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Infiltrazioni mafiose, accordo tra Provincia e Gdf per tutelare le risorse bergamasche del Pnrr

L’ente e le Fiamme Gialle collaboreranno per controllare le imprese che partecipano alle gare d’appalto gestite dalla Centrale Unica di Committenza, così da evitare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata

Bergamo. Tutelare la legalità degli appalti relativi alle opere pubbliche che, nella Bergamasca, beneficiano dei fondi del Pnrr. È questo lo scopo principale del protocollo d’intesa firmato dal presidente della Provincia Pasquale Gandolfi e dal comandante provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo Marco Filipponi.

La Provincia è infatti la stazione appaltante per 111 Comuni del territorio: sono i suoi uffici che predispongono i bandi, che preparano le gare d’appalto e che, infine, assegnano i lavori in base alle offerte ricevute. La collaborazione tra l’ente e le Fiamme Gialle nasce proprio per vigilare sulle imprese che partecipano a queste gare attraverso controlli accurati al fine di garantire che i fondi pubblici non vengano utilizzati in maniera impropria. Scambio di dati e controlli incrociati sui vari soggetti quindi, nella consapevolezza che appalti per svariati milioni di euro, come ad esempio quello per la variante di Cisano (50 milioni), attirano l’attenzione di realtà spesso colluse con il crimine organizzato.

“Il 21 marzo è stata la giornata dedicata alla memoria delle vittime della mafia – ha dichiarato il presidente Gandolfi -. La nostra provincia purtroppo non è esente dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, basti pensare ai diversi sequestri di immobili effettuati dalle forze dell’ordine perché appartenenti alle cosche”. Parliamo di circa 150 tra ville, case, garage, aziende ubicati in 40 comuni della Bergamasca.

“Per noi è molto importante godere del supporto della Guardia di Finanza in queste delicate operazioni che riguardano la partecipazione ai bandi e l’assegnazione dei lavori – prosegue Gandolfi – Ci consente di verificare la trasparenza e l’idoneità dei soggetti interessati”.

Il comandante Filipponi sottolinea: “Questa intesa permette di intercettare i casi di frode, corruzione conflitti di interesse e duplicazione di finanziamenti. Il “fulcro operativo” della collaborazione prevede che la Provincia di Bergamo comunichi al Comando Provinciale della Guardia di Finanza informazioni e notizie circostanziate ritenute rilevanti per la repressione di irregolarità, frodi ed abusi di natura economico-finanziaria di cui sia venuta a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni di monitoraggio e controllo, segnalando eventuali dati utili”.

Sulla scorta degli elementi acquisiti le Fiamme Gialle potranno, con autonome attività di analisi, orientare e rafforzare l’azione di prevenzione, ricerca e repressione degli illeciti economici e finanziari in danno del bilancio della Provincia di Bergamo, dello Stato e dell’Unione Europea.

“Il protocollo testimonia la sinergica sensibilità e l’impegno degli attori istituzionali firmatari, affinché sia garantito che l’opportunità rappresentata dalle ingenti risorse assegnate possa dispiegarsi in maniera efficiente, corretta e tempestiva, in ciò conseguendo gli auspicati obiettivi di consolidamento, crescita e sviluppo economico del Paese che il Piano stesso si prefigge di raggiungere, in una cornice di legalità e sicurezza, a salvaguardia di cittadini, imprese e lavoratori”, conclude il comandante.

I fondi del Pnrr arrivati nella Bergamasca sono ingenti: il bilancio 2023 in conto capitale ammonta a 106 milioni di euro. Oltre alla variante di Cisano, parecchio denaro servirà per interventi di edilizia scolastico: più di 10 milioni per realizzare quattro palestre, più di 20 per altri interventi sugli edifici scolastici.