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Porta Sud, per gli edifici energia prodotta solo da fonti rinnovabili e appartamenti in affitto per gli universitari

Carlo Masseroli, development manager di Vitali S.p.A: “Città unica in Italia a dar vita ad un progetto europeo di rigenerazione urbana, che fa dialogare pubblico e privato e attrae investitori internazionali”

Bergamo. Porta Sud apre le porte alla Bergamo del futuro, con un polo intermodale, un landbridge e un nodo trasportistico da far invidia alle grandi capitali europee. E lo farà, anche, con un mercato al coperto che si avvicinerà molto a quello di Firenze, e con alloggi in affitto a prezzi proporzionati per gli studenti universitari. Ma il progetto che ricucirà la città e le darà definitivamente un profilo di carattere internazionale, complici anche le scelte relative all’ambito dell’efficientamento energetico, porta con sé non solo una caratura e una valenza certamente significative, ma anche uno spessore importante nel rapporto di partnership tra pubblico e privato, oltre ad essere polo attrattivo per gli investitori internazionali.

In Porta Sud c’è tutto. C’è la visione, la proiezione, la possibilità, l’accessibilità e, soprattutto, c’è la comunità: è un luogo di vita aperto a chiunque decida di godersi la città e di beneficiarne. Un posto dove poter stare e collezionare esperienze, il che vale sia per i cittadini che per i turisti. Un luogo dove storia e innovazione possano coesistere, dove la qualità e la ricchezza dell’intervento si sposi con il senso di appartenenza e di identità di una città capace, contemporaneamente, di accogliere e di distinguersi, emergendo.

Una combo di altissimo livello ingegneristico e architettonico voluta dall’amministrazione Gori, curata dall’assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini e dalla Vitali S.p.A. Un masterplan, quello presentato a fine dell’anno scorso, che porta la firma dell’accordo preliminare tra l’azienda bergamasca e Sistemi Urbani, società proprietaria di buona parte dell’ex scalo ferroviario, e una trasformazione dell’area affidata a Cino Zucchi Architetti con Gobbi Architettura e One Works.  Un volto nuovo, quello che verrà dato alla città, frutto di una visione innovativa e moderna, unica in Italia e non solo, frutto di un’unità d’intenti tra il Comune di Bergamo, l’amministratore delegato di Vitali S.p.A Cristian Vitali e il development manager Carlo Masseroli. 

La visione

“Il fatto che la stazione di Bergamo, così come è ora, si trasformi in un polo intermodale dà certamente la marca di un progetto che ha una chiara connotazione europea e che è capace di andare oltre quello che è, al momento, il credo italiano – spiega Carlo Masseroli -. Con Porta Sud, in città, si respirerà veramente un’aria internazionale e questo grazie anche al fatto che il progetto è una summa di anime, figlio di una grande complessità d’intervento che troverà una sintesi perfetta in una comunione d’intenti tra soggetti pubblici e privati. In questo senso, il PNRR ha dato veramente ossigeno a iniziative di questa entità, generando peraltro una multidisciplinarietà di azioni che vedono coinvolti moltissimi attori. E se da un lato il coordinamento tra i vari soggetti non è stato facile, dall’altro è stato foriero di spunti, portandoci alla messa a terra di un’iniziativa in grado di far parlare tra di loro mondi diversi, pronti a mettersi a servizio del territorio”.

E Masseroli ricorda il grande parcheggio di 2500 posti, le ciclovie sulle quali stanno lavorando, il mercato al chiuso che lui immagina come un mix tra quello coperto di Firenze e quello di Madrid e, non da ultimi, anche gli appartamenti, da mettere in affitto, per gli studenti universitari: “Il tutto va letto in continuità anche e soprattutto con la vicinanza di Milano e con il fatto che quest’ultima, dal punto di vista della rigenerazione urbana, è satura, al contrario di Bergamo. Le richieste dei giovani, inoltre, specie quelli compresi nella fascia d’età tra i 25 e i 40 anni, sono completamente cambiate negli ultimi anni e, con loro, la richiesta di soluzioni abitative in affitto. Anche sul mercato c’è in atto una riflessione. Si farà, si badi bene, ma l’idea che abbiamo è quella di un luogo dedicato anche e soprattutto ai turisti, dove possano trovare, ad esempio, food e prodotti locali. Spazio anche ai negozi e alle attività commerciali al piede”.

Porta Sud avrà chiaramente anche una connotazione green, grazie ad un progetto di efficientamento che fa di Bergamo la città prima in Italia nella sperimentazione: “I temi ambientali, oggi, vanno necessariamente di pari passo con quelli sociali e di governance. E l’ambizione è anche quella di fare della città un luogo vivo di rigenerazione urbana anche da questo punto di vista”.

Il progetto

“Porta Sud” è dunque uno dei più grandi interventi di rigenerazione urbana dei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione del territorio in Italia e in Europa. Bergamo ha accettato la sfida del cambiamento e della trasformazione in ottica “smart city” e si candida come città del futuro. Sono in programma molteplici interventi di riqualificazione che daranno vita ad un nuovo polo intermodale al posto dell’attuale stazione ferroviaria, edifici di residenza libera e convenzionata, esercizi di vicinato, bar e ristoranti, attività artigianali e ricreative, spazi destinati al terziario e un nuovo parco. Inoltre, in asse a viale Papa Giovanni verrà realizzato un edificio più alto, che diventerà un elemento caratterizzante del panorama urbano. L’obiettivo di questi interventi è creare la Bergamo del futuro, capace di offrire nuove opportunità ai cittadini e di migliorarne la qualità della vita. Inoltre, la realizzazione di nuove aree verdi e spazi pubblici consentirà di godere di una maggiore qualità dell’ambiente urbano.

