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“Le fabbriche pensanti” illuminano Bergamo nell’anno della Capitale

Una mostra e un ciclo di attività multimediali per avvicinare i cittadini al mondo della filiera e dell’innovazione del design volute da DimoreDesign, sviluppata da MULTI e Associazione Marketing +39, con la curatela di Davide Pagliarini e il patrocinio di ADI-Associazione per il Disegno Industriale

Bergamo. Le fabbriche pensanti. Ed è proprio il caso di dirlo. Bergamo continua ad essere foriera di iniziative, innovazione e ricerca, facendo della progettualità e della modernità di pensiero la sua marca. Non solo dunque una terra del fare, ma anche e soprattutto del pensare.

Un Dna innovativo, questa la mission dell’iniziativa voluta da DimoreDesign, sviluppata da MULTI e Associazione Marketing +39, con la curatela di Davide Pagliarini e il patrocinio di ADI-Associazione per il Disegno Industriale. Grazie al prezioso supporto di ABB Top Partner di progetto, delle aziende Main Partner Brembo, Effearredi, GruppoAzimut e Magnetti Building del Gruppo Grigolin, oltre a Alias, Flos e Pedrali. Il progetto è stato finanziato dal Comune di Bergamo tramite il Bando contributi a sostegno di progetti per Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. Con il contributo di CCIAA Bergamo, Confindustria Bergamo e Regione Lombardia. E il sostegno di Fondazione Cariplo insieme a Fondazione della Comunità Bergamasca e Fondazione della Comunità Bresciana. 

Una rassegna, una progettualità che racchiude tantissime iniziative, che porta con sé sì uno scopo celebrativo ma non fine a se stesso, piuttosto che mira e si fa guida con una finalità divulgativa attiva e forte, legata appunto al racconto delle eccellenze manifatturiere della terra bergamasca.

Design è infatti sinonimo di progettualità, di ricerca e di innovazione; è prodotto, è arredo, è manifattura, è città, ma soprattutto è storia. Ripercorrere la storia del design attraverso i suoi protagonisti significa valorizzare un intero settore, svelarne i processi creativi. Significa entrare nel vivo di un racconto trasversale in grado di mostrare inediti tasselli della contemporaneità e della cultura d’impresa.

Bergamo e Brescia, territori confinanti che condividono caratteristiche e punti di forza del tessuto creativo e produttivo, si inseriscono nel panorama del design industriale italiano come protagoniste dell’innovazione, grazie ad aziende e prodotti che hanno fatto la storia nel mondo dell’industria e della vita di tutti i giorni.

Se scoprire la storia di Bergamo e Brescia, mai come nell’anno della Capitale, attraverso il design consente di comprenderne appieno il capitale industriale e progettuale, il modo migliore e più oggettivo per farlo è rivivendo le eccellenze bergamasche e bresciane che si sono aggiudicate nel corso degli anni il Compasso d’Oro, il più antico e autorevole premio di design a livello mondiale, ideato da Gio Ponti nel 1954 con lo scopo di mettere in evidenza il valore e la qualità dei prodotti del design italiano allora ai suoi albori.

Dalla prima edizione ad oggi, ben 32 prodotti realizzati dalle aziende dei territori di Bergamo e Brescia si sono aggiudicati il Compasso d’Oro, confermando la vocazione innovativa dell’eterogenea produzione manifatturiera delle due città. A questi 32 Compassi d’Oro se ne aggiunge un 33esimo: il simbolo della Regione Lombardia, disegnato da Bob Noorda, Roberto Sambonet, Pino Tovaglia e Bruno Munari.

Così nasce e così si sviluppa il progetto Le fabbriche pensanti. Storie di Compassi d’Oro da Bergamo a Brescia, che comprende una mostra con tutti i Compassi d’Oro, in uno speciale allestimento in Sala delle Capriate nel cuore di Città Alta a Bergamo, a Palazzo della Ragione, un ciclo di talk Future of, una pubblicazione editoriale cartacea e un podcast a puntate.

