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Rimborsi gonfiati, assolto il segretario comunale accusato di truffa

Le difese hanno dimostrato che i conti erano sbagliati. Vincenzo De Filippis dovrà rispondere solo per il falso. Assolta anche la funzionaria comunale Silvia Lazzaroni

Rota d’Imagna. Non solo i compensi erano leciti ma, secondo la difesa, ne avrebbe dovuti percepire anche di più. Conti alla mano, l’accusa nei confronti di Vincenzo De Filippis, segretario comunale, 56 anni, residente a Sorisole, e della funzionaria comunale Silvia Lazzaroni, è stata smontata punto per punto: con documenti e memorie le difese hanno dimostrato che i calcoli effettuati dagli inquirenti erano sbagliati.

La procura contestava a De Filippis presunte appropriazioni illegittime nel biennio 2018-2019, quando era in servizio, contemporaneamente e anche a scavalco, in 25 Comuni della Bergamasca, tra la Valle Imagna, la Val Cavallina, la Val Serina e la Val Brembilla.

In veste di segretario comunale di 19 comuni, tra cui Rota d’Imagna, all’epoca capofila di una convenzione con altri sei Comuni, secondo l’ipotesi dell’accusa si era appropriato di circa 488 mila euro, gonfiando e autoliquidandosi rimborsi spese e attestando falsamente la propria presenza in 11 delibere di giunta concomitanti in Comuni diversi. Al segretario comunale venivano anche contestate retribuzioni in eccesso, oltre a 112mila euro di rimborsi chilometrici gonfiati.

Silvia Lazzaroni, dipendente del Comune di Gandino nel servizio ragioneria e a scavalco a Costa Mezzate, Cenate Sotto, Brumano, Filago, Costa Serina e Strozza, doveva rispondere di truffa. La funzionaria era accusata di essersi appropriata di 166mila euro con lo stesso metodo del segretario, ovvero gonfiando rimborsi e indennità di trasferta.

A De Filippis era stata sequestrata preventivamente la villa di Azzonica di Sorisole, acquistata per 400mila euro, e a Lazzaroni un appartamento ad Entratico: gli immobili erano poi stati dissequestrati.

In udienza preliminare i due imputati, difesi dagli avvocati Domenico Conticchio del foro di Bari e Marco Zambelli del foro di Bergamo, sono stati assolti con la formula “perché il fatto non sussiste”. De Filippis è stato rinviato a giudizio solo per l’accusa di falso: l’udienza è stata fissata per il prossimo 21 giugno.