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Palazzetto dello Sport, la Lega: “Così le società non avranno un posto dove giocare”

La minoranza, con tre ordini del giorno, chiede la rivalutazione del progetto della nuova Gamec. Rovetta: “Sulla nuova struttura nell’area del PalaCreberg il comune dà delle tempistiche che sa benissimo non riuscirà a rispettare”

Bergamo.Il tema palazzetto dello sport arriva nel consiglio comunale straordinario di Bergamo che si è tenuto lunedì (13 marzo). I consiglieri della Lega hanno presentato tre ordini del giorno per fare chiarezza sulla situazione che costringerà Volley Bergamo 1991 e Agnelli Tipiesse Bergamo a fare le valigie almeno per un anno trasferendosi fuori città e forse addirittura fuori provincia, in attesa che il nuovo palazzetto che verrà costruito dove attualmente sorge il PalaCreberg. Con l’arena di Chorus Life sullo sfondo.

“Una questione che accende gli animi della città e con ripercussioni importanti sulla vita culturale e sportiva, che riguarda il futuro delle sqaudre di volley e basket”, apre il consigliere Alessandro Carrara, segretario cittadino della Lega, “la conversione del Palazzetto avrebbe reso difficile la pianificazione sportiva, considerando anche i costi insostenibili dell’arena di Chorus Life. Il cambio di location rischia di mandare in fumo i traguardi sportivi raggiunti nelle ultime due stagioni. Cittadini e tifosi hanno effettuato una raccolta firme, chiedendo la temporanea sospensione del palazzetto in un museo, dimostrando il coinvolgimento dietro la questione. Anche culturalmente le scelte non premiano la cultura, peraltro proprio in quest’anno. Il progetto così pensato e strutturato a Chorus Life risulta inadeguato sia per spettacoli di taglio grande sia medio/piccolo. Una scelta poco strategica e lungimirante che mette in difficoltà troppe realtà.

Chiediamo dunque di rinviare per il periodo necessario alla realizzazione del nuovo Palasport la rigenerazione urbana dell’attuale Palazzetto dello Sport oggi concesso in uso alle squadre sportive, valutando con maggiore attenzione la congruità dell’operazione in ordine e relazione ai costi/benefici dell’iniziativa; rivalutare la scelta della location ove erigere il nuovo Palasport (attuando ove necessario delle compensazioni sul territorio onde evitare un aumento del consumo del suolo), nonché valutare altre alternative coinvolgendo se del caso anche dei soggetti privati eventualmente interessati e disponibili a realizzare, su terreni di loro proprietà, tale nuova opera, mantenendo così in uso per la cittadinanza il Teatro Palacreberg; valutare con maggiore attenzione i maggiori costi, rispetto a quelli stimati, che potrebbero generarsi a seguito della demolizione del Palacreberg, stante la presenza di possibili materiali tossici, quali ad esempio amianto; studiare una nuova soluzione, se necessaria, per la collocazione della nuova Gamec, valutando tuttavia le concrete conseguenze dei costi e spese che un’eventuale nuova struttura museale determinerà inesorabilmente sulle casse cittadine negli anni a venire”.

Prende successivamente la parola LuisaPecce, consigliera della Lega, che presenta i suoi due ordini del giorno: “I punti focali sono il vecchio palazzetto, l’intervento del Chorus Life e l’abbattimento del PalaCreberg, tre temi interconnessi. Il consiglio comunale nel settembre 2018 ha votato all’unanimità un ordine del giorno a prima firma Deligios che proponeva un tavolo operativo tra Comune, Groupedil e società sportive per una più attenta disamina e condivisione dei contenuti dello schema di convenzione per l’utilizzo dell’Arena. Ordine del giorno che non è stato applicato” evidenzia, ribadendo successivamente che con la demolizione del PalaCreberg “viene abbattuto un teatro e sostituito con un’arena, che sono due cose diverse”.

“Nell’anno di BgBs23, anno della capitale della cultura, sembra opportuno salvare dalla furia iconocastica il teatro PalaCreberg, dopo che il Duse, il Rubini, il Nuovo e l’Arlecchino sono spariti e dopo che solo per il rotto della cuffia si è salvato il Teatro Sociale grazie all’attivismo locale di Raffaella Bordogna e all’attività di parlamentare di Luciana Frosio Roncalli, che reperì i fondi per restaurare lo storico teatro ormai con il tetto sfondato. Sembra quindi quanto mai appropriato indire in città un referendum consultivo riguardo alla decisione di abbattere il Palacreberg: chiedo richiedere al Sindaco di indire, con i tempi suggeriti dall’urgenza, un referendum consultivo sulla scelta di abbattere il Palacreberg con il seguente quesito: ‘Siete favorevoli, come cittadini di Bergamo, all’abbattimento della struttura di proprietà comunale identificabile come Palacreberg, teatro oggi perfettamente funzionante e a norma, per far spazio alla costruzione di un nuovo palazzetto dello sport?'”.

