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Due mostre, un solo catalogo: Bergamo e Brescia celebrano con la fotografia la cultura dell’innovazione

Sabato primo aprile al Museo della fotografia Sestini (Convento di San Francesco) a Bergamo e allo Spazio Fondazione Negri a Brescia aprono al pubblico le grandi mostre BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione in fotografia, visitabili fino al 9 luglio

Bergamo. Due mostre, un solo catalogo per raccontare la cultura d’impresa coltivata da Bergamo e Brescia attraverso le fotografie. È questo il nuovo progetto, nato da un’idea di SIAD Fondazione Sestini, che ha coinvolto istituzioni, fondazioni e aziende dei territori tra le due città, Capitale della Cultura italiana 2023.

Da sabato primo aprile al Museo della fotografia Sestini di Bergamo e allo Spazio Fondazione Negri di Brescia saranno visitabili le grandi mostre “BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione in fotografia”, aperte al pubblico fino 9 luglio. Il titolo svela il cuore dell’iniziativa: raccontare oltre cento anni di pratiche di innovazione, in cui vive il legame tra impresa, persone e dimensione sociale del lavoro.

“Con BergamoBrescia Cultura d’impresa il Museo delle storie di Bergamo apre il proprio calendario di attività per l’anno della Capitale della Cultura. Lo fa con una mostra che ha dietro di sé più di un anno di lavoro. Un impegno corale e condiviso con cinque enti partner (Fondazione Legler, Fondazione Dalmine, Fondazione Negri, Musil, Cooperativa Coclea) che il Museo ha coordinato per arrivare all’apertura di due grandi mostre, a Bergamo e a Brescia, e alla redazione di un unico catalogo, frutto del lavoro di un autorevole comitato scientifico – spiega Roberta Frigeni, direttrice scientifica del Museo delle storie di Bergamo -. Il progetto comunica al grande pubblico in forme nuove la ricchezza dei propri patrimoni archivistici e di fornire, anche ai più giovani, strumenti di lettura del presente attraverso la conoscenza del passato”.

L’inaugurazione dell’allestimento bergamasco è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo, che rispecchia la struttura di entrambe le mostre. Il percorso dei visitatori prevede cinque sezioni, intitolate “Fare”, “Prodotti”, “Persone”, “Raccontarsi”, “Paesaggi” – realizzate attraverso le foto provenienti dagli archivi dei due territori: per Bergamo l’Archivio fotografico Sestini, conservato presso il Museo delle storie di Bergamo, insieme all’archivio di Fondazione Dalmine e a quello di Fondazione Legler per la storia economica e sociale di Bergamo; per Brescia l’archivio fotografico di Fondazione Negri.

“Dalle fotografie emergono i valori del nostro saper fare: tradizione e innovazione, legame e relazione con il territorio, attenzione al capitale umano e alla sua formazione, costante tensione alla crescita e allo sviluppo, ma anche sacrificio, impegno, costanza e tenacia – spiega Roberto Sestini, presidente SIAD -. Valori che ritroviamo in queste fotografie e nei quali riconoscerci per far sì che quel senso comune del lavoro e del fare continui ad essere eredità da tramandare alle giovani generazioni e motore per affrontare le sfide future”.

BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione in fotografiaRoberto Sestini

“Il nostro gruppo di lavoro, attraverso la condivisione dei propri patrimoni archivistici, ha reso possibile la realizzazione di un progetto che supera le differenze mettendo in evidenza i punti comuni della cultura di impresa che da sempre è caratteristica dei due territori”, ha aggiunto Mauro Negri, presidente della Fondazione Negri.

Per Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, ed Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, “BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione in fotografia costituisce un’efficace interpretazione del mandato “due città, una capitale” ed esaudisce al contempo l’auspicio “crescere insieme” espressi a compendio di un anno, il 2023, in cui per la prima volta due città condividono il titolo di Capitale Italiana della Cultura. La scelta di SIAD Fondazione Sestini, che nel 2018 regalava a Bergamo il primo Museo di fotografia della città, di promuovere e sostenere questo progetto, condividendolo con la città di Brescia, è oggi conferma di una Cultura d’impresa fondata sulla consapevolezza del valore della storia e della ricerca, delle persone e delle loro relazioni come motori del progresso”.