A che punto è il progetto che vede prendere forma il nuovo hub intermodale a Porta Sud?
Entro il 2026, Porta Sud accoglierà il nuovo Polo Intermodale che avrà una conformazione a ponte sui binari della ferrovia esistente per rispondere, anche funzionalmente, a una corretta e flessibile gestione dei flussi. Come previsto dal Masterplan il nuovo Polo Intermodale, costituito dalla stazione ferroviaria, dalla fermata SACBO, dal terminal Teb e Tpl, da un parcheggio di attestazione, e due velostazioni sarà posizionato nell’area a est della Stazione Ferroviaria esistente dove insisteranno tutte le funzioni primarie a servizio dei passeggeri. Il progetto prevede tre attraversamenti urbani che contribuiranno a garantire continuità tra il tessuto urbano a nord e sud dei binari ferroviari. L’intervento progettuale, infatti, promuoverà il superamento della barriera dell’asse ferroviario, integrando l’assetto viabilistico, rendendo più efficaci e rapide le connessioni tra i diversi sistemi di trasporto presenti. Saranno inoltre implementati i parcheggi e, attraverso sistemi attivi, la sicurezza di tutta l’area.

La nuova area sarà collegata da un landbridge che avrà una funzione a scavalco per i cittadini. Come si svilupperà?
Dei 35 mila metri quadrati di aree verdi previste in tutto l’intervento, circa 6 mila saranno destinati al nuovo landbridge a scavalco della linea ferroviaria che consentirà di collegare via Fantoni al polo scolastico di Viale Europa. Un’opera ingegneristica di alto profilo che rappresenta il terzo punto di ricucitura delle zone nord e sud della città. Dal landbridge ci si collegherà poi al nuovo parco ad est dello scalo di oltre 15 mila metri quadri, e attraverso di esso alla nuova pista ciclopedonale che si snoderà fino al quartiere di Boccaleone.

Come cambierà la fruizione dell’intera area a favore della cittadinanza?
Con l’acquisizione dell’ex Scalo di Porta Sud è stato avviato un progetto di rigenerazione urbana che rappresenterà una best practice internazionale in termini di sostenibilità, oltre che un’opera fondamentale per il futuro di Bergamo. Fin dall’inizio è stata fondamentale la collaborazione con le istituzioni, con l’obiettivo comune di creare valore per il Paese e per la città, riqualificando un’area che si appresta a diventare un tassello fondamentale del tessuto urbano. Il tutto in un’ottica di massima sostenibilità sociale e ambientale, con un grande parco pubblico, spazi aperti e accessibili, collegamenti e infrastrutture tecnologiche innovative, aree destinate a ospitare residenze, studentati, social housing ed uffici. Un mix funzionale che nasce da un’analisi di mercato e scenario e risponde alle richieste provenienti dal territorio.

Il progetto potenzia il ruolo della stazione come nodo trasportistico, assicurandone l’integrazione nel nuovo Polo intermodale previsto nell’ambito del programma di rigenerazione urbana e ridisegnandone i fronti di accesso nord e sud. Si rafforza così la centralità della stazione anche quale polo di attrazione per lo sviluppo sostenibile del territorio, con nuove funzioni e servizi per i viaggiatori. Come?
L’attuale stazione di Bergamo verrà trasformata in un nodo di interscambio passeggeri multimodale integrato, una stazione “del futuro” a livello delle grandi città europee per velocità di scambio e numero di passeggeri. La nuova stazione, infatti, oltre mettere a sistema la rete ferroviaria nazionale, la rete tramviaria che collega Bergamo alle valli e la rete di autobus che collega la città con la provincia vedrà il raddoppio dei passeggeri che ogni giorno transitano attraverso di essa anche grazie al potenziamento dell’intera rete di trasporto e alla connessione con l’aeroporto di Orio al Serio. Il “Protocollo d’Intenti per la riqualificazione di Bergamo Porta Sud“ tra Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Ferrovie dello Stato Italiane, RFI e FS Sistemi Urbani, prevede due nuovi “Fabbricati Ponte” che racchiudono tutte le funzioni primarie della stazione, sistemi di accesso agli edifici di stazione e alle banchine passeggeri, tramite scale, scale mobili e ascensori, nuovi sovrappassi pedonali coperti che costituiscono accesso ai Fabbricati di Stazione e percorsi di attraversamento pedonale e ciclabile, con aree verdi e funzioni che definiscono un vero e proprio spazio nuovo. Non solo, il nodo trasportistico della stazione ferroviaria di Bergamo sarà integrato con il Polo Intermodale, rafforzando la centralità della stazione quale hub di attrazione per lo sviluppo sostenibile del territorio.

E in termini di sostenibilità?
Bergamo Progetto Sud adotterà strategie di economia circolare per l’intero ciclo di vita del progetto, dalla costruzione alla fase di occupazione, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale. Ciò includerà la promozione di pratiche di consumo sostenibili e la riduzione dei rifiuti. Verrà adottata una rete energetica basata su un anello idronico alimentato con fonti di energia rinnovabili disponibili, come geotermia ed energia solare, capace di scambiare all’interno dell’ambito il calore o il raffrescamento ceduto o richiesto in base alle necessità, dando vita alla Comunità Energetica; ciò sarà essenziale per ridurre tantissimo le emissioni di CO2 e adottare un approccio strategico alla decarbonizzazione. Questa iniziativa non solo avrà un impatto positivo sulla città di Bergamo, ma anche sul territorio circostante.
Il progetto prevede l’utilizzo di energia prodotta da impianti solari termici e fotovoltaici, nonché la raccolta e il recupero dell’acqua piovana. Si stima che questo porterà a un risparmio annuale di emissioni di CO2 pari alla piantumazione di un bosco tre volte la superficie dell’area di intervento.