Il Falcone potrebbe essere il primo liceo a insegnare coreano: e riceve la visita del console Kang Hyung Shik
Ha discusso con la dirigente scolastica l’opportunità di attivare alcuni progetti che prevedono anche uno scambio costruttivo tra il liceo linguistico cittadino e la Corea
Bergamo. Nella mattinata di mercoledì 15 febbraio il console generale di Corea Kang Hyung Shik, accompagnato dalla console Kim Jae Hyang, ha visitato il liceo linguistico Giovanni Falcone di Bergamo per discutere di alcuni progetti futuri che verranno attuati all’interno della scuola, favorendo la promozione della cultura coreana nella città di Bergamo. Un incontro propedeutico di azioni ed iniziative che daranno lustro alla città ed anche all’Italia in generale.
Inevitabile l’emozione e l’orgoglio da parte della dirigente scolastica dell’istituto Gloria Farisè, che insieme a professori ed alunni hanno accolto con grande entusiasmo l’arrivo di questa figura molto importante.
Il liceo vanta attualmente un’ampia offerta formativa dedicata alle lingue orientali: infatti, offre da tempo corsi di lingua cinese, giapponese e russa.
Come ha sottolineato Francesco Comotti, professore di lingua giapponese, il coreano andrebbe a completare il quadro dei corsi dedicati alle lingue dell’Asia orientale e sarebbe quindi importante cercare di sfruttare al meglio questa possibilità unica e irripetibile.
A certificare la rilevanza che il liceo assegna alle lingue straniere, la professoressa Elisabetta Corna, responsabile dell’internalizzazione, ha ricordato che al momento sono in corso diversi progetti legati agli scambi interculturali con i Paesi dell’Unione Europea: 25 alunni si trovano attualmente all’estero per un semestre o per un anno e allo stesso tempo l’istituto si occupa dell’accoglienza di studenti stranieri.
L’incontro tra il console e la dirigente scolastica potrebbe dar vita a una serie di progetti comuni, partendo dall’intenzione di introdurre, da settembre 2023, la lingua coreana come corso pomeridiano a scelta libera dello studente, dando anche la possibilità di partecipare a ragazzi di seconda e terza media, qualora fosse di loro interesse.
Nel caso in cui la partecipazione mostrata sarà notevole, in previsione dell’anno 2024/2025 il coreano verrà proposto come lingua di studio ufficiale nella scuola, facendo del Falcone il primo liceo italiano a inserirlo nel proprio programma didattico.
Inoltre il console ha annunciato l’intenzione di avviare un programma di invio di un professore proveniente dalla Corea in Italia, in modo tale che il corso si possa svolgere in maniera producente ed efficace, e ha promesso di fornire dei testi che andranno a comporre una sezione coreana nella libreria del Falcone.
Sul perché della scelta di Bergamo, Kang Hyung Shik ha spiegato: “Bergamo è una città molto importante, dove possiamo trovare un grande patrimonio culturale ed industriale, per questo motivo ritengo interessante una collaborazione. Sono a conoscenza del fatto che è capitale della cultura assieme alla città di Brescia e questo le fa molto onore, è indubbiamente un Paese pieno di bellezze”.
“L’Italia – ha aggiunto – ultimamente è molto importante per la Corea, il prossimo anno si celebrerà il 100° anniversario delle azioni diplomatiche tra questi due grandi Paesi. Attualmente molte aziende coreane hanno sede in Italia, in particolare tra Milano e Roma, per questo motivo la conoscenza della lingua sarebbe ulteriormente utile ai giovani italiani per poter trovare un lavoro. Si spera dunque che l’amicizia tra i nostri Paesi si rafforzi ancora di più in futuro”.
Naturalmente di recente non è passato inosservato l’interesse da parte degli italiani, soprattutto i giovani, nei confronti della Corea, per esempio sempre più in voga sono le skincare, la musica (in particolare il genere k-pop ‘korean popular music’, tra i gruppi più emergenti in Italia troviamo i BTS) e le serie tv coreane, per queste ragioni è aumentato notevolmente anche il desiderio di visitare questa Nazione, famosa soprattutto per le sue architetture moderne.
La speranza è quella che questo progetto diventi fonte d’ispirazione per i cittadini bergamaschi (ma anche per tutti gli italiani) e che favorisca una maggiore integrazione culturale al fine di sostenere lo sviluppo del Paese ed accogliere il concetto di “nuovo” anche come opportunità di crescita personale.





