Nasce il primo Politecnico delle Arti d’Italia: fonde l’Accademia di Belle Arti Carrara e il Conservatorio Donizetti
Il sindaco Giorgio Gori: “Questa unione si inquadra in una forte spinta verso l’affermazione di Bergamo come luogo di alta formazione e presenta una grande opportunità di innovazione per la didattica, che renderà il Politecnico un punto di attrazione su scala regionale”
Bergamo. Una nuova era per il Conservatorio Gaetano Donizetti e l’Accademia Carrara. Dall’unione di due tra le istituzioni culturali più prestigiose della città nasce ufficialmente il Politecnico delle Arti di Bergamo, polo di alta formazione artistica e musicale.
“In questo progetto convergono due processi, la statizzazione e la fusione di queste due fondamentali istituzioni cittadine: da questo doppio movimento nasce il Politecnico delle Arti di Bergamo – commenta soddisfatto il sindaco Giorgio Gori –. Questa unione si inquadra in una forte spinta verso l’affermazione di Bergamo come luogo di alta formazione e presenta una grande opportunità di innovazione per la didattica, che renderà il Politecnico un punto di attrazione su scala regionale”.
“La proposta originaria proviene da una preoccupazione condivisa per le difficoltà economiche che i due enti distinti avrebbero potuto affrontare: il i dirigenti, tra cui il direttore precedente Claudio Pelis, compresero che una statizzazione avrebbe garantito prospettiva al Conservatorio e in un secondo momento è poi nata l’idea di unire le due accademie – prosegue Giorgio Gori –. Il comune proseguirà con il suo impegno economico nel provvedere alle sedi dei due rami del Politecnico con l’erogazione di € 480.000 l’anno: € 300.000 per l’affitto e € 180.000 per le spese di gestione”.
“L’idea di creare un unico polo di ricerca musicale e artistica risale al 2015 ed è stata fortemente sostenuta dal nostro sindaco, che già allora ragionava sulla possibilità di unire le due principali
strutture culturali e formative della città – afferma Loredana Poli, assessora con delega all’istruzione e formazione –. Questa fusione offre un’ampia possibilità di lavoro congiunto, a partire dall’enorme patrimonio di ricerca didattica che caratterizza entrambi gli enti”.
La struttura dirigenziale ideata per il nuovo Politecnico prevede la creazione di un unico consiglio d’amministrazione, con un presidente, un direttore e un vicedirettore. L’incarico di presidente verrà portato avanti da Michele Guadalupi, già presidente del Conservatorio a partire da febbraio 2021.
“Il percorso di statizzazione del Conservatorio ha occupato gli ultimi quarant’anni, l’ufficializzazione risulta un enorme soddisfazione e arriva a coronamento di un dispendioso processo”.
Il corpo docenti ufficiale del nuovo polo, a partire dal primo gennaio corpo statale contrattualizzato a tempo indeterminato, è composto da 30 docenti provenienti dal Conservatorio e 21 provenienti dall’Accademia. È presente poi un corpo docente di supporto, stabilizzato dal Ministero, che offre vari servizi aggiuntivi e raddoppia i numeri sopracitati. Inoltre, in seguito all’inserimento dei bienni formativi che si aggiungono ai trienni già previsti, sono stati registrati dati in aumento nelle iscrizioni a livello provinciale, regionale e statale, oltre alle richieste di iscrizione che provengono dall’estero. Nel complesso il Politecnico ospiterà circa 720 allievi, di cui 270 provenienti dall’Accademia e la parte restante dal Conservatorio.
“Vorrei innanzitutto ricordare Claudio Pelis, che durante i suoi anni come direttore è stato un motore incredibile per la realizzazione di questo progetto, il primo del suo genere in Italia – esordisce Emanuele Beschi, già direttore del Conservatorio e a partire da quest’anno del Politecnico –. Il corpo docenti ha già condiviso una lista di possibili materie che gli allievi del nuovo polo avranno la possibilità di studiare e che copriranno trasversalmente le due grandi aree artistiche, ad esempio ‘Sound design’ e ‘Musica per immagine’”.
“Il 6 marzo è prevista una serata di festeggiamenti al Teatro Donizetti per la nascita del Politecnico, con un grande concerto ad entrata libera alle 20:30 ed apertura del ridotto a partire dalle
19 – prosegue il direttore –. Nei giorni successivi (data ancora in fase di definizione) allo Spazio Polaresco verrà organizzato un evento che avrà come protagonista, tra gli altri, il dipartimento pop-rock del conservatorio”.
Francesco Pedrini, docente di Disegno e di Pittura e direttore dell’Accademia dal primo novembre 2021, rivestirà la carica di vicedirettore del Politecnico. “L’incontro tra docenti e studenti, la
didattica, è il tavolo di lavoro di questo progetto: bisogna creare i presupposti per convogliare l’energia dei ragazzi nella giusta direzione – commenta Pedrini –. Nelle lezioni avverrà concretamente l’incrocio tra le due arti. Il benessere del Politecnico passerà dalle qualità delle relazioni che si instaureranno tra di noi”.
L’evento inaugurativo di marzo al Donizetti includerà una performance con protagonisti gli allievi dell’Accademia. Nel ridotto del teatro i ragazzi citeranno testualmente parole ed espressioni
poetiche che verranno portate in scena tramite il loro corpo: le persone che verranno al concerto transiteranno in mezzo a questo atto performativo, che inizierà alle ore 19. All’evento successivo al
Polaresco gli allievi commenteranno visivamente tramite immagini le musiche del concerto.
Anche la senatrice Alessandra Gallone, delegata del Ministero dell’Università e della Ricerca nel tema dell’alta formazione musicale ed impegnata a Roma per impegni istituzionali, ha voluto esprimere a distanza la sua soddisfazione per il risultato raggiunto, culmine di un percorso iniziato durante la sua esperienza come assessora nel 1999: “Le due istituzioni oggi si statalizzano e creano una meravigliosa sinergia, il primo Politecnico specializzato in Italia. Il ministro dell’Università e della Ricerca Bernini ha ribadito come il sistema Afam, che comprende i Conservatori, le Accademie delle Belle Arti, Coreutiche e del Design, rientrino a pieno titolo nel sistema universitario. Molti studenti internazionali vengono in Italia perché attratti dai percorsi legati all’arte, al design e alla moda e Bergamo in questo quadro non è seconda a nessuno”.


