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“Pisani, un fratello maggiore, impossibile dimenticarlo”

Il ricordo di Fausto Rossini sulla scomparsa di Federico e della fidanzata Alessandra Midali. E le parole del Mondo, allora: “Una tragedia che ha cambiato tutti noi”

Bergamo. Sono passati 26 anni e sembra ieri. E ogni volta quando sul tabellone luminoso dello stadio compare la gigantografia di Chicco&Ale e poi lui che corre e anticipa gli avversari e salta più in alto per colpire di testa e fare gol, ecco ogni volta vengono i brividi, ripensando a quei momenti, a quel capitolo tragico della storia atalantina.

Così, per ricordare Federico Pisani, abbiamo scelto le parole di un suo compagno di squadra di allora, Fausto Rossini e non potevano mancare anche le parole struggenti che ci aveva rilasciato qualche anno fa, il suo allenatore Emiliano Mondonico.

Fausto Rossini: “Il mio ricordo di Chicco è di un fratello maggiore, venivamo tutti e due dal Margine Coperta e quindi quando io sono arrivato a Bergamo lui si è sentito un po’ in dovere (ma fatto con piacere) di darmi una mano nelle piccole cose, come ad esempio portarmi con sé in auto da Zingonia alla Casa del Giovane. Un bravissimo ragazzo era Chicco, timido ma simpatico e molto disponibile. Difficile dimenticarlo”.

Ora passiamo la palla alle parole che ci aveva rilasciato il Mondo: “La morte di un giovane è un evento che non vorresti mai vivere. I giovani sono allegria, fantasia, entusiasmo. E perciò quando entrano in contatto con la morte ti accorgi che tutto questo non è normale…”.

Emiliano Mondonico li ricordava così, Federico Pisani e Alessandra Midali. Lui, il folletto nerazzurro, aveva solo 21 anni e la sua fidanzata 19, quando persero la vita nella loro auto che finì contro un pilone dell’autostrada Milano-Laghi, la notte del 12 febbraio 1997. La domenica successiva l’Atalanta doveva affrontare in casa il Vicenza e, per tutti, fu una notizia tremenda.

E la partita, un clima surreale in quello stadio, l’emozione della gente e dei giocatori che ad ogni gol andavano a baciare la maglia di Pisani, da Foglio a Inzaghi e poi ancora Superpippo, che a fine stagione diventerà capocannoniere della serie A con 24 reti. “Lui di sicuro volteggiava sopra lo stadio”, ricordava Mondonico, “Pisani era presente negli spogliatoi, era lì con noi e tutti quanti quel giorno abbiamo dato di più, pensando a lui. No, non è stata una partita normale: eravamo venti contro undici…”.

E il tecnico di Rivolta concludeva: “Ci sarebbero tanti episodi da ricordare, ma la cosa che viene in mente è questo tragico incontro con la morte: fai chissà quali e quanti programmi e poi invece capisci che da un giorno all’altro ti può succedere. E in quel giorno tante cose sono cambiate anche dentro di me e in quei ragazzi. Perché sei giovane e non devi avere a che fare con la morte, che dovrebbe toccare ad altri e ci penserai più avanti, invece… Ecco, c’è poco da aggiungere sul giocatore Chicco Pisani: il dolore per quella tragedia ha cambiato un po’ tutti noi”.