L'intervista
Lobati, in corsa alle regionali per Forza Italia: “Punto su rinnovamento e concretezza”
Il sindaco di Lenna si ispira alla “teoria del meccanico”
Rinnovamento e concretezza. Sono questi i pilastri dell’impegno di Jonathan Lobati, sindaco di Lenna, in corsa alle prossime elezioni regionali nelle fila di Forza Italia. Per illustrare il suo modus operandi cita l’esempio del meccanico, “perché è finita l’era in cui qualcosa di rotto si butta via. Bisogna aggiustarlo, oliare gli ingranaggi, migliorare quello che non funziona e sostituire i pezzi rotti, proprio come fa chi effettua riparazioni”.
L’esperienza da amministratore locale gli ha permesso di acquisire questo approccio perché lo ha abituato a vivere e ad affrontare quotidianamente i problemi per rispondere alle esigenze dei cittadini.
Quali sono, secondo lei, le priorità su cui bisogna concentrarsi?
L’area sanitaria/socio-sanitaria e le infrastrutture, che sono i due settori di cui Regione Lombardia si occupa prevalentemente. Per quanto riguarda la sfera socio-sanitaria, ci impegneremo a risolvere alcuni problemi emersi in questi anni nella medicina territoriale, ossia la carenza dei medici di medicina generale gestendo questa fase transitoria d’emergenza con misure concrete e poi puntando su proposte di lungo periodo. Penso, in primis, all’attuazione della riforma sanitaria che è stata recentemente approvata e all’obiettivo di fare in modo che le case della comunità entrino in funzione al più presto e siano riempite di professionalità. La loro struttura prevede medici di medicina generale, infermieri, specialisti, operatori nel sociale e segretariato, offrendo preziosi servizi al territorio.
Ci spieghi
Nell’immediato dobbiamo lavorare per fare in modo che i medici di medicina generale svolgano il loro lavoro di medici, cioè visitino i pazienti e non passino le giornate a fare gli impiegati o attività di segretariato. Inoltre, vanno semplificate le procedure burocratiche che devono adempiere in modo da snellirne lo svolgimento. Per ottimizzare le risorse, bisogna creare una migliore integrazione fra la medicina ospedaliera e quella del territorio. Oggi sono realtà scollegate e non è più possibile: serve maggior dialogo fra loro, quindi è necessario favorire i punti di aggregazione e di contatto. Un altro aspetto su cui va prestata attenzione è la salvaguardia delle strutture ospedaliere di periferia: si è lavorato molto sui grandi centri, ma svuotando questi servizi i problemi non si risolvono, anzi aumentano e prima o poi ricadranno sulle nuove strutture.
Non si poteva rafforzare la medicina territoriale prima di arrivare all’emergenza?
L’emergenza Covid ci ha portato a vedere il mondo sanitario in un modo diverso: ci si è accorti che la medicina del territorio era sguarnita. Non credo che la regione abbia gestito male la pandemia, che ci ha colpito violentemente: era una situazione nuova e in un primo momento non è stato semplice affrontarla, ma dall’inizio della campagna vaccinale si è messa in carreggiata.
Come si può affrontare, nell’immediato, la mancanza dei medici di medicina generale?
Oggi circa 15mila persone si trovano senza il medico di medicina generale. Non si possono lasciare in questa situazione: il problema non si risolverà a breve e nell’immediato bisogna aumentare il numero dei pazienti affidati ai medici. È il ritaglio di uno spazio ma è un modo per garantire questo servizio.
Un’altra questione è costituita dai tempi delle liste d’attesa
Bisogna fare in modo che ci sia una miglior razionalità delle visite che vengono prescritte dai medici di medicina generale per non ingolfare il sistema. Inoltre dobbiamo dotare le case della comunità di specialisti in modo che possano visitare qui alleggerendo le liste d’attesa degli ospedali.
Per quanto riguarda i trasporti, invece, cosa proponete?
Sul tema del materiale rotabile Regione Lombardia ha firmato contratti per l’acquisto di nuovi treni: verranno sostituiti con veicoli all’avanguardia. C’è un tema infrastrutturale che non va dimenticato: la rete di collegamento è sottodimensionata e non per forza mettendo un treno in più si risolvono i problemi. Inoltre, si deve lavorare sulla puntualità garantendo volumi di trasporto adeguati alle esigenze del territorio.
E per la tutela dell’ambiente?
Questa tematica è importante, ma non la considero in modo demagogico. A Lenna, per esempio, il Comune è passato dal 42% all’82% della raccolta differenziata passo passo, senza stravolgimenti traumatici per i cittadini. Sono orgoglioso, inoltre, del bando Valli prealpine, finanziati per realizzare buona parte degli edifici con pannelli fotovoltaici e accumulatori. Adotto un approccio all’ambiente in un’ottica economica, non come un costo ma come un’opportunità, senza scelte demagogiche: le infrastrutture servono e vanno costruite, ma con materiale sostenibile e tecnologico che ci permettono di riciclare tanto, anche in edilizia.
Per concludere, quali sono i suoi prossimi progetti per il futuro?
L’auspicio è ottenere un buon risultato elettorale sia per la lista sia a livello personale. Lavorerò per Bergamo da bergamasco “doc”, come recita il mio slogan: Dedizione Onestà e Concretezza.



