Giornata vittime Covid, al Donizetti il “Requiem”
L’appuntamento è sabato 18 marzo
Bergamo. La recente pandemia che ha colpito il nostro territorio è stata tra gli eventi più tragici vissuti dalla nostra città e dalla nostra provincia nella loro lunga storia. Tanti nostri concittadini hanno perso la vita. La memoria di quelle vittime è dunque oggi un nostro dovere. Un dovere di compassione e di civiltà per chi non c’è più e per chi ha perso i propri cari.
Per questo nella Giornata Nazionale in memoria delle vittime di coronavirus la Fondazione MIA proporrà in collaborazione con il Comune di Bergamo e la Fondazione Teatro Donizetti l’esecuzione del “Requiem” di Cristian Gentilini, maestro di cappella della Basilica di Santa Maria Maggiore,scritto nel 2020 durante il lockdown e prima ondata del covid 19 che in particolar modo ha colpito Bergamo e la sua provincia. L’appuntamento è sabato 18 marzo alle 21 al teatro Donizetti, a Bergamo: l’ingresso è gratuito con prenotazione alla biglietteria del Teatro Donizetti biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org – tel. 035.4160 601/602/603.
Si tratta di una ampia composizione in forma di Oratorio per soli, coro, ottoni, percussioni e organo.
La prima esecuzione è avvenuta il 6 novembre del 2021 proprio nella Basilica di Santa Maria Maggiore in una serata di grande cordoglio e commozione che ha convinto le istituzioni a ripetere l’opera proprio in occasione di questa importante commemorazione nazionale nel più importante teatro della nostra città, il teatro dedicato a Gaetano Donizetti, al quale la MIA è profondamente legata, perché il talento di questo straordinario musicista è fiorito proprio tra le mura della Basilica di Santa Maria Maggiore.
Agli otto solisti della Cappella Musicale – Alessandra Gardini, Francesca Longa, Marta Fumgalli, Oh Hyun Jung, Matteo Magistrali, Paolo Borgonovo, Piermarco Viñas, Filippo Maria Tuccimei – si affiancheranno 6 strumentisti del Conservatorio Donizetti di Bergamo (Simone Pellegatta, Andrea Terzi, Lorenzo Pandolfi, Lorenzo Cornolti, Francesco Valastro e Giulia Cortesi) e un grande coro di quasi 100 coristi provenienti da 25 cori dell’USCI Bergamo.La voce recitante sarà dell’attore Michele Marinini e all’organo il titolare del grande organo Vegezzi-Bossi della Basilica Roberto Mucci. La direzione musicale anche questa volta è affidata al maestro Filippo Maria Bressan.
La partitura e l’ascolto dell’Oratorio Requiem di Cristian Gentilini sono illuminati da tre elementi portanti. Il primo è la sofferenza che la solitudine e l’isolamento portano al cuore dell’uomo: del compositore prima e poi dell’ascoltatore. Ma anche la sofferenza di chi di fronte al contagio si è trovato spiazzato ed inerme; di chi nel contagio si è trovato ad affrontare una improbabile guarigione nell’isolamento più totale di un reparto blindato; di chi si è visto strappare i propri cari dalle mura domestiche per riaverli, annichiliti nella cenere, dopo qualche settimana. Il secondo è il silenzio che è parte integrante di quest’opera. Il terzo è l’abbandono fiducioso di chi ha compreso che, nella Provvidenza che tutto dispone al bene, anche questo evento storico così tragico ha un senso, e ha intuito che la morte non è l’ultima parola, perché anche alla morte Dio ha posto rimedio con la risurrezione del suo Figlio Gesù.
La musica ci viene in soccorso, a distanza di tre anni da quei giorni difficili, nel tentativo di trasformare il dolore di allora in una riflessione e in un’esperienza di comunità, in una preghiera universale che trascende il contesto religioso. Perché è anche attraverso la memoria che quelle persone continuano a esistere tra noi.
L’evento rientra nel significativo e corposo palinsesto di iniziative, che mettono la cultura e la produzione culturale al centro del processo di memoria e di rielaborazione, “la cultura come cura”, come scritto nel progetto di Bergamo e Brescia 2023.


