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Case Green, Pesenti (Ance): “Obiettivo ambizioso ma condivisibile per l’Italia”

“In Italia su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni risultano particolarmente energivori e non sono in grado di garantire le performance energetiche richieste dalla ‘Direttiva case green'” spiega Pesenti

Il Parlamento europeo approva la direttiva case green che prevede la classe energetica E entro il 2030 e la classe energetica D entro il 2033 per gli edifici residenziali. L’obiettivo della direttiva è di agire prioritariamente sul 15% degli edifici più energivori, che andranno così collocati dai diversi paesi membri nella classe energetica più bassa, la G.

“Senza dubbio, e lo abbiamo più volte sottolineato, gli obiettivi ambiziosi della direttiva europea sono condivisibili, soprattutto in Italia, dove il patrimonio immobiliare è vetusto e ha necessità di una riqualificazione non solo energetica, ma anche antisismica e dove è indispensabile lavorare per uno sviluppo sostenibile del territorio. È chiaro però che il problema è quello degli strumenti con cui attuarli e che devono essere adattati alla specifica realtà, perché è impossibile pensare ad una transizione che gravi solo sulle famiglie”. Così Vanessa Pesenti, presidente Ance Bergamo e vicepresidente nazionale con delega in materia economico, fiscale, tributaria.

“In Italia su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni risultano particolarmente energivori e non sono in grado di garantire le performance energetiche richieste dalla ‘Direttiva case green’ – spiega Pesenti -. Il tema, quindi, rimane quello relativo alle misure fiscali. Basti pensare che la direttiva europea impone un ritmo di riqualificazione di circa 180.000 edifici all’anno, in pratica un dato simile a quello raggiunto negli ultimi due anni con Superbonus e cessione del credito, non paragonabile certamente ai numeri fino al 2019, quando gli edifici riqualificati erano inferiori ai 3000″.

La presidente Ance ribadisce: “I bonus per l’edilizia rappresentano lo strumento principale per il conseguimento della transizione ecologica, perché sono strettamente collegati ad un interesse pubblico collettivo, rappresentato da temi fondamentali come la sicurezza, la salubrità, la vivibilità delle nostre case. Ci auguriamo che, dal confronto che il Governo ha attivato anche con la nostra associazione, emerga l’indispensabilità di ritenere i bonus elemento centrale della prossima riforma fiscale, anziché considerarli esclusivamente un ‘costo'”.

Gli incentivi dovrebbero quindi essere stabilizzati. “Così da premiare, a regime, chi investe nell’efficientamento e nella sicurezza della propria abitazione – conclude Pesenti -. Ribadiamo nuovamente che, anche per attuare la direttiva, abbiamo bisogno di una riforma che favorisca politiche e progetti di rigenerazione urbana di lungo periodo, quindi con agevolazioni di carattere strutturale in grado di sostenere, nella realizzazione degli interventi, anche i soggetti a più bassa capacità reddituale”.