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Luzzana (Forza Italia): “La scuola? Poco al passo con i tempi, va cambiato il modo di insegnare”

La situazione in Val Seriana: “Enormi problemi di viabilità e mobilità, oltre alla mancanza di servizi”

Antonella ha gli occhi grandi e il passo deciso.

Quando prende la sedia per sedersi di fronte a me ci guardiamo per un attimo, senza dirci niente. In realtà in quello scambio sincero di sguardi, lei sta già parlando: perché di cose da dire, ma soprattutto di cose che vuole fare, ne ha davvero tante.
Scelgo di andare subito al sodo, dritta al cuore di ciò che le è più vicino. Perchè, più di ogni altra cosa, Antonella è una donna che si dedica molto ai ragazzi. Per mestiere e per passione.
“Antonella, tu sei un’insegnante. La scuola rappresenta il nostro futuro. Come la vedi, oggi?”
“Spesso poco al passo con i tempi. I ragazzi di questa generazione sono nativi digitali, figli della diversità, di famiglie dove il termine “tradizionale” non trova quasi più applicazione. Non considerare la loro provenienza, il loro quotidiano vuol dire non riuscire a parlare con loro”
“E come può la scuola migliorare la comunicazione?”
“Cambiando il modo di insegnare, innanzitutto. Fornendo loro gli strumenti che un nativo digitale è abituato ad utilizzare e nel frattempo formarli su quei principi che stanno venendo meno”
 “Per esempio?”
“Il valore del denaro, il senso del sacrificio, l’orgoglio di trovare un lavoro. E anche di fare la differenza nella società. Un diciottenne che va a votare, oggi, non ha nessuna emozione. Un ragazzo che non è curioso, che non ha il senso della ricerca, che non perde tempo per cercare di aggiustare un giocattolo rotto… che uomo sarà?”
 “E tutto si riflette poi sul mondo del lavoro…”
“La politica dell’assistenzialismo e dei bonus facili non ha di sicuro aiutato…E il disagio è cresciuto in modo esponenziale.”
Con garbo, ma con fermezza, Antonella mi spiega le difficoltà del suo territorio, Val Seriana e Val di Scalve, al quale è profondamente legata. Un territorio piagato da molti disagi sociali e dalla mancanza di risorse umane a causa di un flusso migratorio ormai continuo. Le persone lasciano la valle. A volte anche un po’ costrette.
“C’è un enorme problema di viabilità e di mobilità. Il trasporto su gomma non ha mai subito variazioni, partono ancora i grandi pullman semivuoti, ormai inutili, al posto di trasporti più agili e contenuti. Parliamo di comunità ad alta percentuale di anzianità, in assenza di un vero ricambio generazionale… nel 2022 sono nati soltanto 200 bambini”
Fa un sospiro. Perché 200 bambini sono pochi. Sono il segno di una comunità che lentamente si spegne.
 “E i servizi? La chiusura degli ospedali, per esempio…”
“La mancanza di servizi è l’altro grande problema dei nostri comuni. I tagli, anche quelli alla sanità, vengono operati sulla base di un criterio di popolazione…. Giusto o sbagliato che sia, oggi ci ritroviamo senza i servizi essenziali. Le banche e, certamente, anche la salute pubblica. La creazione, per esempio, di più ambulatori, permetterebbe agli anziani di poter usufruire dell’assistenza minima e servirebbe anche a scaricare il traffico”.
“Ma l’unione delle comunità non fa la forza?”
“Non sul nostro bellissimo territorio. Manca il senso della collaborazione, c’è una forte chiusura anche tra i confini più ravvicinati. Ed è così, nell’impossibilità di metterci d’accordo, nei personalismi, che sprechiamo i fondi così preziosi per la nostra gente… ”
“ E Il volontariato? Tu per prima ne sei promotrice. Cosa significa per te?”
“Mettersi al servizio della comunità senza avere nulla in cambio. Che sul nostro territorio significa anche aiutare gli altri a rivalorizzare la tradizione. I lavori manuali che stanno sparendo. La passione per l’agricoltura, alla quale i nostri ragazzi si stanno riavvicinando… le mani nella terra, sai?”
Le sorrido. Ama la sua gente e la sua comunità, e si vede, nonostante le tante difficoltà che incontra ogni giorno.
Restiamo a chiacchierare ancora. Del turismo, della ricchezza del patrimonio culturale della Val Seriana, dell’imprenditoria di qualità che produce ricchezza e lavoro, della burocrazia. Potrebbe andare avanti ore. Ci sono tante e tante cose che vuole fare per la sua terra.
Quella che mi saluta, con un ultimo sguardo, è una donna forte che conosce i veri problemi delle persone. E sa come andrebbero risolti.

Di Francesca Caldiani