Gli interventi

Così il sindaco Giorgio Gori: “Oggetti vincitori di un Compasso d’Oro, pensati dall’industria bergamasca e bresciana. Questa iniziativa si inserisce perfettamente in capitale della Cultura, precisamente nella sua marca Città che Inventa, che è il cuore dell’iniziativa. Mi sembra molto interessante porre l’accento sul design, che è progettualità e innovazione, infatti racconta l’aspirazione della nostra terra. A volte si ha l’idea che la manifattura abbia poco di pensato e il fatto che Giovanna Ricuperati, anche Presidente di Confindustria, ci abbia dedicato tempo e dedizione, la dice lunga sulla sua visione: la frontiera sulla quale dobbiamo collocarci è certamente quella dell’innovazione, per valorizzare il fare e affrontare una competizione internazionale. Fin dalla loro genesi, i Compassi d’Oro sono stati lo strumento per riconoscere il meglio del valore aggiunto e la loro mostra altro non è che  un’indicazione di rotta, non solo un’esposizione fine a se stessa. Bergamo e Brescia sono poli di industria culturale e creativa ed è bene sottolineare che c’è anche questa espressione di arte. Credo sia di grande volontà e importanza sottolineare questa iniziativa, proprio per la filosofia che porta con sé”.

“Questa è la celebrazione della cultura d’impresa – spiega l’assessore Nadia Ghisalberti -, che fa dell’innovazione il suo punto di forza per superare le crisi. Compassi d’Oro è un’iniziativa che ha portato ad una premiazione, quella di un oggetto, di uso quotidiano, frutto della produzione industriale, realizzato in maniera eccellente e innovativa. Questa mostra è la scoperta di un patrimonio che qualifica la nostra Capitale. Dal 1957 ha continuato a pensare e a realizzarli, infatti già nel 2021 erano 29. Abbiamo individuato nello spazio espositivo del Palazzo della Ragione, il nostro luogo più prestigioso, che sarà la sede di questo allestimento. Il progetto prevede anche un catalogo multimediale che racconta sì gli oggetti, ma anche la loro storia contestualizzata del territorio, voluta anche per formare la consapevolezza e la conoscenza”.

In questo racconto non poteva mancare la Camera di Commercio, nella figura del suo segretario generale Paola Esposito: “Il perimetro entro il quale siamo stati chiamati a ragionare è appunto il concetto di Città Illuminata. La nostra piccola idea si lega ed è complementare a questa iniziativa, del resto tanti sono i modi per declinare la cultura d’impresa e sono stati inseriti in questo canestro di idee. Auspichiamo le massime contaminazioni, prolungate ovviamente nel tempo”.

Simona Bonaldi, vice presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca: “Al centro del fare della Fondazione ci sono le persone e il loro benessere. Questa la mission e la filosofie sottese alla mano che muove il nostro fare. L’impegno e il lavoro vanno dunque sempre in questa direzione. Per queste ragioni, non potevamo non sostenere un progetto di questa portata, così prestigioso, anche perché rappresenta la sintesi perfetta del valore della cultura del lavoro. Mi sono quindi ritrovata molto vicina a questa iniziativa, che parte dalla storia per proiettarsi verso il futuro. La Fondazione guarda oltre, con una visione e uno sguardo lontano nel tempo, con sensibilità e quotidianità. Nell’anno della Capitale, abbiamo quindi scelto di esserci, sostenendo i principali progetti, condividendo le proposte, sempre con grande forza, animati dalla volontà di costruire il domani, con una progettualità anche legata al mondo della cultura industriale manufatturiera”.

