato dalla pandemia, da una interlocuzione complicata con lo Stato e con regole e norme che cambiavano anche dalla sera alla mattina. Ricordo anche di video conferenze fatte in vacanza, anche sul trasporto pubblico locale che riguardava, in quel frangente, il rientro a scuola dei nostri studenti”.

Tremila cantieri fatti in un anno e altrettanti, più pesanti dal punto di vista economico, in programma.

L’analisi po9i si sposta sul presente: “Ora pensiamo anche a tutte le infrastrutture che riguardano le Olimpiadi. Ci sono tante opere che interessano Regione che vorrei vedere concluse, come la Pedemontana Lombarda, la Lecco Bergamo sul nostro territorio, al Treno per Orio, che cambierà la viabilità verso l’aeroporto e Milano, il raddoppio la Ponte – Montello e molto altro ancora. Iniziative e progetti anche su ferro, la vera sfida e la vera alternativa del futuro”.

E sulla visione da tenere, non ha dubbi: “Il primo mandato, quell’ambiente, mi ha segnato particolarmente. E non ho molti dubbi: la mia filosofia è quella di continuare a lavorare secondo criteri di sostenibilità intesa nella sua accezione più larga e proattiva possibile, ovvero pensando ad uno sviluppo moderno e nuovo. basti pensare alle nuove autostrade che si possono costruir, che, sì, presuppongono consumo del suolo ma in maniera innovativa, cioè che si auto sostengono con energie rinnovabili grazie ai pannelli solari che verranno posizioni a fianco. La Brebemi, ad esempio, sta lavorando per l’elettrificazione dell’autostrada o spazi di sosta che producono energia che la alimentano. Anche Porta Sud è un modello da seguire, con la sua piastra verde al centro”.