“Visioni per un futuro presente”, in due mostre il percorso di trasformazione di Bergamo e Brescia
Uno sguardo alla trasformazione urbanistica delle due città, tra passato, presente e rinnovamento futuro. Inaugurazione il 12 aprile, con la riapertura ufficiale al pubblico di Palazzo della Libertà
Milano. Il “futuro presente” di due città che, dopo la candidatura comune a Capitale Italiana della Cultura, affrontano un processo di trasformazione e di rinnovamento che, giorno dopo giorno, guarda al futuro. Questo il tema di “Visioni per un futuro presente. Città, ambiente, comunità”: due mostre, a Bergamo e a Brescia, che raccontano la trasformazione urbanistica ed ambientale delle due città.
Mostre parallele che verranno inaugurate il 12 aprile, primo appuntamento di un programma comune di iniziative ed eventi che raccoglie le migliori energie del territorio per un’azione culturale che possa catalizzare visioni ed innovazioni a favore di città sempre più vivibili e sostenibili.
“Un processo di rinnovamento che inizia da un recupero di aree industriali dismesse che avranno una nuova vita grazie ad un cambio di funzione” – spiegano Giorgio Gori (sindaco di Bergamo) e Laura Castelletti (Vice Sindaca di Brescia) durante la presentazione del progetto nella mattinata di lunedì 27 marzo alla Triennale di Milano, alla presenza anche di Stefano Boeri (Presidente Triennale Milano), Stefano Baia Curioni (Direttore del Centro di Ricerca ASK dell’Università Bocconi), della Presidente di Ance Bergamo Vanessa Pesenti e di Giorgia Molajoni (Direttore Sustainability, Digital & Communication di Plenitude). Un progetto che possa portare ad una “città metropolitana”, grazie allo sviluppo comune delle due città.
La mostra a Bergamo, allestita nel Palazzo della Libertà (fino al 30 dicembre), inviterà a scoprire la città per cogliere le direzioni del suo possibile futuro, a partire dalla qualità urbana e ambientale esistente che l’ha sempre caratterizzata. Promossa dal Comune di Bergamo, in partnership con Ance Bergamo e Plenitude (società Benefit di Eni), la mostra presenterà ai visitatori un dialogo tra presente, passato e futuro, che riflette sui processi in atto nella città reale, ma anche nei suoi territori, attraverso molteplici voci e sguardi che raccontano ricchezza, progetti e cambiamenti. Pensata come un evento pop per il grande pubblico, la mostra ha coinvolto autori e produttori di immagini di diverse generazioni: Gabriele Basilico, Filippo Romano e Davide Rapp mostrano tre periodi diversi di Bergamo, delle sue architetture e dei suoi abitanti. All’interno della mostra si alternano infatti ritratti, architetture conosciute e meno, disegni originali, scenari futuri, numeri e domande aperte, mappe e storie capaci di raccontare la complessità della città attuale e le grandi sfide che sta affrontando.
“Vorremmo dare uno sguardo più consapevole della città – spiega Luca Molinari, curatore della mostra – Uno sguardo ad una città che è concretezza, verso un futuro già in corso di realizzazione. Uno sguardo alle storie comuni degli abitanti che si intersecano con le architetture cittadine, somma di storie individuali e collettive”.
Una mostra che vedrà la restituzione al pubblico di parte del Palazzo della Libertà: “un progetto sostenibile per un rafforzamento del polo culturale di Città Bassa – spiega Giorgio Gori – , una rigenerazione della città basata su architettura, ambiente e comunità”. La partnership tra Ance Bergamo e Plenitude permette poi di promuovere l’arte del costruire, raccontando lo sviluppo urbano del territorio, valorizzando il lavoro delle tante imprese che vi hanno contribuito e riflettendo sulla sua evoluzione, anche all’insegna della sostenibilità.
“Una mostra che parla di futuro – spiega Francesco Valesini, assessore alla riqualificazione urbana di Bergamo – guardando alla riqualificazione della città bassa, ma anche al nuovo polo intermodale in Porta Sud ed al progetto della cintura verde che riguarda il Parco dei Colli. Una mostra che unisce architettura e cultura all’insegna della rigenerazione”.
Negli ambienti dell’ex cinema Astra (in via X Giornate, a pochi metri dalla Loggia, sede del Comune), verrà invece ospitata la mostra a Brescia (fino al 15 ottobre). Curata da Alberto Ferlenga con Urban Center Brescia (e promossa da Comune di Brescia in partnership con Ance Brescia e la collaborazione di Fondazione Brescia Musei), la mostra offrirà un ritratto della città, di come la storia e i caratteri abbiano contribuito alla costruzione della sua attuale condizione, composta da lavoro, natura e cultura. “Mostra collocata non a caso all’interno dell’ex cinema Astra – spiega Castelletti – un altro luogo in trasformazione, che verrà recuperato”. Si tratta infatti di un edificio-cantiere, dove l’allestimento, nel vano vuoto dell’ex sala cinematografica, si appoggia a strutture costituite da ponteggi, teli e tavole da cantiere usati come supporto per modelli e pannelli. Progetti, monumenti, dati, opere costruite, eventi immateriali illustrati in video, modelli, foto e progetti mostreranno come la complessità di una città sia fatta di molte componenti e altrettanti intrecci, come ogni città sia unica ma anche come i rapporti con altre città siano un aspetto fondamentale della sua storia.
“C’è la necessità di far comprendere come funziona ora la città – racconta Alberto Ferlenga, curatore della mostra di Brescia –. Città che deve passare da un’espansione ad una cura, ad una rigenerazione ad ampio raggio. Il racconto di un’attualità che guarda già al futuro. Un futuro affrontato da diversi punti di vista, come le visioni su luoghi urbani centrali per il futuro, proposte da 24 studi di giovani architetti, o le aspettative di esperti di diversi settori”. Nella mostra sarà presente anche una sorta di stanza del futuro, che vede Brescia come centro di sistema internazionale di reti, come elemento essenziale di città metropolitane che si formeranno verso est e ovest e lo sviluppo urbano della parte sud-ovest della città. “Un racconto del futuro della città già intrinseco nel presente – spiega Michela Tiboni, assessora all’Urbanistica di Brescia – con il PGT del 2016 abbiamo scelto di recuperare le aree dismesse, guardando ad una città più attrattiva che rispondano alle esigenze della popolazione e che badino anche alla difesa dell’ambiente. Una riscoperta dei quartieri che tornano ad essere centri di vita, attraverso la rigenerazione di aree ed edifici proprio come l’ex cinema Astra, simbolo di un’edilizia che rinnova, con nuove funzioni, il già esistente”.
Due mostre parallele che avvicinano ancora di più Bergamo e Brescia, all’interno di un unico territorio metropolitano che possa mantenere una dimensione urbana favorevole alla vita umana e che, grazie a dinamicità e progettualità, ne faccia un modello urbano sostenibile.






