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Omicidio Yana, l’ex fidanzato ha confessato il delitto

Dopo due mesi di silenzio ha chiesto di essere interrogato per fornire la propria versione dei fatti: ha ammesso di averla colpita, ma senza l’intenzione di uccidere

Dopo due mesi di silenzio, Dumitru Stratan ha confessato l’omicidio di Yana Malaiko: la giovane di 23 anni, cresciuta a Romano di Lombardia, si era trasferita proprio insieme a lui a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, dove il 20 gennaio scorso si è consumato il delitto.

È stata la Procura di Mantova, in un comunicato, a riferire della svolta avvenuta in carcere, con istanza di interrogatorio avanzata dallo stesso indagato: dopo essersi sempre avvalso della facoltà di non rispondere, in presenza dei suoi difensori nella giornata di mercoledì 8 marzo ha deciso di fornire la propria versione dei fatti.

Accusato di omicidio doloso, aggravato dalla premeditazione e dal fatto di aver agito nei confronti di una persona con cui vi era stata una relazione affettiva, a Stratan viene contestato anche l’occultamento di cadavere, con l’aggravante di aver commesso il fatto per assicurarsi l’impunità del delitto.

Il giovane ha ammesso di aver colpito l’ex fidanzata all’interno della sua abitazione, riferendo però di un solo colpo allo sterno sferrato con l’obiettivo di allontanarla in un momento nel quale i due si trovavano vicini, ma senza l’intenzione di ucciderla: in seguito, sempre secondo il suo racconto, avrebbe lasciato la stanza, senza quindi rendersi conto nell’immediatezza delle conseguenze del suo gesto.

Nessun dettaglio, invece, è stato fornito riguardo l’occultamento di cadavere.

Una versione che non ha convinto la Procura che ha manifestato all’indagato le proprie perplessità, supportate dalle rilevanze investigative sinora raccolte e che appaiono incompatibili con la ricostruzione da lui fornita.