E poi è la volta della regista, del deus ex machina del progetto, Giovanna Ricuperati: “Il nostro è un territorio che innova, che produce, ma che lo fa in chiave altamente progettuale. Con grande attenzione alla funzione e al tempo stesso alla forma. In questo senso non ci sentiamo secondi a nessuno rispetto alla capacità di progettare che è stata e sempre più si conferma valore aggiunto e vantaggio competitivo per territori a vocazione manifatturiera come quelli di Bergamo e Brescia. Il prodotto “bello” deve funzionare, deve facilitare, deve innovare: a testimonianza della qualità made in Bergamo e Brescia. Usciamo dallo stereotipo del solo saper fare: il nostro è un saper progettare, le nostre sono appunto, Fabbriche Pensanti”.

“Siamo partiti dal 1994, con l’apertura delle Dimore Storiche. Da lì siamo arrivati al 2011 e lì ci siamo chiesti come potessimo fare sintesi tra le stesse e i progettisti internazionali. Installazioni forti e interessanti e incontri: un percorso partecipato e interessato che, negli anni, ha dato grandi risultati: questo quanto siamo riusciti a creare e questo è quanto orgogliosamente abbiamo costruito. Nel 2019 ci siamo allargati, coinvolgendo Brescia e Bologna. Poi è arrivato il Covid. E ci siamo chiesti cosa potessimo fare. Utilizzando una modalità digitale, presa ad esempio i servizi del New York Times sulla pandemia, siamo riusciti a costruire un percorso che abbiamo offerto, in 40 puntate, a tutte le scuole. Per l’anno della Capitale abbiamo subito pensato ai Compassi d’Oro, affidando l’iniziativa al pensatore e artista Davide Pagliarini, il curatore. La volontà è stata quella di celebrare il tutto con un’installazione che, però, non è solo fine a se stessa, ma continuamente in divenire. Siamo un territorio manifatturiero e molto avanzato, e questo è l’esempio di come le nostre realtà non siano mai fermate, ma, al contrario, continuino ad innovare. Come? Anche con i progetti attraverso il design, in forma sostenibile e bella. Forma, funzione, eccellenza produttiva. E, in questo senso, i Compassi d’oro ne sono proprio l’esempio”.

Il progetto

Mostra

Una “casa” del design, verniciata di rosso rubino con testi e icone in bianco e oro, per richiamare i colori del Compasso d’Oro, è allestita nella Sala delle Capriate a Palazzo della Ragione, nel cuore di Città Alta, dal 24 marzo al 4 giugno 2023. I 32+1 vincitori del Compasso, protagonisti dell’esposizione, sono distribuiti lungo un percorso liberamente sviluppato all’interno e all’esterno di questa grande “domus” a patio, con lati ora chiusi e ora aperti, per offrire punti di vista curiosi e prospettive inedite dei loro diversi aspetti: dalla progettazione alla scelta dei materiali di produzione, dal disegno al prodotto, sia “scomposto” che nella sua versione finale. L’allestimento, progettato e curato da Davide Pagliarini, prevede percorsi interattivi per incuriosire i visitatori e valorizzare ogni prodotto.

Ciclo di talk “Future of”

Alla mostra si affianca un programma di incontri sulla cultura d’impresa, ispirati alle filiere manifatturiere a cui appartengono le aziende vincitrici dei Compassi d’Oro di Bergamo e Brescia.

Dedicati al “Future of del design e della manifattura”, i talk si terranno tra giugno e ottobre 2023 e saranno suddivisi tra i temi legati ad arredo e design, meccatronica, energia, edilizia sostenibile, puntando a riscoprire la forza generativa della creatività del passato e a tracciare la linea dell’evoluzione futura, che coinvolge i materiali, i processi, la funzionalità e la forma.

Programma editoriale multimediale

I percorsi, la mostra, gli interventi, le manifestazioni si tradurranno in un progetto editoriale diffuso che prevede la pubblicazione di un “libro del design” (dedicato agli oggetti esposti nella mostra, con riferimento alla storia e al contesto, suddiviso in una parte dedicata alla dimensione pubblica del design e una seconda agli interni domestici), oltre a un podcast a puntate, con interviste ai protagonisti del percorso, ad aziende, designer, storici e critici del design, disponibile sulle principali piattaforme audio.