L’ex Atalanta Gosens si laurea in psicologia: “Voglio aprire uno studio per aiutare altri atleti”
Il centrocampista tedesco ha le idee chiare su quello che vorrà fare a fine carriera: “Da professionista che ha dovuto affrontare l’ansia, la pressione o problemi simili posso essere un valido aiuto”
Di anni ne ha solo 28, ma Robin Gosens non vuole farsi trovare impreparato per quando arriverà il suo momento di appendere gli scarpini al chiodo e di crearsi una nuova vita dopo quella da calciatore professionista.
Il centrocampista tedesco, ex Atalanta e oggi all’Inter, ha infatti le idee chiarissime sul suo futuro: vuole aprire uno studio di psicologia per aiutare gli atleti a gestire l’ansia o la pressione.
A svelarlo è stato lui stesso tramite i propri profili Instagram e LinkedIn, annunciando di aver concluso dopo quattro anni gli studi in Psicologia e di aver conseguito la tanto desiderata laurea.
“Finalmente dopo quattro anni di duro studio ce l’ho fatta: Laurea in Psicologia — ha scritto Gosens —. È stato un percorso lungo che mi è costato tanto sudore ed energia perché ovviamente il calcio e la mia famiglia hanno i ruoli principali nella mia vita. Nell’ultimo anno di studi è anche nato nostro figlio, il più grande dono sulla terra, e questo non mi ha realmente permesso di avere più tempo per studiare. Di recente un caro amico mi ha chiesto come faccio a gestire tutto questo. Bella domanda, in effetti. Credo che siano i sogni, gli obiettivi di vita che continuo ad avere. Sono come un motore interiore che mi spinge. Ma è anche la passione, la passione per le cose. Ma soprattutto la grande fortuna di poter scegliere le cose che voglio fare. Considero un grande privilegio realizzare progetti che nessuno mi ha imposto. È da qui che nasce la motivazione, credo”.
Poi Gosens spiega meglio il suo sogno per il futuro: “Aprire uno studio dopo la mia carriera in cui aiutare gli atleti a gestire l’ansia, la pressione o problemi simili. Ecco perché l’argomento della mia tesi di laurea è stato: confronto tra il livello di resilienza di atleti professionisti e non professionisti.
Grazie al mio background di atleta professionista che ha dovuto affrontare problemi simili durante la sua carriera e alle basi teoriche acquisite con i miei studi, posso essere un valido aiuto – ne sono convinto. È questo sogno che mi ha accompagnato durante gli studi. La volontà di trasmettere in seguito le mie conoscenze e di aiutare le persone nel migliore dei casi. E anche se non sono ancora alla fine, perché mi mancano ancora alcuni passi per realizzare il mio sogno, le basi sono state gettate”.
Poi le considerazioni finali: “Sognare vale la pena, davvero. Quindi, sognate e lasciatevi guidare da questi sogni. Nessuno dice che si realizzeranno da soli. È sempre un lavoro duro. Ma ne varrà la pena. I problemi psicologici sono ancora un argomento tabù non solo nel mondo del calcio, ma nell’intera società, e sono afflitti da troppi stigmi. Si può funzionare come persona a lungo termine solo se si ha la testa sgombra. Quindi, se non lo è, bisogna cercare aiuto. Questo è un segno di vera forza. Coloro che non lo capiscono sono l’opposto: deboli”.


