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Confermato lo sciopero dei benzinai: distributori chiusi il 25 e 26 gennaio

Nessuna erogazione nemmeno alle stazioni self service: le interlocuzioni continuano ma per ora resta distanza col governo

Faib Confesercenti, Figisc Confcommercio e Fegica hanno confermato lo sciopero dei benzinai fissato per il 25 e 26 gennaio e che coinvolge anche i distributori self service.

Non ha infatti avuto l’esito sperato l’incontro andato in scena giovedì mattina al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il governo rappresentato dal ministro Adolfo Urso e i rappresentanti di categoria che non sono riusciti a trovare la quadra di una situazione che li vede ancora su posizioni molto distanti.

Uno sciopero “confermato perché nessun elemento fra quelli per cui lo abbiamo indetto è venuto meno – ha sottolineato Massimo Terzi di Anisa Confcommercio – Siamo ancora più penalizzati e questo ennesimo cartello fa tutto tranne che trasparenza”.

In un comunicato il Ministero ha esposto le proprie posizioni e, nel confermare che sarà mantenuto nel decreto l’obbligo di esposizione del prezzo medio regionale, “venendo incontro alle diverse richieste delle categorie, ha presentato una serie di modifiche per raggiungere l’obiettivo della trasparenza per i consumatori senza tuttavia gravare sui costi per le categorie che offrono un servizio importante per il Paese e verso il quale vi è unanime riconoscimento per il ruolo svolto anche nei momenti più difficili, come ad esempio durante la pandemia. Il Governo, inoltre, nel pieno rispetto del ruolo che il Parlamento assolve, ha deciso di posporre l’emanazione del decreto ministeriale che definirà le modalità di comunicazione e di esposizione dei prezzi, entro 10 giorni dalla conversione del decreto legge”.

Tra le modifiche apportate viene stabilito che l’obbligo di comunicazione sarà settimanale e non più giornaliero e ad ogni variazione del prezzo: “La chiusura per omessa comunicazione – sottolineano dal Mimit – avverrà solo dopo 4 omesse comunicazioni settimanali nell’arco di 60 giorni (e non più dopo tre violazioni senza limiti temporali anche non consecutivi). L’eventuale chiusura potrà essere decisa da 1 a 30 giorni (prima la previsione era da 7 a 90 giorni). Le sanzioni per omessa comunicazione saranno da un minimo di 200 a un massimo di 800 a seconda del fatturato dell’impianto (prima raggiungevano i 6000 euro)”.

“Inoltre – continua la nota -, sempre per favorire la massima trasparenza, è prevista l’istituzione di una APP del Ministero gratuita che consentirà di conoscere il prezzo medio regionale e, con la geolocalizzazione, anche il prezzo praticato da ciascun distributore nel perimetro desiderato. Con queste modifiche si afferma il principio della massima trasparenza, si mettono i consumatori in condizione di conoscere il prezzo medio e anche quello praticato da ciascun distributore. Si facilità così l’attività dei gestori semplificando le procedure di comunicazione e rendendo più commisurate le eventuali sanzioni”.

Il ministro Urso ha infine confermato che il tavolo tecnico insediato da qualche giorno continuerà ad operare fino al completo riordino del settore che necessita di diversi interventi anche in vista della transizione green per la quale è chiamato a svolgere un ruolo significativo.