“Il Pala Intred ora è a norma. Il Comune di Bergamo infatti si è sempre prodigato con lavori di manutenzione anche importanti per poterne mantenere l’agibilità tanto è vero che ad oggi i posti a sedere sono 2250 e all’interno della struttura ci sono anche una sala per la scherma, sala video, sala pesi, sala massaggi, magazzini ecc. Peraltro le tribune, particolarmente vicine al campo centrale, sono funzionali e amatissime dalla tifoseria. Nei passati consigli comunali avevamo discusso un’arena pubblica, invece ce ne troviamo una privata di 10.000 mq ad uso pubblico e una palestra di 3.000 mq eliminata. Ci sono i circa 7 milioni per la costruzione del palazzetto nuovo su area Palacreberg ma, allo stato attuale, a costo di perdere un teatro. La monetizzazione poi non sembra essere adeguatamente sostitutiva delle precedenti soluzioni pubbliche interne all’area di Chorus Life che erano stato motivo primario e centrale per favorire l’intervento”.

“Sono dunque necessari alcuni aggiustamenti nelle compensazioni per non beffare la città e l’Amministrazione, invita pertanto il sindaco e la giunta, a prevedere nel nuovo atto integrativo dell’Accordo di programma relativo a Chorus Life: che l’area rimasta libera dalla palestra comunale resti area pubblica; che la nuova fermata della Tramvia delle valli, potenziata e progettata in funzione dell’intervento urbanistico in atto, rientri negli oneri di Chorus Life; che la revisione della viabilità per trovare le soluzioni ottimali su temi come nuova rotonda e attraversamento problematico della tramvia, tenga anche conto di una condivisione con la città ed il quartiere”.

Dopo la presentazione dell’ordine del giorno della maggioranza a firma del sindaco Giorgio Gori, DaniloMinuti (Bergamo Ideale) ha preso la parola in risposta incentrandosi sui temi sportivi: “Quando fu presentato Chorus Life, fu presentato come un progetto complesso, ma soprattutto come la grande risposta allo sport agonistico bergamasco, così fu venduto e così se ne parlò. Un grande centro con palestre per allenamenti e un’offerta commerciale rivolta al mondo sportivo. Già allora in commissione sottolineai che mi sembrava una proposta difficilmente sostenibile, che rischiava di andare a vuoto, perché era un progetto destinato a dare il via libera alla trasformazione del Pala Intred, ma lasciava le società con il cerino in mano. Lo scenario è quello di oggi e mette a rischio le società: non è un semplice anno di attività, ma costi determinati da spostamenti, sponsor e che cambiano la pianificazione. Allora fu sottovalutato questo aspetto, perché si voleva presentare il progetto della Gamec. E oggi ci si trova in questo domino, con una pezza che è peggio del buco, ovvero la sostituzione del PalaCreberg. Aprendo un altro fronte: la trasformazione dell’arena in teatro non è così scontata. E lo dice chi se ne intende, perché il rischio di non trovare copertura economica per grossi eventi, portandoli altrove. Pensiamo a Milano o a Brescia”.

Parola anche a StefanoRovetta (Lega), ex vice presidente del Volley Bergamo 1991 che ha rassegnato le proprie dimissioni nei giorni scorsi: “Speravo che il buonsenso che credevo ci fosse proponesse delle soluzioni agli errori madornali che si stanno facendo e che ricadranno sui cittadini nei prossimi anni. Facile dire trovare un’altra location: dove? Il comune dà delle tempistiche che sa benissimo che non riuscirà a rispettare. Dovete sperare di riuscire a stare nei tempi con i bandi, sperando che l’azienda che vincerà il bando rispetti le tempistiche. Insistete nel sostenere il non sostenibile. A dicembre 2016 siglate l’accordo per l’arena di Chorus Life e della palestrina: nasce una sorta di convenzione, una bozza firmata da comune e privato, che prevedeva 60 giorni all’anno con un weekend alternato. Se aveste ascoltato le squadre, cosa che non è accaduta, nessuna delle vecchie proprietà ha firmato la convenzione e non sono neanche state coinvolte nella progettazione della struttura del Chorus Life. Non è possibile far giocare tre squadra nei weekend, una di basket e due di pallavolo, e un’amministrazione avrebbe dovuto interessarsene. Il buonsenso ormai è definitivamente chiuso, perché l’ordine del giorno presentato stasera lascia il tempo che trova, soprattutto nei passaggi in cui dite che le società erano d’accordo. Siamo tutti contenti del palazzetto nuovo, ma le squadre non sono contente di chiudere: il maschile lo ha già anticipato, il femminile sta cercando di sopravvivere, ma la possibilità di andare in provincia non c’è. L’unica struttura potrebbe essere Treviglio, ma a giugno di quest’anno scade il contratto di gestione e non ci si può impegnare nel programmare la prossima stagione. Se siamo qui a discutere è perchè quel passaggio non è stato fatto. L’opzione sarebbe Gorle, ma servono oltre 400mila euro per mettere delle tribune: abbiamo incaricato persone per fare questi studi, ma sono molto complicati, perché la struttura è stata omologata per 500 persone e portarne 1500 non è così facile. Può essere si vada fuori provincia, ma è un paradosso che Bergamo giochi a Brescia, Monza o Montichiari. Abbiamo sentito anche il basket, relegato in una palestrina alle piscine, con tutte le conseguenze del caso. A volte, sindaco, stare fermi è meglio che fare qualcosa e farla male”.

