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Insulti e stalking al leghista Invernizzi, ora la militante chiede scusa: “Ho sbagliato, chiudiamo questa storia”
Stella Bartolo, a sinistra, e Cristian Invernizzi

Tutto era nato da un post su Facebook, che aveva fatto sbottare l’ex parlamentare e l’aveva costretto a dare mandati ai propri legali di tutelare la sua persona. Ora il dietrofront della donna

Erano gli ultimi giorni prima delle elezioni regionali, ma il nome di Cristian Invernizzi, più che nelle pagine della politica, era finito nelle cronache rosa: l’ex parlamentare bergamasco della Lega era stato coinvolto suo malgrado in una vicenda dai contorni oscuri, scoppiata sui social e subito salita alla ribalta nazionale.

Lui stesso aveva sbottato su Facebook, denunciando la situazione persecutoria: “Da oltre un anno sono oggetto di insulti, minacce e ricatti da parte di una persona che ho accolto nella mia vita come ho fatto con molti di voi: condividendo ideali, amicizia, riflessioni. – aveva scritto – Ho dato ai miei legali il mandato di avanzare ogni azione necessaria per tutelare la mia reputazione, quella del partito di cui faccio parte e, soprattutto, la serenità e la sicurezza delle persone a me care”.

Il riferimento era alle azioni di una militante romana della Lega con la quale, a suo dire, non erano bastati “il dialogo, la comprensione e la tolleranza, per spegnere l’escalation di insulti e molestie di cui sono oggetto, anche pubblicamente, da qualche mese”.

Il suo sfogo era nato in risposta a un altro messaggio lanciato sempre su Facebook dalla donna: “Hai detto ai colleghi deputati che ero solo un giochino erotico! Beh, per farli parlare ancora oggi, sto giochino si vede ti è piaciuto molto. Cosa volevi ottenere a dire a tutto il Parlamento che io ero la tua ‘amante’ e che a Bergamo avevi la fidanzata ufficiale? Io non sapevo che tu fossi fidanzato, visto che ho le chat dove ti dichiari single”. Poi altre frasi pesanti, concluse con un “stamme bene” accompagnato da un punto esclamativo.

Ora la vicenda, dopo un mese e mezzo di silenzio, si arricchisce di una nuova puntata. Perché Stella Bartolo, questo il nome della militante, ha deciso di farsi avanti con una lettera aperta indirizzata a Invernizzi e inviata anche ai giornali, dove sostanzialmente invoca il perdono.

“Il 2 febbraio scrissi un post su Facebook indirizzato al Cristian – ricorda -. Pubblicato solo per pochi minuti e subito rimosso perché tale post non voleva offendere nessuno se non indurre alcuni personaggi che in quel periodo mi avevano presa di mira a lasciarmi in pace. Infatti era un po di tempo che ricevevo telefonate e messaggi dove veniva messa in dubbio la mia reputazione in ambito politico. Sconfortata dalle notizie insistenti che mi vedevano oggetto di scherno e in preda al panico e all’emotività della forte pressione psicologica a cui ero sottoposta ho scritto due righe pubbliche per tentare di arginare il problema. Il post è stato rimosso pochi minuti dopo proprio perchè non presentava intenzione di diffamare nessuno o di farlo leggere ad altri.
Sfortuna volle….o dovrei dire cattiveria e malvagità…. che trovandoci noi sotto elezioni (da lì a pochi giorni si sarebbero svolte le regionali) qualcuno ( di cui oggi conosco nome e cognome) ebbe la folle idea di strumentalizzare una vicenda privata…. fece screenshot del mio post e contattò un giornalista chiedendo di pubblicare il mio post su una testata nazionale. Da lì a breve la notizia rimbalzò in tutta Italia sottoponendo me e il Cristian a una vera e propria gogna mediatica”.

“Io ad oggi ho dovuto cambiare vita – continua -, allontanarmi in modo definitivo dalla politica (cosa che amavo e che facevo da 20 anni) cambiare giro di amicizie…evitare uscite e luoghi dove mi conoscono e ho forti ripercussioni sul lavoro e sulla vita privata e familiare. Con uno stress fortissimo che ha abbassato la mia qualità di vita. Ricevo ad oggi ancora minacce ed insulti da chi si è schierato dalla parte di terzi con vicende che poco hanno a che fare con tutto ciò. Premesso quanto sopra è anche giusto che io porga le mie SCUSE PUBBLICHE al Cristian e alla sua famiglia…scuse che volevo scrivere io a parole mie perché sentite e sincere e non perché imposte e preconfezionate da qualcuno o dalla paura di aver commesso seppur in buona fede un errore.
Cristian ti chiedo sinceramente perdono. Capisco cosa stai passando essendo ciò che sto vivendo anche io ma ti chiedo da persona intelligente onesta e responsabile quale sei di chiudere questa brutta questione e non dare modo a qualcuno di poter ancora strumentalizzare me e la mia emotività. Se accetti le scuse userò quello che ho imparato in questo mese per aiutare associazioni che si occupano dei più deboli e per diffondere tramite scuole, chiese, enti ecc il pensiero che i social non sono come il diario segreto e che non vanno MAI usati per veicolare messaggi privati. E questo vale in primis per me stessa”.