“Il Museo della Fotografia Sestini, con la sua alta tecnologia e competenze, diventa così sempre più punto di riferimento per raccontare l’identità produttiva dei nostri territori – aggiunge Nadia Ghisalberti, assessora alla cultura del Comune di Bergamo, in occasione della conferenza stampa di presentazione al Convento di San Francesco in città alta -. La fonte fotografica diventa lo strumento principale di una narrazione sul tema della cultura d’impresa in una forma nuova, visiva, d’impatto e adatta al grande pubblico. Il progetto è stato l’occasione per aggregare, nello spirito del Crescere insieme, tante diverse istituzioni fra le due città”.

BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione in fotografia

Completa BergamoBrescia Cultura d’impresa una sezione dedicata al 4.0, realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Confindustria Bergamo, Confindustria Brescia e ben 39 aziende che hanno scelto una loro fotografia per raccontare le eccellenze dei nostri territori. Tema arricchito grazie a Fondazione Musil e Cooperativa Coclea che hanno messo a disposizione gli scatti delle masterclass del progetto “La Fabbrica Intelligente” affidate al fotografo Luca Campigotto.

“BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione in fotografia rappresenta un altro traguardo di Fondazione Bergamo nella Storia nella costruzione di una solida rete di collaborazioni, tra istituzioni culturali, associazioni e privati che hanno reso possibile la realizzazione della mostra – dice Marco Ghisalberti, amministratore delegato Fondazione Bergamo nella Storia -. Voglio ringraziare tutte le imprese che, in risposta alla chiamata della Fondazione, hanno messo a disposizione una loro fotografia per la costruzione della sezione 4.0, dedicata alle eccellenze innovative del nostro territorio.

Un progetto corale, quindi, che guarda al futuro e si inserisce in un anno importante per Bergamo e Brescia. “Non credo di esagerare nel dire che “BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione” in fotografia realizza perfettamente attraverso le immagini lo spirito di Città illuminata che guida la nostra Capitale e che si fonda sull’attività e l’impegno di imprese e istituzioni culturali”, dice Laura Castelletti, Vicesindaco e Assessore alla Cultura Comune di Brescia.

Dal 14 aprile la mostra si amplierà spostandosi nel territorio della provincia di Bergamo. La sezione “Paesaggi”, infatti, troverà una sua ‘espansione’ a Dalmine con una sezione di foto storiche tratte dall’archivio Fondazione Dalmine e una di immagini contemporanee del fotografo Giovanni Hänninen.

BergamoBrescia Cultura d’impresa. Storie di innovazione in fotografiaCarolina Lussana

“Fondazione Dalmine ha accolto con grande piacere l’invito del Museo delle Storie di Bergamo a partecipare, insieme ad altre realtà di Bergamo e Brescia, alla realizzazione di questa mostra che festeggia il titolo di capitale della Cultura condiviso fra le due città. Da oltre vent’anni siamo impegnati nella diffusione della cultura industriale sia valorizzando la storia, l’heritage e gli archivi, sia promuovendo e trasmettendo i valori dell’industria alle giovani generazioni con le attività education – commenta Carolina Lussana, vicepresidente Fondazione Dalmine -. Aprire i nostri spazi alla sezione Paesaggi della mostra Storie di innovazione in fotografia ci permette di raccontare per immagini la presenza e radicamento di Tenaris nel territorio come uno degli aspetti distintivi di quella cultura dell’industria e del lavoro che caratterizza fortemente i territori di Bergamo e Brescia. Raccontare il paesaggio industriale significa conoscere, riconoscere e magari saper guardare con occhi più consapevoli spazi, luoghi, territori che sono parte del nostro quotidiano”.

La fotografia resta un medium imprescindibile per raccontare la cultura di impresa e la storia di più di cinquanta aziende che hanno fornito le foto per allestimento. Tra queste Brembo spa, partner di sistema di Bergamo Brescia Capitale della Cultura italiana 2023, che partecipa al progetto con la fotografia raffigurante la pinza freno della Formula E, un prodotto che ha ricevuto nel 2020 Premio Compasso d’Oro ADI per il design. La storia di Brembo, che da una piccola officina meccanica alle porte di Bergamo, in oltre 60 anni Brembo è cresciuta fino a diventare un’azienda globale, è intrisa della cultura imprenditoriale vocata all’innovazione raccontata dalle mostre e dal catalogo: lavorare per crescere e progredire.