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Rubano formaggio e pesce per più di mille euro: in manette un siciliano e un rumeno

I due sabato hanno commesso furti ai supermercati Lidl di via Gusmini, di via San Giovanni Bosco e nel punto vendita di Dalmine

Bergamo. Centoquaranta confezioni di provolone, dolce e piccante, 40 di parmigiano e grana, 20 vaschette di tentacoli di polpo in insalata, varie scatolette di tonno e altrettante di cioccolatini. Una refurtiva del valore di 1.145 euro, più altri generi alimentari per circa 500 euro che sono stati donati in beneficenza perché non riconosciuti come propri dai tre supermercati dov’era stato commesso il furto.

In manette sono finiti F.N, siciliano di 62 anni, ambulante domiciliato a Milano e C.C., rumeno di 47 anni.

Sabato 11 marzo, in tarda mattinata, un carabiniere fuori servizio si trovava nel parcheggio del Lidl di via Gusmini, nel quartiere cittadino di Redona, quando ha notato i due soggetti in atteggiamenti sospetti. Così ha deciso di seguirli: i due, spostandosi con due auto diverse, si sono ritrovati al Lidl di via San Giovanni Bosco. Il militare li ha osservati senza farsi notare, mentre i due entravano ed uscivano dal supermercato. L’ultima tappa della coppia è stata al Lidl di Dalmine, in via Bosco Frati.

Il carabiniere non li ha persi di vista durante tutto il tragitto e nel frattempo ha avvertito i colleghi. Sul posto è arrivata una pattuglia del Norm di Bergamo. Alla vista dei militari, i due uomini sono saliti sulle rispettive auto e sono scappati, prendendo direzioni diverse. La pattuglia ha seguito e fermato il rumeno, mentre il collega in borghese si è occupato del siciliano.

Le due vetture sono state perquisite e all’interno, conservati in contenitori termici, c’erano i pezzi di formaggio, il pesce, il cioccolato.

I due sono stati arrestati con l’accusa di furto pluriaggravato in concorso e lunedì mattina sono comparsi davanti al giudice per l’udienza di convalida.

La difesa degli imputati ha chiesto la non convalida dell’arresto in quanto, secondo la legge Cartabia, il furto è perseguibile solamente in presenza di una querela, che nel caso specifico era stata sporta dai responsabili dei punti vendita e non dal legale rappresentante della Lidl.

Il giudice ha comunque convalidato l’arresto in quanto ha ritenuto legittima la querela ed ha disposto per entrambi il divieto di dimora in Bergamo e provincia. Il processo per direttissima è stato rinviato al 19 maggio.