Intitolare tre vie alle donne: il consiglio comunale si accende
L’intervento della consigliera Oriana Ruzzini che cita il Progetto Adriana scatena la polemica. La maggioranza replica con Francesca Riccardi e poi vota a favore, la minoranza si astiene e Filippo Bianchi (Fratelli d’Italia) si oppone
Bergamo. Un ordine del giorno, promosso dalla maggioranza, per consentire l’intitolazione di strade, piazze o aree pubbliche a figure femminili. Questo il senso del documento presentato in sede di consiglio comunale da parte di Romina Russo per celebrare, anche sotto forma amministrativa, la festa della donna. Come si legge, “a Bergamo, dal 2014 sono state 37 le intitolazioni riservate alle donne, ma è evidente a tutti che il lavoro da fare è ancora molto per recuperare un divario storicizzato nel tempo. Gli sforzi della commissione toponomastica e dell’amministrazione rappresentano un percorso amministrativo volto a valorizzare le tante figure femminili che hanno dato fama alla Città e al Paese.
Lo scopo è individuare ed intitolare, per quest’anno, almeno 3 aree di circolazione o edifici pubblici nell’anno in corso alla memoria di altrettante donne; valutare la modifica del regolamento per la toponomastica al fine di a fare in modo che le intitolazioni d’ora in poi riguardino uomini e donne in modo paritario; a promuovere nelle scuole della città la presente iniziativa al fine di favorire il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse nelle proposte di intitolazione. A coinvolgere il consiglio delle donne, come già avvenuto in passato, perché sottoponga figure femminili alla commissione toponomastica”.
Scatena la polemica l’intervento di Oriana Ruzzini: “La parte più interessante dell’Odg sulla toponomastica è quella sul coinvolgimento dei giovani. A questo proposito è doverosa una menzione al Progetto Adriana, progetto nato per contestualizzare e fare chiarezza sulla figura del fascista Antonio Locatelli, e dedicare la via ad Adriana Locatelli, partigiana che organizzò la banda della Maresana e che subì violenti interrogatori da parte dei nazifascisti.