AlessandroCarrara (Lega) affonda il colpo: “Il sindaco è l’unico firmatario per confermare ciò che aveva già deciso. Le cose sono due: o si vuole autoconvincere dell’errore, oppure sembra una richiesta di aiuto alla maggioranza nonostante la svista che ha caratterizzato la vicenda. Svista perché la cosa è stata gestta come un grande show televisivo per tante questioni cittadine, dove vengono raccontate cose straordinarie ma dietro le quinte rimane nulla. Il pasticcio in corso è certificato dalle persone qui presenti, che testimoniano la contrarietà generale, criticato ampiamente da addetto lavori, cittadini e una grossa fetta politica. Nell’anno della Capitale della Cultura Bergamo perde un teatro, un impianto sportivo e grosse occasioni”.

In seguito è intervenuto Giacomo Stucchi (Lega): “Avete speso parole incredibili, dite di voler sostenere la pratica sportiva, e subito dopo ci troviamo la smentita. Sono valutazioni amministrative ma anche sociali: non sono cause di forze maggiori, ma errori che hanno portato a queste situazioni, che obbligano a portare soluzioni. Non è con un contributo alle squadre che risolve la questione, il problema è anche di immagine della città, di squadre che rappresentano la città e si trovano senza palazzetto. Se c’è buonsenso, si cerca di camminare verso una soluzione ai problemi, e che si assumano decisioni nell’interesse della tutela della comunità. Bisogna ammettere gli errori, mi deprime invece vedere l’ordine del giorno in un contesto civile e democratico, erigendo muri”.

La parola ad Alberto Ribolla (Lega): “Questo è un tema che interessa i cittadini, la gente sente molto le squadre di volley e basket. Le strutture richiedono spese su cui dovrà fare chiarezza e il rischio è di vedere le tre squadre della città non poter più giocare, con l’ipotesi paventata dellla chiusura, visto che non ci sono tempi certi. Le squadre avevano già detto da subito dei costi eccessivi gli spettacoli avranno costi diversi. Il PalaCreberg ha un calendario già definito, cosa che l’arena non ha. Il palazzetto costruito con gli oneri di Chorus Life scompare dalla lista dell’area pubblica. C’era l’opportunità di costruire in zona fiera. Si è dipinto un quadro rose e fuori in un mondo perfetto. Non so se non abbia letto le critiche: d’altronde, ed è paradossale, non è capitato molto spesso che un ordine del giorno firmato come questo fosse presentato direttamente da lei che si auto-impegna a fare delle cose, dimostrazione concreta di autoreferenzialità e di non ascoltare la città”.

Luca Nosari (Bergamo Ideale) ha posto l’accento sull’accordo tra amministrazione e squadre sulla nuova arena di Chorus Life: “Si pensava potesse essere la panacea dei problemi, ma le società non potranno andarci, per costi che una società professionistica non può sostenere. Pare strano che le vecchie proprietà avessero dato un cenno di accordo. Feci un accesso agli atti per chiedere della convenzione, ma non l’ho mai vista”.

Enrico Facoetti (Lega): “La Gamec nasce come un regalo di una fondazione privata alla città e l’idea di ampliare gli spazi espositivi. Del trasferimento se ne parla dal 2010, presentato in amministrazione Tentorio. Quando si insedia il nuovo sindaco, dopo le elezioni, si frena l’operazione. L’amministrazione rifiuta la proposta della fondazione Gamec, che proponevano di farla in via Rovelli agli ex Magazzini Generali, per una scelta unilaterale di cui ora deve rispondere. All’epoca si parlava di 4,5 milioni di euro, oggi si parla di 18. La bravura del sindaco è stata quella di mantenere il contributo di Ubi, ma i costi sono aumentati. Vorrei capire se si può dare una risposta: c’erano delle alternative rispetto al PalaCreberg oppure altri enti si sono proposti? Mi risulta che anche la Fiera di Bergamo si era proposta in questo senso. Qui si rischia di perdere non solo la stagione sportiva, ma anche quella culturale”.

Luisa Pecce (Lega): “Il sindaco ha detto un paio di bugie: prima sull’arena, che in passato era stata definita come una struttura destinata allo sport e non allo spettacolo; Chorus Life se non è più una cittadella dello sport, ma un intervento in cui si fa un quartiere commerciale e residenziale di lusso, senza una grande funzione sociale. Chiedo all’assessore Nadia Ghisalberti perché non dica niente di fronte all’abbattimendo di un teatro”.